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II. Compiti

Art. 3

Il CDAE esercita funzioni di indirizzo per l’amministrazione dei beni della Chiesa diocesana, offrendo all’Arcivescovo pareri circa:

a) l’elaborazione della normativa diocesana sull’amministrazione dei beni (cann. 1276 § 2; 1277), in particolare nell’individuare gli atti di amministrazione straordinaria posti dagli Enti soggetti all’Ordinario (can. 1281 § 1-2) e nello stabilire la misura e le modalità di eventuali tri­bu­ti diocesani (can. 1263);

b) le scelte di maggior rilievo, sia di carattere generale, sia per casi singoli (can. 1277);

c) l’imposizione di tasse agli Enti e alle persone fisiche;

d) i rendiconti annuali presentati dagli amministratori di Enti soggetti all’Arcivescovo a norma del can. 1287 § 1;

e) la custodia e l’investimento di beni assegnati a titolo di dote alle pie fondazioni (can. 1305);

f) la riduzione degli oneri relativi a pie fondazioni, ad eccezione di quelli relativi alla celebrazione di Messe (can. 1310 § 2);

g) la nomina e la rimozione dell’Economo diocesano (can. 494 §§ 1 e 2);

h) ogni altra questione su cui l’Arcivescovo ritiene opportuno sentire il Consiglio.

 

Art. 4

Il CDAE esprime all’Arcivescovo il proprio consenso circa:

a) gli atti di amministrazione straordinaria da lui posti, così come individuati dal Codice, dal­la CEI e dalla normativa diocesana (can. 1277; delibera CEI n. 37);

b) gli atti di alienazione di beni ecclesiastici di valore superiore alla somma minima fis­sa­ta dalla CEI (delibera n. 20) oppure di “ex voto” e di oggetti di valore artistico e storico (can. 1292);

c) la stipulazione di contratti di locazione di immobili appartenenti all’Archidiocesi o ad altra persona giuridica amministrata dall’Arcivescovo, di valore superiore alla somma minima fissata dalla delibera n. 20, eccetto il caso che il locatario sia un ente ecclesiastico (can. 1297; de­li­bera CEI n. 38).

 

Art. 5

§1. Nelle sue funzioni di controllo e vigilanza sull’Ente diocesi e sugli altri Enti centrali, il Consi­glio avrà cura di verificare gli indirizzi delle attività anche al fine di assicurarne il necessario coordinamento e la rispondenza ai principi dell’etica cristiana.

 

§ 2. In particolare il Consiglio:

a) definisce le modalità a cui l’Economo diocesano e gli Amministratori degli Enti cen­tra­li dell’Archidiocesi (ovvero gli Enti che perseguono finalità generali di carattere diocesano, qualunque sia la loro configurazione giuridica) devono attenersi nell’adempimento del loro com­pito e ne verifica l’esecuzione (can. 494 § 3);

b) ogni anno, entro il mese di aprile, esamina il bilancio preventivo dell’Archidiocesi e dei singoli Enti centrali e ne approva il bilancio consuntivo (cann. 493 e 494 § 4).