Don Luis Vielman ha fatto l’ingresso nelle parrocchie di Scheggino e di Sant’Anatolia di Narco. Foto.

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Nuovo parroco per le comunità di Scheggino e Sant’Anatolia di Narco. Si tratta di don Luis Vielman, guatemalteco di 46 anni. In questo Paese del Centro America ha conosciuto la figura del beato Pietro Bonilli attraverso le suore della Sacra Famiglia. Giunto a Spoleto per approfondire e vivere il carisma nazareno-bonilliano, ha completato la formazione nel Seminario regionale di Assisi, ed è stato ordinato presbitero in Duomo dall’arcivescovo Renato Boccardo il 19 dicembre 2015. È stato vicario parrocchiale prima a Cannaiola di Trevi e poi nelle comunità del centro storico di Spoleto.

Foto Scheggino / Foto S. Anatolia di Narco 

A Scheggino e Sant’Anatolia di Narco succede a don Tomasz Grodzki, nominato parroco di Arrone e Polino. È stato mons. Boccardo a presentarlo alle due comunità della Valnerina ricche di spiritualità, di storia e di tradizioni: a Scheggino, nella chiesa parrocchiale di S. Nicola, domenica 11 ottobre 2020 e a Sant’Anatolia, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie (la parrocchiale è inagibile causa sisma), domenica 18. Comunità chiamate sempre più ad interagire e camminare insieme nella strada che conduce al Signore. Alla cerimonie di ingresso erano presenti un buon numero di fedeli e i rispettivi sindaci: Fabio Dottori e Tullio Fibraroli.  

Le parole dell’Arcivescovo. «È sempre un momento significativo per una comunità salutare il parroco che va e accogliere quello che viene. Questi movimenti fanno parte della vita e aiutano chi rimane, chi parte e chi viene a rinnovarsi continuamente e ad iniziare sempre di nuovo il cammino dell’ascolto della Parola del Signore, della testimonianza della vita cristiana e dell’accoglienza del pane della vita che nel mistero dell’Eucaristia ci viene donato. Dopo gli anni di servizio generoso di don Tomasz, queste Scheggino e Sant’Anatolia accolgono ora don Luis proveniente da Spoleto, dove ha esercitato il ministero in questi ultimi anni. Ma è originario di molto lontano. È nato, infatti, in Guatemale dove ha lasciato i suoi familiari. Qui è diventato prete e si è inserito pienamente nella vita della Chiesa diocesana. È cresciuto alla scuola del beato Pietro Bonilli che ha lasciato un segno particolare nella nostra Diocesi per la sua attenzione generosa a tutti coloro che erano nel bisogno e nella difficoltà. Sono certo che don Luis, come ha fatto finora, continuerà in queste belle vallate ad essere l’immagine del Pastore Buono, Gesù, l’unico che non cambia. Il Vescovo ve lo affida, prendetevene cura. Il cammino che vi attendete è chiaro: è solo nella collaborazione che si riesce a costruire qualche cosa; la comunità parrocchiale non è proprietà del parroco né dei parrocchiani: siamo tutti sulla stessa barca ci dice papa Francesco. Dobbiamo darci la mano, in questo tempo di pandemia virtualmente, e lavorare insieme per il bene di tutti, al fine di crescere nell’accoglienza dei doni del Signore. Si apre, dunque, un cammino rinnovato per le comunità di Scheggino e di S. Anatolia di Narco».

Le parole di don Luis Vielman: «Sono emozionato perché è la prima esperienza da parroco. Incontro nuove comunità e nuovi cristiani: è per me come uno sposare, metaforicamente si intende, queste parrocchie, volergli bene, adoperarmi perché cresca sempre più la consapevolezza che siamo discepoli di Gesù Cristo». Poi il ringraziamento all’Arcivescovo: «Grazie Eccellenza per saper provvedere ai bisogni spirituali delle comunità. Spero che con la vicinanza della gente e con la sua paternità e le sue preghiere di portare avanti questo servizio. La casula che indosso – ha detto – è dono del Vescovo ai noi nuovi parroci: è un segno piccolo ma che dice tanto di come lui vuole essere vicino a ciascuno di noi».

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