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Ricordati di me

Primo messaggio dell’Arcivescovo mons. Renato Boccardo
alla Chiesa di Spoleto-Norcia

 



Ai fratelli e sorelle che sono nell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, «credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal SignoreGesù Cristo» (Ef 1, 1-2)


Con trepidazione e con gioia ho accolto dalla parola del Santo Padre Benedetto XVI la chiamata di Dio a servire come Arcivescovo la Chiesa che è a Spoleto-Norcia. Vengo dunque a voi nel nome del Signore, pastore e custode delle nostre anime (cf 1 Pt 2,25), che guida il suo popolo con sapienza imperscrutabile e non gli fa mancare i mezzi e gli strumenti della salvezza.

Vengo a voi portando il Vangelo, del quale non mi vergogno (cf Rm 1,16) e per il quale intendo spendermi, non per fare da padrone sulla vostra fede, ma per essere collaboratore della vostra gioia (cf 2 Cor 1,24). Fedeli all'insegnamento della Chiesa e del Concilio Ecumenico Vaticano II, continuando la strada tracciata dal recente Sinodo Diocesano e dall'Arcivescovo Riccardo, al quale fin dal tempo degli studi mi uniscono sentimenti di stima e di fraterna amicizia, percorreremo insieme le vie della fede e della carità, per essere nel nostro tempo testimoni di Cristo risorto, speranza del mondo, e per offrire a tutti la testimonianza credibile del nostro amore e del nostro servizio, riservando una attenzione privilegiata a chi è più piccolo e povero.

Come Pietro e gli altri Apostoli, vengo a voi senza né oro né argento (cf At 3,6), ricco solo della parola del Signore che ascolteremo insieme e del Pane della vita che spezzeremo insieme, per attingervi la forza di edificare ogni giorno la civiltà dell’amore.

Saluto tutta la comunità diocesana: Mons. Vicario Generale ed i Sacerdoti secolari e religiosi, primi e preziosi collaboratori del Vescovo; le famiglie, cellula fondamentale della società civile ed ecclesiale, ed i giovani, speranza della Chiesa e del mondo, con i quali ho condiviso l'esperienza entusiasmante delle Giornate Mondiali della Gioventù; le persone consacrate che spendono l'esistenza
nel servizio dell'evangelizzazione o vivono nel nascondimento della vita donata alla contemplazione; gli anziani e gli ammalati, che con la loro saggezza e la loro sofferenza illuminano e rendono fecondo il nostro cammino quotidiano.

Il mio pensiero si dirige poi agli uomini e donne di buona volontà che credono di non credere: troverete nel Vescovo un amico e un fratello, desideroso di incontrarvi, di conoscervi, di condividere con voi un tratto di strada.

Rivolgo infine un rispettoso saluto alle Autorità civili, con le quali mi impegno a lavorare nella ricerca e nella realizzazione del bene comune, a servizio dell'uomo e della sua promozione integrale, nella verità, nella giustizia, nella solidarietà e nella pace.

In questo momento, di fronte alla missione che il Signore mi affida, sento tutto il peso della mia povertà: guardo perciò con ammirazione alla lunga storia di fede, santità, cultura e tradizioni della gloriosa Chiesa spoletana-nursina e mi pongo con attenzione alla scuola dei grandi Santi che ne hanno segnato la vita - in particolare Ponziano, Benedetto, Scolastica e Rita - e continuano ad arricchirla con la luce della loro testimonianza e la potenza della loro intercessione.

A loro e a voi mi affido: pregate per il vostro nuovo Arcivescovo affinché, con il dono del suo Spirito, Iddio Altissimo gli conceda la sapienza del cuore ed egli sappia ascoltare ed accogliere ognuno di voi come dono prezioso ed accompagnarlo con saggezza e prudenza nella ricerca del Volto del Signore.

In attesa di incontrarvi, invoco su di me e su di voi, che già mi siete diventati cari (cf 1 Tess 2, 8), la protezione ed il sorriso materno della Madre del Signore, venerata nella nostra bella Basilica Cattedrale nel mistero della sua assunzione al Cielo, coronata di gloria e di onore, «segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio che è in cammino» (LG 68).

 

+ Renato Boccardo
Arcivescovo eletto di Spoleto-Norcia