Avviato in Diocesi l’anno della Vita consacrata indetto dal Papa. Messa con l’Arcivescovo nel santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Resoconto e foto.

Avviato in Diocesi l’anno della Vita consacrata indetto dal Papa. Messa con l’Arcivescovo nel santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Resoconto e foto.

Avviato in Diocesi l’anno della Vita consacrata indetto dal Papa. Messa con l’Arcivescovo nel santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Resoconto e foto.

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Domenica 30 novembre 2014, prima di Avvento, si è ufficialmente aperto l’anno della vita consacrata “nella Chiesa di oggi, tra Vangelo, profezia e speranza” indetto da papa Francesco per riscoprire il senso della vita consacrata che è gioia dell’incontro con Cristo e per conoscere meglio il grande patrimonio spirituale e umano della vita dei religiosi e delle religiose, dei monaci, delle monache e degli eremiti e imparare da loro la bellezza di un’esistenza consegnata totalmente a Dio e i fratelli.

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Nella Chiesa di Spoleto-Norcia l’anno è stato avviato con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo nel santuario della Madonna di Loreto a Spoleto, alla presenza delle religiose e dei religiosi della Diocesi e di molti fedeli laici. In Diocesi sono presenti 345 persone consacrate nella vita religiosa, così ripartite: 266 religiose (monache di clausura e suore di vita attiva), 57 religiosi presbiteri, 17 religiosi non presbiteri e 7 eremiti [censimento al 31/12/2013]. Monasteri di Clausura femminili: le Agostiniane a Cascia, Bevagna e Montefalco; le Clarisse a Montefranco, Montefalco, Norcia e Trevi; le Benedettine a Trevi, Norcia e Bevagna; le Benedettine Celestine a Castel Ritaldi; le Canonichesse Regolari Lateranensi a Spoleto. Monasteri di clausura maschili: i Benedettini a Norcia e all’abbazia di S. Eutizio in Preci. Istituti religiosi maschili: i Frati Minori a Monteluco di Spoleto, Trevi e Montefalco; i Frati Minori Cappuccini a Spoleto; gli Agostiniani a Cascia; gli Agostiniani Scalzi a Spoleto; i Passionisti al Santuario della Madonna della Stella in Montefalco; i Missionari del Preziosissimo Sangue a Giano dell’Umbria; i Vincenziani a Cerreto di Spoleto e Vallo di Nera; i Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) a Campello sul Clitunno. Istituti religiosi femminili: le Suore della Sacra Famiglia a Spoleto (cinque comunità), Trevi e Cannaiola di Trevi; le Mastre Pie Filippini a Spoleto; le Suore Convittrici del Bambin Gesù a Spoleto, le Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (dette di Ravasco) a Spoleto; le Oblate della Sacra Famiglia a Bevagna e Cerreto di Spoleto. Eremiti: una a Patrico di Spoleto; due a Campello sul Clitunno; due nel territorio dell’abbazia di S. Eutizio in Preci; due nel territorio di Collegiacone-Roccaporena di Cascia.

Mons. Boccardo nell’omelia ha sottolineato come il tempo di Avvento, tempo di attesa della nascita del Salvatore, è caratterizzato da due movimenti: il primo di Dio che va incontro all’uomo e tutto ciò che è dell’uomo diventa di Dio; il secondo dell’uomo che va verso Dio e che gli permette di mantenere vigile mente e cuore per la venuta del Signore. In merito alla vita consacrata l’Arcivescovo l’ha definita «dono prezioso per tutta la Chiesa, una delle tante e belle possibilità che lo Spirito Santo continua ad offrire». Il Presule ha ricordato i tre obiettivi che il Papa si aspetta da questo anno dedicato alla vita consacrata: guardare al passato con gratitudine, vivere il presente con passione e abbracciare il futuro con speranza. Ciò concretamente significa riflettere non tanto sulle strutture e sui numeri della vita consacrata, «ma sulle nuove forme di presenza che i religiose e le religiose possono attuare, reinventandosi e uscendo dalle formule che hanno funzionato un tempo, per accompagnare e assistere questa umanità. Questa sera siamo qui – ha proseguito mons. Boccardo – per lodare il Signore per il bene che fate e continuerete a fare e per affidarvi alla bontà, alla fedeltà e alla consolazione di Dio. La Madonna di Loreto, in questa chiesa venerata, vi accompagni ogni giorno, vi riscaldi la mente e il cuore per rendere più bella e più luminosa, con la vostra testimonianza, la nostra Chiesa». Nel corso della celebrazione eucaristica sono state elevate preghiere per le monache di clausura che ogni giorno, nel nascondimento, parlano al buon Dio delle necessità di tantissimi fedeli, per le opere di carità (anziani e disabili), di educazione (scuole paritarie) e di evangelizzazione (giovani e catechesi) che le religiose con passione e amore svolgono, per l’apostolato generoso che i religiosi esercitano in diverse comunità parrocchiali, in ospedale e in alcuni importanti santuari. Significativo il momento in cui ciascun religioso/a presente ha rinnovato gli impegni della propria consacrazione per essere sempre più saldi nella fede, lieti nella speranza, forti nella carità, riflessi della luce di Cristo, strumenti di pace e di fraternità tra gli uomini.

Al termine della Messa, foto di gruppo dei religiosi/e con l’Arcivescovo e momento di fraternità.          

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