Celebrata l’Assemblea Diocesana sul tema “Rinati dall’acqua”. Prolusione e omelia dell’Arcivescovo. Annunciato pellegrinaggio in Terra Santa. Foto.

Celebrata l’Assemblea Diocesana sul tema “Rinati dall’acqua”. Prolusione e omelia dell’Arcivescovo. Annunciato pellegrinaggio in Terra Santa. Foto.

Celebrata l’Assemblea Diocesana sul tema “Rinati dall’acqua”. Prolusione e omelia dell’Arcivescovo. Annunciato pellegrinaggio in Terra Santa. Foto.

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Celebrata l’Assemblea Diocesana sul tema “Rinati dall’acqua”. Prolusione e omelia dell’Arcivescovo. Annunciato pellegrinaggio in Terra Santa. Foto.
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Domenica 20 ottobre la nostra Chiesa diocesana ha celebrato l’Assemblea diocesana dal tema “Rinati dall’acqua. La novità ricevuta nel Battesimo”, evento ecclesiale che ha segnato l’avvio ufficiale delle attività per l’anno pastorale 2013-2014. Dopo le assemblee nei cinque vicariati (tenutesi il 29 settembre e il 6 ottobre), tutti gli operatori pastorali si sono ritrovati il pomeriggio di domenica 20 ottobre nella chiesa di S. Domenico a Spoleto per ascoltare la prolusione dell’Arcivescovo. Sacerdoti, religiosi e religiose, operatori pastorali, famiglie, giovani, e membri di movimenti o di associazioni riempivano la grande e bella chiesa spoletina.

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Mons. Boccardo ha sviluppato il suo intervento, pubblicato per intero in allegato a questo articolo, in quattro punti: Riscoprire il Battesimo; Dalla ricchezza delle prospettive alla verità dell’esperienza; Una mistagogia permanente; Conclusione. Verso la fine della sua relazione, l’Arcivescovo ha annunciato il pellegrinaggio diocesano in Terra Santa: «Infine, invito tutti a partecipare al Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa a conclusione della Visita Pastorale, dal 13 al 20 ottobre del prossimo anno. Confido che anche questa sia una occasione preziosa per confermare la nostra fede ed approfondire i rapporti di comunione tra noi. Le iscrizioni saranno possibili nelle diverse parrocchie a partire da gennaio 2014».

Al termine, è stata avviata la processione verso la Basilica Cattedrale, ove è stata celebrata l’eucaristia. Insieme al popolo di Dio, hanno “camminato”, come già accaduto lo scorso anno, gli stendardi dei principali Santi dell’Archidiocesi, poi sistemati ai lati della navata centrale del Duomo. Per l’occasione è stata esposta alla venerazione dei fedeli la Santissima Icone. Il servizio all’altare è stato svolto dal gruppo dei ministranti della Diocesi. La liturgia è stata animata da diversi cori delle parrocchie che, per alcune celebrazioni diocesane, si uniscono per lodare Dio nel canto. Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato come la «preghiera è il segno della fiducia in Dio. Quando siamo certi che una persona ci vuole veramente bene, con spontaneità e facilità le chiediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che è buono. Il credente ha una fiducia così grande in Dio, che a lui domanda con semplicità e a lui si rimette». L’intero testo è allegato a questo articolo. Al termine dell’omelia è stata fatta memoria del Battesimo e, dopo aver benedetto l’acqua e rinnovato con i fedeli la professione di fede, mons. Boccardo ha asperso l’assemblea. Prima della benedizione finale c’è stato l’atto di affidamento alla Vergine Maria. Queste le parole dell’Arcivescovo: «Ancora una volta, o Madre, eccoci raccolti attorno alla tua Santissima Icone. Mentre tu ci indichi Gesù, il frutto benedetto del tuo grembo purissimo, il Verbo fatto carne, risuona particolarmente dolce per noi quella sua parola che a te ci rinvia, facendoti nostra Madre: “Donna, ecco tuo figlio!” (Gv 19, 26). Per questo, Santa Maria, noi vogliamo prenderti nella nostra casa come ha fatto l’Apostolo Giovanni /cf Gv 19, 27), per imparare da te a seguire Gesù e accoglierlo nella nostra vita. Donna ecco i tuoi figli! Alla tua premura materna affidiamo noi stessi e la nostra Chiesa diocesana: implora per noi il tuo Figlio diletto perché ci doni lo Spirito Santo, lo Spirito di verità che è sorgente di vita. Lo Spirito apra i nostri cuori all’amore e alla giustizia, indica le persone alla reciproca comprensione e susciti in tutti una ferma volontà di pace. Ti affidiamo la nostra gente, a cominciare dai più deboli: i bimbi non ancora venuti alla luce e quelli nati in condizioni difficili, i giovani alla ricerca di senso, le persone che hanno perso il lavoro e quelle provate dalla difficoltà e dalla malattia; ti affidiamo le famiglie dissestate, gli anziani privi di assistenza e quanti sono soli e senza speranza. O Madre, che conosci le sofferenze e le speranze della Chiesa e del mondo, assisti i tuoi figli nelle prove quotidiane che la vita riserva a ciascuno e fa’ che, grazie all’impegno di tutti, le tenebre non prevalgano sulla luce. A te, aurora della salvezza, consegniamo il nostro cammino, perché sotto la tua guida possiamo andare incontro a Cristo, luce del mondo ed unico Salvatore, che regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen».

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