Festa della Famiglia 2014: oltre mille persone presenti. L’Arcivescovo Boccardo: «Con amicizia e fiducia accompagno il vostro cammino quotidiano». Resoconto completo e foto.

Festa della Famiglia 2014: oltre mille persone presenti. L’Arcivescovo Boccardo: «Con amicizia e fiducia accompagno il vostro cammino quotidiano». Resoconto completo e foto.

Festa della Famiglia 2014: oltre mille persone presenti. L’Arcivescovo Boccardo: «Con amicizia e fiducia accompagno il vostro cammino quotidiano». Resoconto completo e foto.

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Festa della Famiglia 2014: oltre mille persone presenti. L’Arcivescovo Boccardo: «Con amicizia e fiducia accompagno il vostro cammino quotidiano». Resoconto completo e foto.
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«Sono molto lieto di incontrarvi e vi ringrazio della risposta generosa al mio invito a partecipare alla seconda edizione della “Festa della Famiglia”. Mi fa davvero grande piacere ritrovarmi con voi e dirvi la stima, l’amicizia e la fiducia con cui accompagno il vostro cammino quotidiano». Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha accolto a Spoleto, in piazza Garibaldi, le oltre mille persone che hanno partecipato la mattina di domenica 11 maggio alla Festa della Famiglia promossa dalla Diocesi sul tema “Famiglia: accoglienza, festa e missione”.

Foto-gallery mattino

Foto-gallery pomeriggio e camminata verso la Cattedrale

Foto-gallery messa conclusiva

Le presenze sono confermate dagli ottocentotrentuno buoni pasto consegnati dai volontari della Diocesi. A questi si devono aggiungere coloro, in modo particolare gli spoletini, che sono tornati a pranzo nelle proprie case. La giornata – pensata per dare visibilità alla bellezza della famiglia, realtà umana semplice e ricca allo stesso tempo, fatta di gioie e di speranze, di fatiche e di sofferenze – è iniziata con l’accoglienza dei partecipanti curata dai ragazzi della Pastorale Giovanile diocesana. I bambini dai 3 ai 5 anni sono stati accolti in alcuni locali del priorato di S. Gregorio, dove alcuni animatori hanno organizzato giochi e attività manuali. Quelli dai 6 ai 10 anni si sono invece ritrovati al Giardino dello Sport e sono stati intrattenuti da varie attività e dai giochi di prestigio del “Mago Cremino”, un bambino di 9 anni (Nicola Amici) di Cascia. Gli adulti, infine, si sono suddivisi in tre luoghi differenti ed hanno partecipato ad un momento formativo sul tema della giornata. Nella Basilica di S. Gregorio don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, ha lodato la Festa della Famiglia di Spoleto: «Oggi in questa bella città tante persone sono scese in piazza non per protestare, per recriminare o per manifestare contro qualcuno o qualcosa, ma solo per fare festa, festa alla famiglia. In un clima gioioso si è testimoniato la bellezza della famiglia, che è un bene per tutti e che a tutti deve stare a cuore, perché la famiglia appartiene a tutti e sulla famiglia non ci si può dividere per ragioni ideologiche o per ragioni di appartenenza politica. Tutti devono prendersene cura e far sì che essa stia bene, perché se sta bene la famiglia sta bene anche il Paese. Se cresce la famiglia, cresce anche il Paese. Non ci sono – ha proseguito Sciortino – famiglie perfette, indenne da problemi, ma famiglie in cammino verso la perfezione. In questo cammino ci sono degli idoli da sconfiggere: il successo, l’apparire, la ricerca smodata della ricchezza e dei soldi, da ottenere con ogni mezzo, lecito o illecito. E poi oggi si vuole spacciare per famiglia ogni forma di unione; ma se tutto è famiglia – ha proseguito il direttore di Famiglia Cristiana – niente più è famiglia. Non si spiegano proposte bizzarre come eliminare la differenza di genere e le parole sessuate come padre e madre, marito e moglie, uomo e donna, a favore di termini neutri come “genitore 1” e “genitore 2”, in modo che alla fine ogni unione possa essere equiparata più facilmente alla famiglia. Non possiamo, inoltre, dimenticare che i mass media parlano poco della famiglia tradizionale e quando lo fanno la irridono, la svillaneggiano, banalizzando tutto: dall’amore alla sessualità, dal matrimonio alla vita. Nonostante però la famiglia sia bistrattata, oggi non possiamo fare a meno di ripartire da essa, cominciando a riconoscerle, innanzitutto, quel ruolo sociale e pubblico che le spetta, quegli aiuti necessari che le spettano di diritto e che non sono una benevola concessione dello Stato. Oggi più che mai c’è bisogno disperato della famiglia in quanto tesse relazioni, offre fiducia, chiede collaborazione, educa alla solidarietà, alla fraternità e alla gratuità. Non è un problema, ma una risorsa per il Paese. Purtroppo, a fronte dell’importante ruolo che essa svolge nella società, c’è scarsa attenzione da parte delle istituzioni per promuovere il “benessere familiare”. Lo sviluppo e il futuro passano per la famiglia; e senza i figli non ci sono progetti, non c’è speranza di crescita. Anche come Chiesa – ha concluso don Sciortino – occorre un deciso investimento pastorale sulla famiglia come cellula della comunità ecclesiale. Troppo spesso è vista come destinataria dei servizi pastorali, poche volte ne è la protagonista. È tempo, insomma, di dare parola alla famiglia e non più di parlare della e sulla famiglia».

Nella Sala della Risurrezione del Centro di pastorale giovanile don Renzo Bonetti, già direttore dell’ufficio di Pastorale familiare della Conferenza episcopale italiana, ha esordito dicendo che «se oggi la famiglia è in declino, la soluzione è la forza della coppia e non aspettare che gli altri facciano qualcosa, ma impegnarsi in prima persona. Per far ciò è fondamentale – ha proseguito – il dialogo in famiglia, la conoscenza di Dio e della sua Parola, alimentare ogni giorno l’amore reciproco anche nelle piccole cose, recuperare la dimensione settimanale della festa e chiedersi con frequenza se l’esperienza di coppia sta progredendo oppure no, se è il simbolo del cammino verso la croce o la risurrezione oppure no».

Nella “Sala Antonelli” del priorato di S. Gregorio mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo, ha richiamato i presenti al compito educativo, citando il brano del Vangelo di Luca “A Gerusalemme per la festa di Pasqua” (LC, 2, 40-52). In questo brano si racconta un dramma familiare: nel pellegrinaggio a Gerusalemme Gesù si smarrisce, non è più nella carovana. Maria e Giuseppe si mettono a cercarlo e si domandano “Cosa abbiamo sbagliato?”, “Che cosa non abbiamo fatto?”. Dopo tre giorni trovano Gesù, che non era partito, nel tempio ad ascoltare ed interrogare i maestri. «Gesù – ha detto mons. Chiarinelli – ha voluto insegnare che le relazioni, anche quelle più sane, non sono assolute: il metro è la volontà del Padre, il rapporto con lui. Tutti i legami vanno subordinati a quella libertà vera e profonda che è il rapporto con Dio. Non è facile per i genitori scoprire e accogliere l’originalità dei figli e la trascendenza della propria vocazione. Ciò lo si può dire anche per ogni educatore e per i ministri della Chiesa. È indispensabile, anche in famiglia, non presumere dinanzi alle persone (ognuno ha un’identità singolarissima), non pretendere di ridurre la complessa realtà delle persone entro categorie interpretative generiche, entro schemi astratti, formulando giudizi soggettivi e affrettati, non disattendere alcuno, chiunque sia, quasi non avesse una dignità personale, una rilevanza intrinseca, una personalità irripetibile. Non si dovrà mai dimenticare che l’altro, ogni altro, è come te».

Resoconto pomeriggio. Grande partecipazione anche alla parte pomeridiana della Festa della Famiglia organizzata dall’archidiocesi di Spoleto-Norcia domenica 11 maggio scorso. Dopo il pranzo consumato negli spazi pubblici intorno al Chiostro di S. Nicolò, che è stato un momento di aggregazione importante per le tante famiglie presenti, sono stati attivati i laboratori in programma. I bambini si sono adunati nell’auditorium grande del Chiostro e hanno assistito allo spettacolo “Ancora un Cappuccetto Rosso!” proposto dal gruppo “Teatro del Canguro” di Ancona. I giovani si sono ritrovati nella sala adiacente l’auditorium ed hanno riflettuto sul tema “La vita? Giòcatela bene!”. Suor Roberta Vinerba, teologa ed educatrice della diocesi di Perugia-Città della Pieve, con modo coinvolgente ed interattivo ha detto ai tanti ragazzi presenti che «Dio ti ama ed è più grande del tuo peccato, ti porta in alto. Cerca di avere il meglio da te stesso e non guardare come stanno messi gli altri. La tua persona – ha proseguito – è l’unico capitale che hai. Dio ti ha creato, ti ama e ti aspetta in Paradiso. Ognuno di noi deve essere ricordato come una benedizione: questo significa vincere nella vita cari ragazzi! Sbagli sette volte al giorno? Non importa. Altre sette volte ti rialzerai. Desidera le cose belle, non ti accontentare, non stare mai da solo, prova ad inserirti in una comunità parrocchiale che ti stia accanto. E ricordati che più ne fai, più ne combini, più sbagli, più sei debole e più la Chiesa è casa tua». I genitori si sono suddivisi in tre gruppi in altrettante sale poste al primo piano del Chiostro di S. Nicolò. Un primo gruppo è stato animato da Angelo Scelzo, vice-direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sul tema “Famiglie e nuove tecnologie”. Il giornalista più che una relazione ha instaurato un dialogo con i presenti, che hanno molto apprezzato. «La Chiesa – ha affermato in uno dei suoi interventi – sta facendo un grande sforzo di umiltà per studiare e approfondire percorsi per accompagnare i figli cosiddetti “nativi digitali”». È stato sottolineato come i nuovi media non sono pericolosi a priori, ma vanno usati con sapienza e intelligenza, e in questo l’esempio e la testimonianza dei genitori sono fondamentali. Questi, spesso, è emerso, anziché dialogare con i figli nei momenti in cui si riunisce tutta la famiglia, ad esempio il pranzo e la cena, inviano messaggi col telefonino, si connettono a facebook con l’i-pad. «Anche perché – ha detto Scelzo – l’eccesso di comunicazione paradossalmente può portare all’incomunicabilità tra i membri di una famiglia e le conseguenze non sono le più felici. Allora, spegnere il televisore, disconnettere internet e mettere silenziosi i telefonini in alcuni momenti della giornata sono dei segnali comunicativi molto forti». Un altro gruppo di genitori ha preso parte all’incontro tenuto dai Servizi Interzona 6/8/9 sul tema “Accoglienza nella famiglia: un dono”, dove si è parlato di affido e di adozioni e dei percorsi da seguire per chi fosse interessato. Da sottolineare come alcune famiglie che alla scorsa edizione della Festa parteciparono a questo stesso gruppo o hanno preso in affido un minore o hanno manifestato la volontà di volerlo fare. Un terzo gruppo di genitori, animati dai coniugi Elena ed Aldo Rabellino, della Comunità Chemin Neuf, ha partecipato al laboratorio “La comunicazione nella coppia”. Sono stati evidenziati i filtri che ostacolano la comunicazione nella coppia come i ricordi del passato, gli atteggiamenti, i preconcetti, l’interrompere l’altro mentre sta parlando, l’avere sempre una soluzione migliore dall’altro a questo o quel problema, dipendenza da telefonino, televisore o altri mezzi tecnologici e altro. Poi, sono state sottolineate alcune caratteristiche di chi ascolta l’altro: prestare attenzione a ciò che viene detto, non interrompere, mettersi nei panni dell’altro, tenere in considerazione i sentimenti dell’altro. Al termine le coppie presenti hanno messo in pratica questi suggerimenti e si sono ascoltati reciprocamente per dieci minuti, cinque ciascuno, mettendo in atto il cosiddetto ascolto partecipato che può prevenire molte crisi matrimoniali.

Al termine di questi laboratori, intorno alle 16.30, è partita la camminata delle famiglie dal Chiostro di S. Nicolò al Duomo: Vescovo, sacerdoti, mamme, papà, bambini, ragazzi, giovani e nonni hanno percorso questo tratto di strada dialogando, confrontandosi sulla giornata vissuta insieme, approfondendo la conoscenza reciproca. Alle 17.30, in una Cattedrale, gremita l’Arcivescovo ha celebrato la Messa a conclusione della Festa della Famiglia. La liturgia è stata animata nel canto dal Coro diocesano, ossia dall’insieme di più cori parrocchiali diretti da Alessandra Natalini, con all’organo il maestro Paolo Sebastiani. Il servizio all’altare è stato garantito dal gruppo dei ministranti della Diocesi. «La Famiglia – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – è la festa del sì. Il più grande che mai sia stato pronunciato e continuamente si pronunci, in modo e circostanze diverse. La famiglia è il grande sì di Dio: alla vita, alla coppia umana, alle sue potenzialità. Nei confronti dell’uomo e della donna Dio è positivo, ottimista. A loro affida la sua creazione: sono chiamati a conoscerla, a custodirla, a servirsene in modo responsabile. La famiglia – ha proseguito il Presule – è il grande sì dell’uomo e della donna: è il riconoscimento, nella diversità, di una pari dignità, fondata sull’uguaglianza della stessa origine in Dio e di una complementarietà tesa a realizzare la pienezza dello stesso uomo. La famiglia è ancora il sì dell’uomo e della donna alla vita: il sì della fecondità naturale e spirituale, il sì della continuità accordata e sempre rinnovata al progetto creativo di Dio che, concretamente, si realizza nei figli. Con tutte le difficoltà che l’essere genitore comporta – ha detto il Presule -, vale la pena di esserlo perché i figli sono il più bel dono che Dio possa fare, sono segno di ottimismo e di fiducia nel futuro, anticipo di una storia che verrà e di cui il mondo ha tanto bisogno. A voi – ha concluso l’Arcivescovo – che col vostro amore, elevato e trasfigurato nel sacramento, siete nel mondo la presenza ed il simbolo dell’amore reciproco di Cristo e della Chiesa, lasciatemi ripetere con cuore di amico: non temete, Cristo è con voi!. Vicino a voi per trasfigurare il vostro amore, per rendere fermo, stabile e indissolubile il vincolo che vi unisce per tutta la vita, per sostenervi in mezzo alle contraddizioni, alle prove e alle crisi immancabili nella realtà umana».

Al termine della Messa c’è stato l’atto di affidamento delle famiglie della Diocesi alla Vergine Maria: cinque famiglie, una per ogni Vicariato della Chiesa di Spoleto-Norcia, accompagnate dai rispettivi Vicari Episcopali, hanno omaggiato la Santissima Icone (portata nella navata centrale del Duomo per l’occasione, ndr) con tre lampade e due mazzi di fiori e hanno chiesto alla Madre di Dio protezione per le famiglie. Dopo la benedizione finale l’Arcivescovo ha formulato gli auguri a tutte le mamme presenti ed ha invitato le famiglie a seguirlo in Piazza Duomo per lanciare in aria tanti palloncini colorati, simbolo esteriore di questa Festa della Famiglia vissuta insieme. Un lungo applauso ha salutato la salita dei palloncini al cielo. Poi, spazio ai saluti finali e alle foto ricordo dell’evento.

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