Celebrata l’Assemblea diocesana, ordinati diaconi permanenti Renato Morlino e Paolo Eleuteri e consegnata la nuova Lettera Pastorale dell’Arcivescovo. Prolusione di mons. Boccardo, ampio resoconto, profilo dei nuovi diaconi e foto.

Celebrata l’Assemblea diocesana, ordinati diaconi permanenti Renato Morlino e Paolo Eleuteri e consegnata la nuova Lettera Pastorale dell’Arcivescovo. Prolusione di mons. Boccardo, ampio resoconto, profilo dei nuovi diaconi e foto.

Celebrata l’Assemblea diocesana, ordinati diaconi permanenti Renato Morlino e Paolo Eleuteri e consegnata la nuova Lettera Pastorale dell’Arcivescovo. Prolusione di mons. Boccardo, ampio resoconto, profilo dei nuovi diaconi e foto.

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Celebrata l’Assemblea diocesana, ordinati diaconi permanenti Renato Morlino e Paolo Eleuteri e consegnata la nuova Lettera Pastorale dell’Arcivescovo. Prolusione di mons. Boccardo, ampio resoconto, profilo dei nuovi diaconi e foto.
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Domenica 26 ottobre 2014 è stata celebrata l’assemblea diocesana della Chiesa di Spoleto-Norcia, evento che segna l’avvio ufficiale delle attività per l’anno pastorale 2014-2015. Sacerdoti, religiosi, religiose e molti fedeli laici si sono ritrovati nella bella e grande chiesa di S. Domenico a Spoleto per ascoltare la prolusione dell’Arcivescovo, incentrata sul senso e il mistero della Confermazione (cresime, ndr): la riscoperta di questa sacramento, infatti, sarà approfondito a vari livelli e con diverse declinazioni (nella catechesi, nelle pastorale familiare, in quella giovanile, nella Caritas, tra i ministri straordinari dell’eucaristia, nei movimenti e nelle associazioni ecc…) nelle varie comunità della Diocesi durante l’anno pastorale 2014-2015.

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«Questo sacramento – ha detto mons. Boccardo – abilita ed impegna tutti, giovani e adulti, ad “uscire per le strade” del mondo testimoniando il Vangelo della gioia e diffondendo il buon profumo di Cristo e della nostra comunione con lui». Mons. Boccardo ha poi parlato della Confermazione, come Battesimo che continua, de La Maturazione cristiana (la Confermazione è dunque la “benedizione” divina sulla capacità che Dio stesso ha donato alle creature umane di crescere e rinvigorirsi: nel corpo, nel cuore, nella mente, nella volontà), di come La Confermazione conduce all’Eucaristia, della Cresima come sacramento vocazionale.

Un capitolo a parte il Presule lo ha dedicato al dovere dell’evangelizzazione. «La nostra Chiesa diocesana – ha detto con chiarezza – è chiamata oggi a custodire un ricco patrimonio di fede e di cultura cristiana e a vivere la capacità di adattamento ai tempi, in preda ad un rapidissimo cambiamento culturale, sociale e di costume… È necessario che la missione dilati i suoi confini e raggiunga la gente là dove abitualmente vive e opera. Il territorio rimane un elemento essenziale per definire l’identità della persona e della famiglia, ma ormai non può più essere il riferimento unico o decisivo. La comunità cristiana è dunque chiamata ad “abitarlo” in modo diverso, tenendo conto dei mutamenti in atto, della maggiore facilità negli spostamenti, delle domande diversificate che oggi le sono rivolte. In un contesto come l’attuale, l’appartenenza ad una comunità, ad un gruppo, non è più ritagliata sulla base del luogo di nascita o di confini territoriali, ma su stili di vita che hanno al centro la relazione cercata e riconosciuta e la scelta dei valori. Come Chiesa diocesana – ha proseguito mons. Boccardo – siamo chiamati a compiere una “opzione strategica”, ad intraprendere cioè uno stile di reale cooperazione a tutti i livelli, senza annullare l’esistente ma valorizzandolo in modo più adeguato al messaggio e al tempo. Dobbiamo camminare verso una nuova comunione tra parrocchie, certamente esigente, ma che può e deve diventare autentica testimonianza evangelica per mezzo di una collaborazione fattiva e un’autentica sinergia, nel dono reciproco di risorse, esperienze, persone. Anche il sacerdote dovrà necessariamente essere compreso non più come una “proprietà” di questa o quella parrocchia, ma come colui che è chiamato a servire la comunione dell’intera zona pastorale». Per questo sul territorio della Diocesi sono state individuate dodici Pievanie (insieme di parrocchie che ricadono su un territorio omogeneo) con la funzione di promozione, di coordinamento e di verifica delle proposte unitarie di evangelizzazione offerte alle parrocchie che vivono al suo interno. In particolare, si occuperanno della liturgia, della formazione dei catechisti, della pastorale giovanile, dell’accompagnamento degli sposi e delle famiglie, della promozione della carità e della solidarietà. Per realizzare questo progetto pastorale è necessario superare il campanilismo vissuto come chiusura e autoreferenzialità e pensare a nuove forme di solidarietà interparrocchiale. «Sono ben cosciente che questa “operazione” – ha detto ancora l’Arcivescovo – richiede fantasia, generosità e anche qualche sacrificio… Confido nell’assistenza dello Spirito del Signore e nella collaborazione convinta ed efficace dei sacerdoti e di tutti i cristiani di buona volontà».

Al termine della prolusione, ha preso via la processione di fedeli, presbiteri e Arcivescovo verso la Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa. Com’è oramai consuetudine, in processione sono stati portati gli stendardi dei principali Santi dell’Archidiocesi. La liturgia è stata animata nel canto dalla corale diocesana, composta da alcuni membri di vari cori parrocchiali. Nel corso della concelebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha conferito il diaconato permanente a Renato Morlino, della parrocchia di S. Venanzo in Spoleto, e Paolo Eleuteri della parrocchia della Sacra Famiglia in Borgo Trevi. Entrambi, erano accompagnati dalle rispettive spose e dai rispettivi figli.

Nell’omelia mons. Boccardo ha invitato i fedeli che gremivano la Cattedrale a contemplare la «nostra Chiesa di Spoleto-Norcia per dire che anche qui, tra noi, la Parola del Signore è accolta e porta frutto». «È bella la nostra Chiesa – ha ripetuto più volte l’Arcivescovo – nonostante i suoi limiti. Amiamola perché è bella, è quella che il Signore ci ha donato, impegniamoci per farla risplendere sempre più». Il Presule, poi, ha esortato a non sentire l’impegno nella Chiesa come un obbligo, ma come espressione dell’amore di Cristo che c’è nel cuore di ciascuno. «Con questa luce – ha sottolineato – va letta la vicenda di questi due nostri fratelli, Renato e Paolo, che hanno accolto la chiamata del Signore e si mettono a disposizione di Dio e dei fratelli. Come diaconi voi sarete segno sacramentale e permanente di quella vocazione al servizio per cui si continua nel popolo di Dio la missione e l’atteggiamento di Cristo. Ciò che oggi vi viene conferito non è un ufficio o una funzione esterna. È il dono dell’amore supremo di Cristo che vi viene offerto; è la richiesta rinnovata di fedeltà a lui nella fede, nell’amore, nel servizio della Chiesa. La nostra Chiesa diocesana – ha proseguito – vi accoglie con gioia e speranza, come dono grande del Signore, come la sua assicurazione di voler rimanere con noi a continuare nella storia la sua opera di salvezza e di amore. Tutti noi vi aspettiamo perché vi poniate accanto a noi in un servizio fraterno di carità, di speranza e di pace, in un cammino di comune ricerca e di dinamica attesa del Regno di Dio che viene».

Al termine della Celebrazione eucaristica, sotto il portico della Cattedrale, è stata distribuita ai fedeli la nuova Lettera Pastorale dell’Arcivescovo “Andate nella mia vigna”, che a breve troverete pubblicata in questo sito internet.

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