Bevagna, riaperta al culto la chiesa di S. Domenico e ricollocazione dell’urna col corpo del beato Giacomo Bianconi. Foto.

Bevagna, riaperta al culto la chiesa di S. Domenico e ricollocazione dell’urna col corpo del beato Giacomo Bianconi. Foto.

Bevagna, riaperta al culto la chiesa di S. Domenico e ricollocazione dell’urna col corpo del beato Giacomo Bianconi. Foto.

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Bevagna, riaperta al culto la chiesa di S. Domenico e ricollocazione dell’urna col corpo del beato Giacomo Bianconi. Foto.

Martedì 22 agosto 2023 l’Arcivescovo ha riaperto al culto la chiesa di S. Domenico e del beato Giacomo a Bevagna. Chiusa a seguito del terremoto del 1997, riaperta nel 2008 e poi nuovamente chiusa nel 2011 per terminare i lavori. È di proprietà del Comune.  Molti i bevanati che non sono voluti mancare a questo appuntamento di omaggio al Santo patrono: dal sindaco Anna Rita Falsacappa alle autorità civili e militari del luogo, dai membri delle due Confraternite  ai rappresentanti delle Gaite, dalla banda musicale agli scout. L’organizzazione del tutto è stata curata in ogni dettaglio dal parroco don Claudio Vergini e dai suoi collaboratori.

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I fedeli si sono adunati in Piazza Silvestri dove hanno atteso che l’urna contenente il corpo del beato Giacomo uscisse dalla chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, luogo in cui è stata conservata in questi anni di chiusura della chiesa di S. Domenico. È stata caricata su un carro che, trainato dai buoi, ha percorso processionalmente le vie di Bevagna. Alle 22.03 la processione si è fermata dinanzi alla chiesa di S. Domenico: mons. Boccardo e il sindaco Falsacappa hanno aperto il portone centrale, sono entranti ed hanno accolto le tantissime persone accorse. Un lungo applauso ha salutato, infine, l’ingresso dell’urna col beato Giacomo. L’Arcivescovo quindi ha presieduto un momento di preghiera ed ha benedetto con l’acqua santa la chiesa. «Siamo qui – ha detto – per affidarci alla protezione del beato Giacomo, esempio per noi da imitare. Uomo di pace e capace di prendersi cura dei suoi cittadini ci dice: voi siete la lettera che io ho scritto, fate vedere a questa nostra società che cosa vuol dire essere discepoli del Signore. Vivete quello che io vi ho insegnato».

La chiesa di S. Domenico e del beato Giacomo. Sorse su un antico oratorio dedicato a San Giorgio, donato dal Comune al Beato Giacomo Bianconi nel 1291. In segno di riconoscimento per il ruolo fondamentale da lui svolto nella ricostruzione del paese, seguita all’assedio delle truppe imperiali di Federico II, egli ottenne di poter collocare il convento in posizione centrale: nella piazza accanto al palazzo dei Consoli. Sull’altare maggiore (sec. XVII) un’urna conserva il corpo del Beato Giacomo, mentre l’antico sarcofago è murato nella parete d’ingresso della chiesa.

Il beato Giacomo Bianconi (1220-1301). La nascita di Giacomo Bianconi fu preceduta e accompagnata da segni miracolosi. Il più insolito fu l’apparire di tre fulgidi astri nel cielo, ognuno dei quali portava la figura di un Domenicano, i quali brillarono non solo tutta la notte, ma anche la mattina seguente, giorno della sua nascita. Al loro apparire alcuni fanciulli cominciarono a gridare: “A scuola, a scuola, perché già sono nati i maestri!”. Ed infatti, in quel tempo, nacquero tre santi e dotti Domenicani: Giacomo da Bevagna, Ambrogio Sansedoni e Tommaso d’Aquino. Giacomo, ancora giovanetto, a sedici anni, vestì l’Abito Domenicano nel convento di Spoleto. I suoi passi nella santità e nella dottrina furono da gigante. La penitenza e l’adorazione furono le fonti genuine a cui attinse quel fuoco di carità che fece di lui uno dei più grandi apostoli e predicatori del suo tempo. Fondò il Convento di Bevagna, che governò più con gli esempi che con l’autorità. Estinse nell’Umbria la setta dei Nicolaiti, che spargeva innominabili errori e ottenne con la sua santa parola l’abiura del suo capo. Ha scritto due opere: “Specchio dell’umanità di Gesù” e “Specchio dei peccatori o ultimo giudizio universale”. Vicino a morire, si fece portare dell’acqua fresca per rallegrare con un ultimo miracolo i suoi confratelli. A una sua benedizione quell’acqua si cambiò in vino generoso e, quando tutti ebbero bevuto, dolcemente spirò. Era il 15 agosto 1301. Il suo corpo riposa nella chiesa cittadina di San Giorgio. Gesù lo aveva rassicurato della sua eterna salute con una miracolosa aspersione del suo preziosissimo sangue. Papa Clemente X il 18 maggio 1672 ha confermato il culto. (www.santiebeati.it –  autore Franco Marini).

 

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