Assemblea diocesana dei catechisti, uomini e donne che testimoniano con la vita, le opere e le parole quanto è bello essere amici di Gesù. Foto.

Assemblea diocesana dei catechisti, uomini e donne che testimoniano con la vita, le opere e le parole quanto è bello essere amici di Gesù. Foto.

Assemblea diocesana dei catechisti, uomini e donne che testimoniano con la vita, le opere e le parole quanto è bello essere amici di Gesù. Foto.

/
/
/
Assemblea diocesana dei catechisti, uomini e donne che testimoniano con la vita, le opere e le parole quanto è bello essere amici di Gesù. Foto.
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

Domenica 14 settembre 2014, festa dell’esaltazione della Croce, a Roccaporena di Cascia, si è tenuta l’assemblea diocesana dei catechisti, alla presenza dell’arcivescovo mons. Renato Boccardo. Il tema della giornata è stato “Una generazione narra all’altra le tue imprese” (Sal 145,4). Nel saluto iniziale mons. Boccardo ha ringraziato i numerosi catechisti presenti per l’impegno, la generosità e la fatica che impiegano durante l’anno pastorale. «Voi – ha detto – siete inviati per raccontare con la vita, le opere e le parole quanto è bello essere amici di Gesù».

Foto-gallery

Subito dopo, Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi ha parlato della figura del catechista “in questo tempo favorevole”, tra tradizione e novità, stile e contenuto. Il catechista, è emerso, deve essere sempre più persona della memoria e della sintesi, annunciatore instancabile della Rivelazione, servitore della Parola, innamorato di Gesù. A lui/lei è chiesto di condurre i più piccoli delle nostre comunità ad essere protagonisti nell’oggi di Dio in un cammino graduale, completo e organico, per una vita bella e vissuta in pienezza. «Negli incontri di catechesi – ha detto la Borrelli – non basta raccontare gli eventi storici della vita di Gesù, ma la bellezza di un camino con Gesù che racconto, che testimonio. Non basta, infatti, che io preghi ogni giorno o mi comunichi ogni giorno se poi non racconto la bellezza dell’incontro con Gesù, capace di dare senso alla mia vita. I nostri ragazzi, inoltre, devono poter vedere una comunità attenta e appassionata alle persone, interessata al bene, dove tutti si conoscono per nome, dove si gioisce e si soffre, capace di farsi prossima ai bisogni di tutti e di raccontarsi il dono della fede, che vive nella comunione fraterna ed ecclesiale». Dalla relazione della Borrelli è emerso che il catechista non è chiamato a preparare i ragazzi ai sacramenti, ma deve prepararli alla vita. «Dobbiamo essere catechisti che ogni giorno “perdano tempo” a raccontare a Gesù chi sono i ragazzi della Chiesa di Spoleto-Norcia che ci sono affidati; dobbiamo rendere i ragazzi protagonisti del cammino che proponiamo, che deve essere graduale; deve essere ben chiaro che il gruppo che seguiamo non è “il mio”, ma della Chiesa; dobbiamo stare accanto a loro con gioia, aiutandoli a vivere i doni sacramentali».

Nel pomeriggio, c’è stata una sessione esperienziale in gruppi di lavoro, poi l’assemblea plenaria e, infine, la Celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo col conferimento del mandato ai catechisti. Così mons. Boccardo si è rivolto ai presenti: «Ricevendo il ministero del catechista che la Chiesa vi affida, voi intendente rispondere a Gesù che vi chiama a seguirlo e a rendergli testimonianza con la vita e la parola. Vi affido il mandato di annunciare il Vangelo di Gesù alle giovani generazioni, testimoniando gioiosamente la vostra fede cristiana: insegnate ciò che credere; praticate ciò che insegnate».

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook