Balduini di Spoleto, riaperta al culto la chiesa di S. Sebastiano. Messa dell’Arcivescovo. Foto.

Balduini di Spoleto, riaperta al culto la chiesa di S. Sebastiano. Messa dell’Arcivescovo. Foto.

Balduini di Spoleto, riaperta al culto la chiesa di S. Sebastiano. Messa dell’Arcivescovo. Foto.

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Balduini di Spoleto, riaperta al culto la chiesa di S. Sebastiano. Messa dell’Arcivescovo. Foto.

Lungo la strada che congiunge la Valle del Marroggia con la Valle del Serra, dove i Comuni di Spoleto e di Terni condividono storia, tradizioni e paesaggi, si trova il piccolo centro di Balduini di Spoleto, abitato oggi da tre famiglie. Domenica 20 settembre 2026 questa antica villa delle Terne Arnolfe ha vissuto una giornata storica: è stata riaperta al culto la piccola chiesa di S. Sebastiano. Chiusa già da tantissimi anni, il terremoto del 2016 ne ha peggiorato lo stato di conservazione, facendo crollare il tetto. Grazie ai fondi 8×1000 della Conferenza episcopale italiana, circa 80.000 euro, è stato possibile recuperarla, restaurando anche gli affreschi nella parete di fondo, della metà del XVI secolo, opera di un imitatore dello Spagna, che raffigurano S. Sebastiano, al centro la Madonna e a destra un Santo non identificato. I progettisti sono stati l’arch. Riccardo Rosati e l’ing. Francesco Cortesi. I lavori sono invece stati eseguiti dall’impresa edile di Murasecco Piero.

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Ad impreziosire questa giornata è stata la presenza a Balduini dell’arcivescovo Renato Boccardo che, insieme al Pievano della Pievania di S. Giovanni Battista don Edoardo Rossi, ha celebrato la Messa nella piccola chiesa, che chiaramente non è riuscita a contenere le tante persone presenti, legate in vario modo con la frazione. I più anziani non ricordano un Arcivescovo celebrare a Balduini e per questo in tanti hanno considerato storica questa domenica 20 settembre.

Nell’omelia mons. Boccardo ha condiviso con i presenti alcune riflessioni sul Vangelo della domenica, la parabola del padrone del campo (Mt 21, 1-16): «Ci sono dei braccianti che vanno a lavorare nei campi ad orari diversi, ma con la stessa ricompensa nonostante i primi avevano fatto più ore. Al momento della paga, però, iniziano a mormorare.  E il padrone dice: prendi il tuo e vai, questo è quanto abbiamo pattuito, non deve importarti degli altri. Con questa immagine Gesù ci rappresenta Dio che chiama a qualsiasi ora ed è generoso con tutti al di là dei meriti accumulati. Lui ci vuole bene perché siamo figli e non perché abbiamo meritato qualcosa. A ciascuno chiede di essere operoso nella sua vigna: compiere il proprio dovere, essere seri e responsabili, provare a vivere bene nella semplicità il tempo che ci è dato. In questa ottica si inserisce anche la riapertura di questa chiesa a dieci anni dal terremoto. Questo fatto ci rende orgogliosi e allo stesso tempo ci pone alcune domande: cosa rimane dopo di me? Bastano i muri, pur necessari, per dare senso alla vita? Immaginiamo la fatica e i sacrifici per costruire questa chiesa che, posta lungo la via che collega la Valle del Marroggia a quella del Serra, ricorda a tutti: andate nella mia vigna, non siate oziosi nella piazza del paese, rimboccatevi le mani e datevi da fare, Dio ci vuole bene così come siamo a prescindere dai nostri disastri». Al termine della Messa il signor Antonio Santini ha ringraziato l’Arcivescovo per la presenza a Balduini, chiedendogli anche di benedire la piccola campana della chiesa. Un rinfresco ha concluso lo storico pomeriggio settembrino della frazione di Balduini.

 

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