Celebrazione del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Dio ama la città, le è vicino e, mediante noi suoi discepoli, vuole essere in essa presente per la consolazione, il conforto, l’aiuto, la speranza di molti». Foto

Celebrazione del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Dio ama la città, le è vicino e, mediante noi suoi discepoli, vuole essere in essa presente per la consolazione, il conforto, l’aiuto, la speranza di molti». Foto
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Celebrazione del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Dio ama la città, le è vicino e, mediante noi suoi discepoli, vuole essere in essa presente per la consolazione, il conforto, l’aiuto, la speranza di molti». Foto

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Domenica 18 giugno, la Chiesa ha fatto memoria della solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo Boccardo ha presieduto la celebrazione cittadina, con la santa Messa nella Cattedrale di S. Maria Assunta in Spoleto e, a seguire, la processione per le vie del centro storico cittadino. «È il mistero che fa memoria di tutti i prodigi di Dio, culminati nel dono del Figlio, il Verbo fatto carne, morto in croce e risorto per la nostra salvezza, per renderci partecipi della vita eterna, della vita d’amore trinitaria», ha detto mons. Boccardo, nel corso dell’omelia.

«L’Eucaristia è il memoriale, il “ricordati” di ciò che Dio ha compiuto per noi, a partire dal battesimo fino ad oggi, è il memoriale delle immense grazie che ci vengono dal mistero pasquale di Cristo. Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, noi risentiamo queste grazie come presenti, attuali, vive». E ancora: «L’Eucaristia esprime e realizza anzitutto la comunione di ciascuno di noi con Cristo e, in lui, con il Padre; ma realizza ed esprime anche la comunione tra noi, ci raduna in un’assemblea di fraternità e di salvezza, che è attratta verso la pienezza del mistero di Dio».

Al termine dell’omelia, il presule ha sottolineato e spiegato i ‘gesti’ della celebrazione: «Ora riceviamo l’Eucaristia, ci nutriamo del corpo e del sangue del Signore, sentiamo sigillata l’alleanza dell’umanità con Dio, e poi usciremo per portare nelle vie della città il segno dell’alleanza, per sottolineare che l’alleanza non è solo un dono per noi, da vivere nella Chiesa, nella messa domenicale, ma è un’alleanza che coinvolge tutta la creazione, tutti gli uomini, tutta la città, le sue case, i suoi uffici, le sue banche, i suoi luoghi di lavoro, che comprende tutte le sofferenze e i dolori della città, tutti i malati, tutte le sue depravazioni e brutture. Tutto viene attratto, purificato, salvato, riconsegnato a Dio dal sacramento dell’Eucaristia, segno dell’alleanza eterna. Con il gesto della processione riproclameremo alla nostra città che Dio non l’ha abbandonata, pur se è piena di lontananza da lui, di disperazione, di solitudine, di vizi. Dio ama la città, le è vicino e, mediante noi suoi discepoli, noi sua Chiesa che camminiamo con l’Eucaristia, vuole essere in essa presente per la consolazione, il conforto, l’aiuto, la speranza di molti. Gesù si pone quale segno di grazia per la città secolare, per il mondo secolarizzato, per un mondo che sembra caduto nell’indifferenza o nel consumismo. Gesù si pone quale segno di speranza, di richiamo, quale offerta di salvezza per tutti; e questo anche mediante ciascuno di noi, mediante il nostro cammino nella città».
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