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sellanoDa domenica 23 a sabato 29 giugno 2013, l’Arcivescovo si è recato in visita alle parrocchie di S. Maria Assunta in Sellano e di S. Maria Assunta in Verchiano. Il parroco è don Dieudonné Mutombw Tshibang. Vicario parrocchiale è don François Muisanza Katewu. Un territorio che ingloba oltre ottanta frazioni, molto vasto ma poco popolato, reduce dal ‘trauma’ dei terremoti, in particolare quello del ’97-’98, che ha distrutto interi paesi. Ora, però, rimane la speranza di un popolo che non si è arreso e che ha investito tutto sé stesso per reinventarsi e guardare al futuro con ottimismo.

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Domenica 23 giugno 2013, celebrazione per l’apertura della visita pastorale a Verchiano. Domenica 23 giugno, nella chiesa di S. Maria Assunta in Verchiano di Foligno si è aperta la visita pastorale nelle zone di Sellano e di Verchiano di Foligno con una celebrazione eucaristica. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Sellano, Claudio Guerrini, e l’assessore alle Opere pubbliche di Foligno, Salvatore Stella, in rappresentanza del Comune a cui fa capo la frazione ospite. Il parroco don Dieudonné Mutombw Tshibang ha ringraziato l’Arcivescovo per la presenza: «Spero che anche qui – ha detto, accogliendolo – lei possa sentirsi a casa; che questo sia un segno di conoscenza». Mons. Boccardo, nell’omelia, ha spiegato così il significato della croce, simbolo che accompagna la visita pastorale attraverso l’immagine del Sotio: «Siamo abituati a pensare alla croce come a un invito alla sofferenza e riduciamo la Parola di Gesù a un invito alla sopportazione. Ma il Signore non dice questo ma ci esorta a prendere esempio da Lui. Noi, invece, siamo così solleciti nel pensare alla nostra vita! Qual’è la differenza? Pensare a noi stessi contro “imparare a vivere come ho fatto io”, nella dimensione della gratuità e della generosità, del dono. Nella vita ci sono valori grandi che non sono misurabili, quel che conta è quel che si porta dentro. Un invito alla coerenza, dunque; un incoraggiamento a camminare dietro di Lui, vivendo e progettando bene la nostra vita quotidiana».

Lunedì 24 giugno 2013, visita a S. Martino, Villamagina, Pupaggi, e Apagni di Sellano. La prima tappa di questo “tour” è iniziato a S. Martino, paese dove vivono stabilmente 50 persone. Si tratta di una delle frazioni, dopo Villamagina, più popolose del Comune di Sellano. Sotto una pioggia battente il Vescovo, accompagnato dal parroco e dal vicario parrocchiale, si è recato nella piccola ma bella chiesa di S. Martino per un momento di preghiera con la popolazione. Al termine, momento conviviale nella casa di una famiglia. I proprietari sono stati molto contenti di accogliere il Vescovo. Così si è espressa la più anziana della casa: «È una gioia indescrivibile. L’altra unica volta che accolsi un Vescovo in casa fu nel 1956 (era mons. Mario Raffele Radossi, ndr). Dopo la visita ad alcuni malati, mons. Boccardo si è recato a Villamagina, paese di un centinaio di abitanti. L’Arcivescovo ha potuto visionare i restauri effettuati nella chiesa di S. Silvestro, tra cui la ricollocazione dell’antico crocefisso ligneo; ha colto anche l’occasione per far notare agli abitanti di Villamagina presenti (erano una ventina) che hanno riaperto la chiesa senza il consenso del Vescovo, il quale chiedeva di riaprire l’edificio di culto una volta sistemato anche il nuovo altare. Gli abitanti hanno replicato: «La nostra chiesa era chiusa dal 1997, anno del terremoto, ed eravamo ansiosi di vederla riaperta». «Capisco le vostre ragioni – ha replicato mons. Boccardo – ma attendere tre mesi in più per rifare anche l’altare non avrebbe cambiato nulla». A questo punto gli abitanti di Villamagina hanno chiesto scusa al Vescovo e si sono detti pronti ad effettuare qualsiasi lavoro venga richiesto dal Presule. Poi, è stata la volta di Pupaggi, paese dove abitano stabili 28 persone. Qui c’è stato un momento di preghiera nella bella chiesa di S. Sebastiano e la visita ad alcuni malati. Gli abitanti hanno chiesto al Vescovo di riavere alcune opere d’arte conservate nei magazzini della Diocesi. Mons. Boccardo ha replicato che ciò sarà possibile solo quando la chiesa sarà dotata di un adeguato sistema d’allarme che risponda ai parametri indicati dalla Soprintendenza. L’ultima tappa della giornata è stata ad Apagni, nella chiesa di S. Giovanni Battista attigua al cimitero, dove l’Arcivescovo ha celebrato la Messa proprio nella festa liturgica di S. Giovanni. «La Chiesa – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – ricorda il Battista il giorno della sua nascita e non, come avviene in genere per gli altro Santi, il giorno della morte. Ciò perché è l’unico ad essere alla fine dell’Antico Testamento e all’inizio del Nuovo, è colui ha preparato la strada alla venuta di Gesù sulla terra. Facendo memoria di questo Santo – ha detto – anche noi siamo chiamati a preparare la strada al Signore mettendo ordine nella nostra mente e nel nostro cuore, riservando uno spazio adeguato al Signore nella nostra vita». Prima del momento conviviale organizzato dagli abitanti di Apagni, mons. Boccardo ha visitato due malati e due aziende agricole.

Martedì 25 giugno 2013, visita a Postignano e a Montalbo. La prima tappa del Presule è stata nella chiesa di S. Lorenzo a Postignano per un momento di preghiera con la popolazione. Il vecchio castello, da anni disabitato in quanto per buona parte distrutto dai vari terremoti, è stato acquisito e restaurato da una società: sono state realizzate sessanta abitazioni, una ventina di locali per varie attività, un ristorante, aree benessere e centro servizi. Il complesso, gestito da una giovane coppia di sposi perugini, ha inaugurato la propria attività proprio nella settimana della Visita pastorale del Vescovo a Sellano. Mons. Boccardo ha visitato il castello, lo ha benedetto e vi ha pranzato. I trentacinque abitanti stabili di Postignano vivono nel nuovo paese, edificato a valle. Dopo Postignano, mons. Boccardo si è recato in visita da alcuni anziani e malati, tra cui Tarcisio Silveri ex sindaco di Sellano. Poi, è stata la volta della frazione di Montalbo, ove vivono stabilmente 25 persone. C’è stato un momento di preghiera nella chiesa di S. Paolo, ben tenuta, anche se il piccolo campanile è pericolante. È il paese natale del beato Giolo, patrono di Sellano.

Mercoledì 26 giugno 2013, accoglienza in Comune a Sellano e visita alle aziende. Mercoledì 26 giugno, l’Arcivescovo è stato ricevuto nel palazzo comunale di Sellano, dal primo cittadino Claudio Guerrini, per un incontro tecnico, riguardante i progetti in atto che vedono coinvolti i rispettivi enti, e per un saluto ad assessori, consiglieri e dipendenti. Il Sindaco ha reso partecipe mons. Boccardo delle novità sul centro di studi universitari che si sta costituendo a Montestanto, in collaborazione con l’ateneo perugino, chiedendo collaborazione per l’utilizzo degli spazi della Chiesa per rendere un servizio migliore agli studenti che si affacceranno alla realtà. Tra le altre cose, si è trattato anche dell’istallazione della wi-fi a Sellano e delle mura di cinta del centro. Poi, il vescovo ha incontrato tutti nella sala consigliare. Guerrini lo ha ringraziato pubblicamente per la presenza, a nome dell’intera comunità. «Fa piacere – ha detto – questo suo sguardo al tessuto sociale, a cominciare dalla visita agli anziani. In queste piccole comunità montanare, è importante il contributo della Chiesa». Il Primo cittadino ha altresì sottolineato le difficoltà ma anche l’orgoglio di un paese distrutto dal terremoto e che, ora, ricomincia a vivere, a produrre, a trovare nuove forme per andare avanti. L’Arcivescovo ha così ringraziato: «Mi fa piacere incontrarvi. In qualche modo, si può dire che siamo colleghi: tutti noi aiutiamo la gente a vivere meglio. Certo, abbiamo una chiara distinzione dei ruoli ma tengo a sottolineare la nostra disponibilità e il nostro interesse a lavorare insieme. Ho riscontrato umanità e sapienza nelle persone che ho incontrato, sentimenti che nascono dall’esperienza e che costituiscono un grande patrimonio, proprio di queste terre. Umanità soprattutto nella cura degli anziani in famiglia, una ricchezza enorme. Mi fa perciò piacere riconoscere questo e darne testimonianza». Dopo la visita in Comune, accompagnato dal sindaco, l’Arcivescovo ha potuto incontrare alcune realtà del settore produttivo del territorio sellanese. Ha iniziato con un’azienda a conduzione familiare dove si producono semilavorati per stufe. Insieme ai due soci, lavorano cinque dipendenti. L’azienda ha subito la cassa integrazione di un mese, nel passato anno; il lavoro va a periodi ma, tutto sommato, «non c’è da lamentarsi», hanno sottolineato i proprietari. Poi, la visita alla cava, dove si lavorano rocce, più o meno fini. Una struttura di sei ettari di terreno, dove da poco sono finiti gli investimenti. Oltre alla conduzione familiare, ci sono sei dipendenti. «Abbiamo vissuto un periodo brutto da gennaio e fino a qualche giorno fa (anche per via della stagione piovosa) – ha spiegato una dei proprietari – ma abbiamo resistito. Ci teniamo ad andare avanti per il nostro territorio». La mattinata si è conclusa con la visita allo stabilimento dell’Acqua Tullia, dove il proprietario ha accompagnato l’arcivescovo lungo tutto il percorso di imbottigliamento in plastica e, poi, in vetro. Mons. Boccardo ha così potuto salutare tutti gli operai al lavoro. In tutte le aziende, si è notata la voglia di ripartire e di farcela, per Sellano, dopo lo sconforto portato dal sisma del ’97-98, che ha distrutto l’intero territorio. L’Arcivescovo ha portato a tutti una parola di conforto e di incoraggiamento.

Mercoledì 26 giugno 2013, visita alle frazioni di Vionica, Croce, al paese di Verchiano, a Monte S. Salvatore e a Curasci. Nel primo pomeriggio, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco e dal vice, si è recato a far visita agli abitanti di Vionica, paese per metà inglobato nell’Archidiocesi e per l’altra metà (la strada centrale separa) in Diocesi di Foligno, parrocchia di Rasiglia. Qui, mons. Boccardo ha fatto visita ai malati, prima di spostarsi a Croce, dove gli anziani e il paese intero erano ad attenderlo presso la chiesa di S. Lucia. L’Arcivescovo ha fatto i complimenti per come è tenuta la chiesa. «Penso a quando sono state fatte queste belle chiese – ha ribadito – Sono testimonianza di fede perché i padri hanno voluto la casa di Dio tra quelle degli uomini. Noi vogliamo prendere esempio da loro». A Verchiano, poi, ha incontrato altri malati nelle case e ha potuto sincerarsi dello stato dei lavori dei locali parrocchiali che, anticamente, per volontà di don Michele Nizi, erano stati costituiti in parte come asilo e, per il resto, come cinema, con tanto di galleria. Vasti spazi che, oggi, in fase di ristrutturazione si pensa di destinare ad auditorium e, nella parte anticamente dedicata all’istruzione, appartamenti. Nel paese che dà titolo alla parrocchia, mons. Boccardo ha fatto poi visita a malati e alle aziende, a partire dalla falegnameria-mobilificio Allegrini: a conduzione familiare, il proprietario ha sempre fatto questo lavoro; un brutto periodo è stato quello del terremoto, anche il questo caso, ma – sottolineano i dirigenti – «abbiamo potuto conoscere tante brava gente in quell’occasione. È un’esperienza che segna. Abbiamo ricostruito un paese che non c’era più». L’azienda è particolarmente conosciuta ed apprezzata e, oltre ai propri prodotti, offre anche mobili di famose ditte produttrici italiane. Da qui, l’Arcivescovo si è spostato alla T.P.G. Materie Plastiche, dove si producono conduttori, tubi, raccordi e quant’altro si possa offrire come semilavorato in plastica; a conduzione familiare, l’azienda esporta in tutta Italia. Infine, è giunto alla Carrozzeria Apolloni, che serve l’intera zona. Mons. Boccardo è poi stato scortato a Monte S. Salvatore, dove ha potuto ammirare il panorama, i confini della parrocchia e dell’Archidiocesi con più precisione, e la chiesa, dove riposa, tra l’altro, il beato Paoluccio Trinci, vissuto nella seconda metà del XIV secolo. Qui, gli è stato spiegato, ci si reca in pellegrinaggio, alcune giornate particolari durante l’anno. Ultimo paese visitato è stato Curasci. La popolazione lo ha accolto nella chiesina di S. Lorenzo per un momento di preghiera. È stata anche occasione di conoscenza e, tra le varie cose, gli è stata sottoposta l’idea di risistemazione della chiesa. Tornando verso Verchiano, l’Arcivescovo ha sostato anche ad Ali, paesino natale di don Rinaldo Cesarini, attuale parroco di Ferentillo.

Mercoledì 26 giugno 2013, visita al cimitero di Verchiano. Nella chiesina del cimitero di Verchiano, alcuni fedeli hanno accolto l’Arcivescovo per un momento di preghiera e per la benedizione delle tombe. «Veniamo qui – ha detto mons. Boccardo – perché crediamo nella vita che continua oltre la morte corporale, crediamo che i nostri cari ci guardano, ci seguono e che un giorno li rincontreremo».

Giovedì 27 giugno 2013, preghiera al cimitero di Orsano, Messa a Cammoro e incontro con le associazioni. Alle 17.00 mons. Boccardo, dopo aver visitato alcune persone anziane e malate nella frazione Le Terne, si è recato al cimitero di Orsano per un momento di preghiera. Da sottolineare che ad Orsano nel periodo invernale non ci vive nessuno. Poi, il Presule si è recato a Cammoro, paese dove abitano stabilmente otto persone, per la celebrazione della Messa nella bella chiesa del paese. Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato un rischio frequentissimo tra i cristiani: mettere la fede da una parte e la vita dall’altra. «Separarle – ha detto – è tragico. Se i gesti che compiamo e le parole che pronunciamo non sono espressione di una ricchezza interiore, sono solo futilità». Al termine della celebrazione eucaristica, momento di fraternità nella piazza del paese. La sera, alle 21.00, presso la nuova struttura polifunzionale del Comune l’Arcivescovo ha incontrato le associazioni presenti sul territorio di Sellano e su quello di Verchiano, la maggior parte delle quali ricostituite dopo il terremoto del 1997: la pro loco di Sellano (composta prevalentemente da giovani); la Protezione civile di Sellano (garantisce servizi in caso di calamità; giornalmente si occupa del trasporto degli anziani dalle frazioni al centro di Sellano. Fino a poco tempo disponeva anche di un’autoambulanza per le emergenze: il servizio non conveniva più economicamente ed è stato tagliato); l’Associazione Vigili del Fuoco volontari di Sellano (ha preso il posto di quelli permanenti che, da diverso tempo, non ci sono più); il Centro sociale di Verchiano (sono rimasti in pochi e tutta l’attività si riduce a gite e mangiate di pesce); la Pro loco di Verchiano (oltre 100 soci, è stata costituita nel 2011 con lo scopo di promuovere il territorio e di impegnarsi a favore del paese); il Centro sociale sellanese (oltre 140 iscritti; organizza pellegrinaggi e gite); la Società sportiva sellanese (ricostituita ne 2005; bene la prima squadra; mancano però i bambini per costituire il vivaio giovani; è un “mezzo” per far conoscere Sellano al di fuori); la Compagnia teatrale di Sellano (nata come fattore aggregativo, di divertimento e di salvaguardia del vernacolo); l’Associazione mandorli in fiore di Cammoro (nata nel 2011per valorizzare la natura e per non far perdere le tradizioni di quel territorio); le Comunanze di Cammoro e di Orsano (le uniche due presenti nel Comune di Sellano; quella di Cammoro con i suoi 1200 ettari di terreno è la seconda più grande dell’Umbria dopo Castelluccio di Norcia). Terminata la presentazione l’Arcivescovo si è così espresso: «Grazie per la generosità che mettete per il bene collettivo, proponendo una dimensione umana della vita che rischia di scomparire. Bello vedere che nelle vostre associazioni ci sono persone di tutte le età; c’è la sapienza dell’anziano e l’entusiasmo del giovane. Voi che avete vissuto per più volte il dramma del terremoto sapete bene che l’unione fa la forza: vi esorto, dunque, ad andare avanti; i servizi che svolgete sono come dei pilastri che sorreggono la vita sociale».

Venerdì 28 giugno 2013, preghiera a Civitella di Sellano e visita alle frazioni di Piaggia, Renaro, Petrognano, Ceseggi e Montesanto. Civitella, Petrognano, Ceseggi, Setri, Peneggi, Piaggia e Renato: tutte frazioni oggi appartenenti a Sellano ma che, fino all’Unità d’Italia, costituivano il comune di Montesanto. Per molto tempo, ci sono stati ben due sacerdoti che servivano la zona, uno presso la stessa sede ex municipale, l’altro alla Piaggia. Una zona dove vive un’ottantina di persone, al cui ricchezza di chiese si potrebbe spiegare con il fatto che questi paesi, primo tra tutti Civitella (che è un po’ il centro tra tutti), si trovano, seppur marginalmente, sulla via Lauretana, ovvero quella che da Roma conduceva a Roma, dunque tappe di pellegrini. L’Arcivescovo è stato accolto nella chiesa di S. Pietro per un momento di preghiera e, di seguito, uno di dibattito. Primo tra tutti gli argomenti, quello della mancanza della regolare messa domenicale. Anche qui, mons. Boccardo ha tenuto a sottolineare la mancanza di vocazioni che non permette di affidare un sacerdote ad ogni comunità. È sorta dunque la proposta di rivedere le celebrazioni a Villamagina e Sellano, che comunque sono località molto vicine tra loro, che verrà valutata; nel frattempo, è necessario spostarsi, come per andare ad acquistare i beni e i servizi necessari. È stata anche occasione per ribadire l’importanza di creare un terreno fertile per le vocazioni, non solo con la preghiera ma concretamente con il clima familiare. L’invito poi a dar vita a rosari e quant’altro per animare liturgicamente i paesi, quando non c’è il sacerdote. L’Arcivescovo e i sacerdoti si sono poi spostati nella frazioni. Passando a Piaggia, mons. Boccardo ha visto la struttura dove attualmente si celebrano le funzioni, adiacente l’area in cui si sta costruendo la nuova piccola chiesina; della vecchia, S. Lucia, non sono rimasti che ruderi e una croce. È stata così la volta di Renaro, paese a confine con le Marche, dove abita una sola donna anziana. Qui, c’è la chiesa di S. Antonio Abate, derubata ripetutamente dopo il terremoto; è così che alcune opere rimaste sono state trasferite in depositi. Ad accogliere mons. Boccardo alcuni fedeli, accorsi per l’occasione, coi quali è stata recitata una preghiera. Continuando il giro, poi, una sosta alla Madonna della Croce, meta di pellegrinaggi, che si trova al crocevia tra le strade che conducono a Ceseggi, Petrognano, Montesanto e Mevale. Nella chiesa, attualmente spoglia ma tutta sistemata dopo il terremoto, c’è un pozzo. Poco distante, sorge S. Silvestro in Petrognano; anche in questo caso, la struttura è stata riportata a nuova vita anche se, dentro, gli accessori sono tutti da sistemare. La chiesa è un po’ fuori il paese dove, invece, ci sono due case parrocchiali. L’Arcivescovo è poi stato accompagnato alla Madonna del Monte, a confine tra le parrocchie di Sellano e Cerreto di Spoleto, per una visita esterna, vista la pioggia battente. Qui, la terza domenica di luglio, le due comunità compiono insieme un pellegrinaggio che, ad anni alterni, conduce da una parte o dall’altra. Tornando indietro, a Ceseggi ha incontrato anziani e una 99enne, prima di vedere la chiesa di S. Martino, all’interno della quale è custodita la statua originale della Vergine, la cui copia viene portata in pellegrinaggio alla Madonna del Monte. La delegazione è così giunta a Montesanto dove, ad attenderla, c’era il sindaco Guerrini e il tecnico del Comune. Qui, l’Arcivescovo ha potuto rendersi conto dello stato della chiesa principale, dedicata a S. Maria, totalmente sistemata, e di quella più piccolina, S. Lucia, dove sono da finire i lavori, anche se non sono particolarmente impegnativi. Nella via principale che attraversa il paese, sorge anche la casa parrocchiale, che per un periodo abitata da stranieri e attualmente vuota.

Venerdì 28 giugno 2013, incontro con gli operatori pastorali. Presso un locale di Casaletto di Foligno, il vescovo ha incontrato gli operatori pastorali delle due parrocchie di Sellano e Verchiano. «Mi fa piacere incontrarvi formalmente, come consigli e come altri operatori pastorali che partecipate direttamente alla vita della comunità cristiana, in questa parrocchia – ha detto mons. Boccardo – Sapete che i consigli sono delle istituzioni inventate per lavorare insieme con i sacerdoti al servizio di tutta la comunità. Il consiglio pastorale rappresenta un poco i portavoce, cioè le persone che si rendono disponibili per guardare insieme coi sacerdoti alla vita, alle necessità, al progresso quotidiano della comunità cristiana. Non sono i portavoce dei gruppi o delle associazioni, però si fanno voce un po’ della situazione e, insieme con il parroco, hanno questo sguardo di insieme per trovare quali possono essere i momenti forti, come lavorare insieme, che cosa può essere più urgente per il bene della parrocchia, eccetera. Il consiglio non è il corrispondente parrocchiale della pro-loco, non serve per organizzare la festa del santo o le prime comunioni ma è ‘pastorale’: si fa carico dell’evangelizzazione e della vita cristiana. Così come il consiglio per gli affari economici è costituito da persone che, per la loro esperienza, per la loro formazione, si occupano particolarmente dell’amministrazione. Si tratta di amministrare dei beni che non sono nostri, che costituiscono il patrimonio della parrocchia e della diocesi e, dunque, proprio perché non ci appartengono, devono essere amministrati con precisione e naturalmente con rigore e con onestà. Naturalmente, il parroco è colui che ha la responsabilità ultima, però questa responsabilità viene condivisa e viene portata insieme. Perciò, non parliamo soltanto di collaboratori ma di corresponsabili. I collaboratori sono coloro che “lavorano con”; corresponsabili vuol dire che c’è un coinvolgimento molto più profondo. Dunque una responsabilità condivisa ed è per questo che, da dopo il Concilio, sono nati tali organi. Sta a cuore, a ciascuno di coloro che partecipa a queste istituzioni, il bene di tutti».

Sabato 29 giugno 2013, chiusura della Visita pastorale nelle parrocchie. Nella chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta in Sellano, il giorno della solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, l’Arcivescovo ha presieduto la Messa per la fine della Visita pastorale nelle comunità di Verchiano e Sellano. La chiesa era piena. Presente pure il sindaco Claudio Guerrini. Mons. Boccardo nell’omelia ha evidenziato come le figure di Pietro e Paolo hanno segnato profondamente la vita della comunità cristiana. «Guardando a loro – ha detto – cerchiamo qualche insegnamento per la nostra vita. I primi cristiani sostenevano con la preghiera Pietro, che si trovava in prigione. Ciò significa che tutti siamo responsabili dell’annuncio del Vangelo. Pensiamo a queste due parrocchie: si estendono su un territorio vasto e il rischio per le varie comunità è l’isolamento. Ricordatevi, però, che tutti siete membra della grande famiglia che è la parrocchia e dunque nessuno si deve sentire solo. Certo, cambiano le usanze e le tradizioni, non in tutti i paesi è possibile la celebrazione festiva della Messa: sta a noi affrontare le novità con fantasia e slancio». Poi, un accenno a Paolo e alla sua lettera a Timoteo ove scrive: “mi sembra di aver combattuto una buona battaglia”. «Anche noi – ha detto il Vescovo – possiamo fare come S. Paolo e guardare indietro, anche se non siamo necessariamente alla fine della nostra corsa terrena. Chiediamoci: il Vangelo mi affascina o i criteri che hanno orientato la mia vita sono altri? La Visita pastorale è dunque l’occasione per fare un esame di coscienza, per vivere seriamente la vita cristiana, provando a vincere il male col bene nel nostro cuore e con le persone che ci stanno intorno. È opportuno allargare gli orizzonti, guardare avanti, non accontentarsi di stare in piedi in un qualche modo». Al termine della Messa, il Vescovo ha incontrato i bambini e i ragazzi della catechesi e i giovani della parrocchia.