Don Jean-Pual Matoe, 52 anni, è tornato alla Casa del Padre. È morto nel suo Paese di origine, Madagascar, a causa di un arresto cardiaco. Era Vicario Parrocchiale di Bevagna e Cantalupo

Don Jean-Pual Matoe, 52 anni, è tornato alla Casa del Padre. È morto nel suo Paese di origine, Madagascar, a causa di un arresto cardiaco. Era Vicario Parrocchiale di Bevagna e Cantalupo
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Don Jean-Pual Matoe, 52 anni, è tornato alla Casa del Padre. È morto nel suo Paese di origine, Madagascar, a causa di un arresto cardiaco. Era Vicario Parrocchiale di Bevagna e Cantalupo

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Don Jean-Pual Matoe, 52 anni, è tornato alla Casa del Padre. È morto nel suo Paese di origine, Madagascar, a causa di un arresto cardiaco. Era Vicario Parrocchiale di Bevagna e Cantalupo
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L’Arcivescovo, unitamente al presbiterio diocesano, annuncia che è tornato alla Casa del Padre don Jean-Paul Matoe, 52 anni, Vicario parrocchiale di S. Michele Arcangelo in Bevagna e di S. Maria Addolorata in Cantalupo di Bevagna. Il sacerdote era nato in Madagascar (Africa) il 16 giugno 1959.

All’inizio di luglio don Jean-Paul era tornato nel suo Paese natale (il Madagascar) per far visita alla mamma e per festeggiare nella sua comunità di origine i venti anni di sacerdozio. Era, infatti, stato ordinato presbitero insieme al fratello (che svolge il suo servizio in una Diocesi della Svizzera) il 14 settembre 1991. A fine luglio sarebbe dovuto tornare in Italia e riprendere servizio a Bevagna e Cantalupo, comunità nelle quali si trovava dallo scorso mese di settembre come coadiutore del Priore don Marco Rufini. In precedenza aveva svolto il ministero sacerdotale nelle comunità di Gualdo Cattaneo e Pomonte di Gualdo Cattaneo. Il mancato arrivo a Roma, considerata la massima precisione e puntualità del sacerdote, ha destato forte preoccupazione nella Curia Arcivescovile. Dopo vari tentativi di chiamare al cellulare don Jean-Paul, l’Arcivescovo e don Marco Rufini hanno provato a mettersi in contatto con il Vescovo del luogo. Non si è avuta, però, nessuna risposta, in quanto il Presule africano era fuori sede per servizio pastorale. Sabato 30 luglio, nella sera, il fratello del sacerdote riesce a chiamare mons. Boccardo e comunica che don Jean-Paul è morto a causa di un arresto cardiaco. I due fratelli sacerdoti si stavano recando dal loro villaggio all’aeroporto per rientrare in Italia. Ad un certo punto si sono fermati per recare soccorso a delle persone coinvolte in uno spaventoso incidente stradale. Proprio in quel frangente, don Jean-Paul si è accasciato ed è morto all’istante a causa, appunto, di un arresto cardiaco.

L’Arcivescovo Boccardo ha subito avvisato il Priore di Bevagna e parroco di Cantalupo don Marco Rufini affinché rendesse partecipe le due comunità dell’accaduto e le invitasse a pregare per don Jean-Paul.

«Era un uomo buono e affabile, un timorato di Dio», afferma don Marco Rufini. «A Bevagna e in particolar modo a Cantalupo, dove risiedeva, è stato subito apprezzato dalla gente. Con semplicità si è messo a servizio del nostro territorio bevanate».

Il funerale di don Jean-Paul è stato celebrato in Madagascar, Paese nel quale riposeranno le sue spoglie mortali. Lunedì 8 agosto l’Arcivescovo e tutti i sacerdoti della Diocesi, in un incontro già fissato a Cannaiola di Trevi, celebreranno una messa in suffragio del confratello. A settembre, in una data che verrà opportunamente comunicata, mons. Boccardo celebrerà una messa in suffragio di don Jean-Paul nella comunità parrocchiale di Cantalupo di Bevagna.

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