Assunta 2013

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Omelia dell’Arcivescovo nella Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria

Spoleto, Cattedrale, 15 agosto 2013

 

 Rivolgo un saluto cordiale a tutti voi, convenuti per la celebrazione dell’Eucaristia in questa Basilica Cattedrale: agli spoletini che trascorrono il ferragosto in città e a coloro che sono giunti da altre parti d’Italia come ospiti, turisti, pellegrini. La festa odierna è una conseguenza della risurrezione di Gesù: Maria è assunta in cielo perché chiamata a partecipare, anima e corpo, alla gloria del suo Figlio. Per noi è un’anticipazione del destino che ci attende, quello di vita e di comunione piena con Dio; è, per così dire, la festa che ci fa pregustare il paradiso, la vita definitiva con Gesù e con Maria. Volendo cogliere nella sua profondità il mistero che celebriamo, riandiamo brevemente alle tre letture bibliche appena proclamate. Esse evidenziano tre contrasti o conflitti: tra bene e male, tra vita e morte, tra povertà e potenza.

La prima, tratta dal libro dell’Apocalisse, descrive una visione conflittuale della storia: da una parte la donna con il figlio (segno del bene, della vita, della salvezza), dall’altra il drago rosso incoronato che vuole divorare il bambino (simbolo della potenza del male, della violenza mostruosa e distruttrice di cui vediamo ancora oggi purtroppo tanti segni). Il drago rosso si scatena contro la donna che fugge nel deserto dove sarà protetta e difesa da Dio. Questa donna è figura della Chiesa, del popolo dei santi, è figura di Maria. La Chiesa, e con la Chiesa ogni sincera volontà di bene che c’è nel mondo, avrà sempre di fronte la potenza del male, incontrerà sempre difficoltà e persecuzioni. Si tratta di un conflitto che percorre tutta la storia e che non finirà mai. Tuttavia, all’orizzonte c’è la salvezza e la piena vittoria del Signore, come assicura il canto che conclude la prima lettura: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo». Si è compiuta malgrado il male e proprio nello scatenarsi del male. Dunque la Madonna ci dice: «Non perdete mai la fiducia, in ogni evento, in ogni situazione sappiate vedere il bene che si fa strada e sta trionfando». Così l’autore dell’Apocalisse ci insegna che nella lotta tra il bene e il male, sperimentata da ciascuno di noi, la vittoria definitiva appartiene al bene, a Dio, e possiamo e dobbiamo combattere con serenità e speranza.

 

Nella seconda lettura, san Paolo ci offre la chiave per comprendere il mistero dell’Assunzione di Maria, mettendo in luce il contrasto tra la vita e la morte. Come Adamo – l’uomo vecchio che è ancora in noi – ha portato nel mondo la morte, così Cristo, accogliendo amorevolmente la volontà del Padre fino alla morte di croce e vincendo la morte con la risurrezione, attrae l’umanità e il mondo intero verso la pienezza del Regno. In Gesù tutto è assunto e ricondotto alla bellezza e pienezza originaria. E Maria è il primo riverbero della vittoria della vita sulla morte: poiché ella è sempre e soltanto appartenuta a Dio, è anche la prima ad appartenere a Cristo risuscitato e glorioso. Dopo di lei, tutti i credenti verranno assunti in Cristo e in Dio. Non solo verranno assunti, ma già ogni momento di cammino del bene è un cammino verso la gloria di Maria, è essere un po’ di più con lei in cielo.

 

Infine, possiamo leggere lo stupendo inno del Magnificat come il poema anticipato dell’assunzione: è il canto della speranza, della serena certezza, della fiducia nelle scelte di Dio che privilegia i poveri e gli umili. In esso contempliamo quella dialettica del perdere-trovare, del soffrire-gioire, della povertà contrapposta alla potenza che è tipica degli insegnamenti di Gesù. Il nucleo dell’inno sta proprio nel contrasto tra povertà e potenza: Dio si rivela nella povertà, nella semplicità, nella donazione di un cuore puro e fedele. Maria si colloca nella schiera degli umili e degli affamati, su cui si erge il braccio del Signore per proteggerli e colmarli delle sue meraviglie. La povertà di cuore e di vita, l’abbandono fiducioso al Padre vissuti da Gesù e dalla Madonna, sono la vera forza dirompente della storia, capace di ridurre al nulla le potenze mondane. La vittoria non è mai dell’egoismo né della prepotenza, bensì appartiene alla debolezza, alla povertà e all’umiltà, al cuore capace di comprendere, di amare e di accogliere.

 

Tra i molteplici messaggi che ricaviamo dal mistero dell’Assunzione attraverso i testi biblici, mi piace raccoglierne con voi almeno due: il desiderio del paradiso e la fiducia di fronte alle forze del male.

 

Maria è il modello a cui si orienta l’itinerario dell’uomo e del mondo, e nella sua assunzione contempliamo il recupero totale in Dio dell’essere umano. Di qui l’invito a ravvivare in noi il desiderio del paradiso e il senso religioso della vita dopo la morte, la fede nella risurrezione. Occorre pensare al futuro in termini di gloria e di pienezza, non di decadenza. Alziamo il nostro sguardo piegato e appassionato verso l’orizzonte terrestre; guardiamo in alto verso l’orizzonte della vera vita, che risplende della luminosa figura di Maria e chiediamole di ottenerci la fede nel paradiso e la speranza di raggiungerlo.

 

Il drago rosso incoronato, la potenza del male, continua a fare guerra, a perseguitare l’umanità e, in particolare, i credenti in Cristo. I tanti martiri del nostro tempo, anche di questi ultimissimi anni, ci dicono che il nostro cammino è fragile, faticoso, sofferto; la Madonna però ci aiuta ad entrare nella storia conflittuale decidendoci per Dio, scegliendo sempre lui pur nella debolezza e nella povertà, come ha fatto lei.

 

Di fronte alla mirabile meta che Dio ci ha preparato e che Maria ci addita, dobbiamo sentire la dignità e la responsabilità di accettare e conseguire, nella libertà, la nostra destinazione finale. Con Gesù e con Maria, le potenze del male non ci fanno paura, sapendo che già da ora veniamo giorno dopo giorno assunti in Cristo. È I’invito a essere semplici e coraggiosi, umili, poveri e dediti al Vangelo, totalmente spalancati all’azione dello Spirito Santo che agisce in noi e nella Chiesa compiendo opere meravigliose.

Ci insegni Maria a camminare nella via dell’amore e della dedizione, ci dia la speranza e la povertà di spirito, che tengano liberi i nostri cuori e agili i nostri animi per la ricerca dei beni eterni.

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