Accedi

Accedi al tuo account

Nome utente *
Password *
Ricordati di me

San BrizioSan Brizio, primo vescovo di Spoleto

La Passio XII fratrum qui e Syria venerunt, descrive le vicende di un gruppo di anacoreti siriani, giunti a Roma dove li sorprese la persecuzione di Giuliano l’Apostata e durante la quale il capofamiglia Anastasio viene fatto decapitare.

Tale testo sulla base di recenti studi sembra ormai dover essere ricondotto al cenobio sabino di Santa Maria di Farfa, dove sarebbe stato compilato tra il 773 e la metà del IX secolo. Questa leggenda si chiama nei lezionari Passio s. Proculi (BHL 6955), quando si trova al 1° giugno; Passio et conversio ss. Anastasii et XII fratrum qui cum eo de Syriae partibus venerunt (BHL 1620), quando è al 14 o al 16 luglio; Passio ss. Abundii et Carpophori (BHL 1622), quando si legge al 10 dicembre; Passio s. Britii quando è al 9 settembre (BHL 1622d); ma è sempre la stessa.

Narra che sub Iuliano (360-363) vennero dalla Siria a Roma Anastasio con due figli: Euticio e Brizio e con nove nipoti, Carpoforo, Abondio, Lorenzo, Giovanni, Isacco, Teudila, Procolo, Ercolano e Baractale.

Il vescovo Urbano ordina preti Brizio e Carpoforo e diaconi Lorenzo e Abondio. Anastasio è decapitato, gli altri fuggono per la via Cornelia, abbracciandosi e separandosi nel luogo detto Pax Sanctorum. Eutizio si reca in Tuscia e conduce vita eremitica presso il lago di Bolsena.

Procolo va nella colonia di Narni, nel castrum Carsulanum ove trova s. Volusiano, e viene ordinato sacerdote. Brizio e gli altri si recano in Spoleto. Il personaggio al quale nel ciclo si riserva maggiore spazio è Brizio, di cui si dice subito che è ordinato prete dal papa Urbano e che a Spoleto annuncia la parola di Dio Il modicum oratorium edificato nell’area dei Monti Martani, dove peraltro Brizio coepit praedicare verbum Domini, viene infatti denominato dal santo con l’appellativo di Salustianum, eo quod – ricorda l’agiografo – salutem animae accepisset in eodem loco, mentre la successiva fondazione dell’oratorium sito in loco qui dicitur Marianum ed intitolato a Maria, sancta Dei genitrix, è accompagnata dalla consacrazione di un fonte battesimale, dove il santo baptizavit ... multitudinem populi, et docuit, ut custodirent dies festos Domini.

Ed è proprio nel corso di questa attività che san Pietro appare a Brizio, conferendogli personalmente quella dignità episcopale. A Brizio sono assegnati i poteri metropolitani, che esercita subito, ordinando non solo il vescovo di Spoleto Metropoli civitati Spoletine Ioannem episcopum consecravit, di Bevagna Libanie civitati Vincentium episcopum ordinavit e di Bettona Victone orbi Scipiodorum episcopum constituit, di Perugia, dove destina un membro della propria famiglia siriaca trapiantata in Umbria Perusine vero civitati nepotem suum Herculanum episcopum ordinavit.

Ma Brizio non dimentica che il locus Salustianum, edificato in ossequio alle ingiunzioni dell’angelo, è il luogo in cui egli deve rimanere usque in diem, quo venerit Dominus iudicare saeculum per ignem.

E così dopo aver proceduto alla consacrazione dei vescovi di Spoleto, Bevagna, Bettona e Perugia, egli si ritira nel suo oratorium, scavandovi suis manibus la tomba destinata ad accoglierlo dopo la morte avvenuta il 9 luglio confortato dagli angeli, dagli apostoli e da s. Pietro.

Il vescovo Brizio muore esattamente come Spes, il monaco di Campi (Dial. IV, 11, 4), e Benedetto di Norcia (Dial. II, 37, 3); infatti, gli astanti vedono la sua anima salire il cielo in forma di colomba, attraverso una via strata palliis.

 

Dott. Giuseppe Guerrini