Domenica delle Palme 2022. L’Arcivescovo: «Gesù non ha inteso la propria esistenza terrena come acquisizione di potere, come corsa al successo e alla carriera, come un imporsi sugli altri». Foto.

Domenica delle Palme 2022. L’Arcivescovo: «Gesù non ha inteso la propria esistenza terrena come acquisizione di potere, come corsa al successo e alla carriera, come un imporsi sugli altri». Foto.

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La Domenica delle Palme, 10 aprile 2022, ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. È la festa con cui inizia la Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.

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A Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo e i fedeli si sono radunati in Piazza Duomo a Spoleto: sono stati benedetti i ramoscelli di ulivo che, dopo la lettura di un brano evangelico, sono stati distribuiti ai presenti, quindi si è avviata la processione verso la Basilica Cattedrale dove il Presule ha presieduto la Messa. Questa liturgia è stata caratterizzata dalla lettura della Passione di Gesù, tratta quest’anno dal Vangelo di Luca; il testo della Passione non è lo stesso che si legge nella celebrazione del Venerdì Santo, che è il testo del Vangelo di San Giovanni.

Nell’omelia mons. Boccardo ha detto che «oggi guardiamo a Gesù che si avvicina al termine della sua vita e si presenta come Messia atteso dal popolo, mandato da Dio e venuto in suo nome a portare la pace e la salvezza, anche se in misura diversa da come l’interpretavano i suoi contemporanei. L’opera di salvezza e di liberazione compiuta da Gesù continua nei secoli. Per questo la Chiesa, che fermamente lo crede presente anche se invisibile, non si stanca di acclamare a lui nella lode e nell’adorazione». La Chiesa, però, leggendo il racconto della passione non si limita a considerare unicamente le sofferenze di Gesù. «Essa – ha continuato l’Arcivescovo – si accosta trepidante e serena a questo mistero sapendo che il suo Signore è risorto. La luce della Pasqua fa scoprire il grande insegnamento contenuto nella passione: la vita si afferma attraverso il dono sincero di sé fino a morire. Gesù non ha inteso la propria esistenza terrena come acquisizione di potere, come corsa al successo e alla carriera, come un imporsi sugli altri. Al contrario, egli rinuncia di proposito alla sua uguaglianza con Dio, assume la condizione di servo divenendo simile agli uomini e obbedisce al progetto del Padre fino alla morte sulla croce. E così lascia ai suoi discepoli e alla Chiesa l’insegnamento prezioso: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24)».

Le celebrazioni di Pasqua nel Duomo di Spoleto. Dopo la Messa Crismale che l’Arcivescovo presiederà mercoledì 13 aprile alle ore 18.30, dove vengono consacrati gli Oli Santi (Crisma, dei Catecumeni e degli Infermi), la Chiesa entra nella Settimana Santa che rievoca gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo. Programma delle celebrazioni del Triduo presieduta da mons. Boccardo in Duomo: giovedì 14 aprile alle ore 18.30, Messa in Coena Domini; venerdì 15 aprile alle ore 18.30, Celebrazione della Passione, e alle 21.00 Via Crucis; sabato 16 aprile alle ore 22.00, Veglia Pasquale. Il giorno di Pasqua, 17 aprile, l’Arcivescovo celebrerà il solenne pontificale alle ore 11.30.

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