Accedi

Accedi al tuo account

Nome utente *
Password *
Ricordati di me

Pagine disponibili

Consiglio Affari economici dell’Archidiocesi (CAED) per il quinquennio 2015-2020:

  • Domenico Benedetti Valentini 
  • Giovanni Bocci
  • Enrico D'Angerio 
  • Roberto Mariottini
  • Alberto Pacifici 
  • Giampaolo Stefanelli

 

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DIOCESANO PER GLI AFFARI ECONOMICI


 

I. Natura e finalità

Art. 1

§1. Il Consiglio diocesano per gli affari economici [CDAE] è l’organismo che coadiuva l’Arci­ve­scovo nell’amministrazione dei beni dell’Archidiocesi e delle persone giuridiche a lui soggette, con particolare riguardo ai profili tecnici, soprattutto giuridici ed economici.

§ 2. Nell’esercizio dei suoi compiti il CDAE deve tener conto:

- che il fine proprio dei beni della Chiesa consiste principalmente nell’«ordinare il culto di­vino; provvedere ad un onesto sostentamento del clero e degli altri ministri; esercitare ope­re di apostolato e di carità, specialmente a servizio dei poveri» (can. 1254 § 2);

- che la legale rappresentanza dell’Archidiocesi in tutti i negozi giuridici spetta all’Arci­ve­­sco­vo (can. 393), che potrà costituire un procuratore.

 

Art. 2

Le norme relative alla natura, ai compiti e al funzionamento del CDAE sono stabilite dal C.I.C., dalle delibere applicative della CEI e dal presente Statuto.


 

II. Compiti

Art. 3

Il CDAE esercita funzioni di indirizzo per l’amministrazione dei beni della Chiesa diocesana, offrendo all’Arcivescovo pareri circa:

a) l’elaborazione della normativa diocesana sull’amministrazione dei beni (cann. 1276 § 2; 1277), in particolare nell’individuare gli atti di amministrazione straordinaria posti dagli Enti soggetti all’Ordinario (can. 1281 § 1-2) e nello stabilire la misura e le modalità di eventuali tri­bu­ti diocesani (can. 1263);

b) le scelte di maggior rilievo, sia di carattere generale, sia per casi singoli (can. 1277);

c) l’imposizione di tasse agli Enti e alle persone fisiche;

d) i rendiconti annuali presentati dagli amministratori di Enti soggetti all’Arcivescovo a norma del can. 1287 § 1;

e) la custodia e l’investimento di beni assegnati a titolo di dote alle pie fondazioni (can. 1305);

f) la riduzione degli oneri relativi a pie fondazioni, ad eccezione di quelli relativi alla celebrazione di Messe (can. 1310 § 2);

g) la nomina e la rimozione dell’Economo diocesano (can. 494 §§ 1 e 2);

h) ogni altra questione su cui l’Arcivescovo ritiene opportuno sentire il Consiglio.

 

Art. 4

Il CDAE esprime all’Arcivescovo il proprio consenso circa:

a) gli atti di amministrazione straordinaria da lui posti, così come individuati dal Codice, dal­la CEI e dalla normativa diocesana (can. 1277; delibera CEI n. 37);

b) gli atti di alienazione di beni ecclesiastici di valore superiore alla somma minima fis­sa­ta dalla CEI (delibera n. 20) oppure di “ex voto” e di oggetti di valore artistico e storico (can. 1292);

c) la stipulazione di contratti di locazione di immobili appartenenti all’Archidiocesi o ad altra persona giuridica amministrata dall’Arcivescovo, di valore superiore alla somma minima fissata dalla delibera n. 20, eccetto il caso che il locatario sia un ente ecclesiastico (can. 1297; de­li­bera CEI n. 38).

 

Art. 5

§1. Nelle sue funzioni di controllo e vigilanza sull’Ente diocesi e sugli altri Enti centrali, il Consi­glio avrà cura di verificare gli indirizzi delle attività anche al fine di assicurarne il necessario coordinamento e la rispondenza ai principi dell’etica cristiana.

 

§ 2. In particolare il Consiglio:

a) definisce le modalità a cui l’Economo diocesano e gli Amministratori degli Enti cen­tra­li dell’Archidiocesi (ovvero gli Enti che perseguono finalità generali di carattere diocesano, qualunque sia la loro configurazione giuridica) devono attenersi nell’adempimento del loro com­pito e ne verifica l’esecuzione (can. 494 § 3);

b) ogni anno, entro il mese di aprile, esamina il bilancio preventivo dell’Archidiocesi e dei singoli Enti centrali e ne approva il bilancio consuntivo (cann. 493 e 494 § 4).


 

III. Composizione, durata e obblighi dei Consiglieri

Art. 6

§ 1. Il CDAE è composto da cinque membri scelti dall’Arcivescovo in ragione delle loro spe­ci­fiche competenze.

 

§ 2. La carica di Consigliere è incompatibile con quella di membro dei Consigli di ammi­ni­stra­zione degli Enti centrali dell’Archidiocesi.

 

 

Art. 7

§ 1. Il Consiglio dura in carica cinque anni e il mandato dei Consiglieri può essere rinnovato più volte (can. 492 § 2). Al termine del quinquennio continua ad esercitare le proprie funzioni fi­­no alla costituzione del nuovo CDAE.

 

§ 2. Qualora nel corso del quinquennio si rendesse necessario integrare il numero o sostituire uno o più Consiglieri, i nuovi membri dureranno in carica fino al termine del mandato dell’in­te­ro Consiglio.

 

Art. 8

§ 1. Al momento dell’accettazione della nomina, i Consiglieri garantiscono con giuramento da­van­ti all’Arcivescovo di svolgere onestamente e fedelmente il proprio incarico (can. 1283 § 1) e di osservare il segreto secondo le modalità determinate dal Presidente (can. 127 § 3, cf can­n. 471 § 2 e 1283 § 1).

 

§ 2. In caso di tre assenze ingiustificate consecutive il Consigliere decade dal mandato.

 

Art. 9

§ 1. Alle riunioni del CDAE partecipano in forza del loro ufficio, senza diritto di voto, il Vicario Ge­nerale, l’Economo Diocesano e il Direttore dell’Ufficio Amministrativo, che ricopre anche il ruolo di Segretario del Consiglio.

 

§ 2. I Responsabili degli altri Uffici di Curia e altri esperti possono essere invitati dal Presi­den­te, senza diritto di voto, in occasione della presentazione di pratiche di loro competenza.


 

IV. Presidente e Segretario

Art. 10

Il CDAE è presieduto dall’Arcivescovo o da un suo Delegato (can. 492 §1). Sia l’Arcivescovo che il suo Delegato si astengono dalle votazioni.

 

Art. 11

Spetta al Presidente convocare il Consiglio, moderare le sedute, mantenere i rapporti con altri or­ganismi diocesani, in particolare con il Consiglio episcopale, il Collegio dei Consultori e gli Uf­fici di Curia.

 

Art. 12

Spetta al Segretario o ad un collaboratore da lui incaricato redigere il verbale delle sedute, curare l’archivio corrente del CDAE, preparare il materiale relativo alle diverse pratiche in ac­cordo con i competenti Uffici di Curia e trasmettere agli stessi le delibere dopo l’approva­zione dell’Arcivescovo.


 

V. Sessioni

Art. 13

§ 1. Il CDAE si raduna normalmente tre volte l’anno per esaminare le pratiche di sua com­pe­tenza. Alcune sessioni possono essere dedicate allo studio di tematiche particolari.

 

§ 2. Convocazioni straordinarie o in seduta congiunta con il Collegio dei Consultori possono es­sere richieste dall’Arcivescovo o dalla maggioranza dei Consiglieri.

 

§ 3. Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presenza del Presidente e della mag­gioranza dei Consiglieri.

 

Art. 14

Entro almeno tre giorni precedenti la sessione, il Segretario trasmette ai Consiglieri l’ordine del giorno firmato dal Presidente e mette a disposizione presso la propria sede la documen­ta­zione relativa alle pratiche da esaminare.

 

Art. 15

Le singole questioni vengono illustrate dal Presidente o, su suo incarico, dal Segretario o dal Responsabile dell’Ufficio competente.

 

Art. 16

§ 1. Quando il Consiglio è chiamato ad offrire un parere o a dare il consenso circa una deter­mi­nata questione, i Consiglieri devono pronunciarsi formalmente tramite voto, su invito del Pre­sidente.

 

§ 2. Il voto viene normalmente espresso a voce o per alzata di mano. Non è ammesso il voto per lettera o per delega. Su richiesta del Presidente o su istanza della maggioranza dei Consi­glie­ri il voto può essere espresso in forma segreta.

 

§ 3. Quanto sottoposto a votazione è approvato se, presenti la maggioranza assoluta dei Con­siglieri, ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità di voti, il consenso (cf art. 4) del CDAE si ritiene non dato; il parere (cf art. 3), invece, viene tra­smesso all’Arcivescovo con le motivazioni dei diversi orientamenti.

 

§ 4. È diritto di ogni Consigliere richiedere che venga messa a verbale la propria opposizione motivata o qualunque altra osservazione.

§ 5. Un Consigliere non può intervenire alla discussione e partecipare al voto quando si tratti di questioni relative a Enti presso i quali svolge funzioni di responsabilità amministrativa.


 

VI. Validità delle sedute

Art. 17

§ 1. I Consiglieri e i partecipanti al CDAE sono tenuti al riserbo sulle questioni discusse.

 

§ 2. Quando è richiesto dal Presidente (can. 127 § 3), i Consiglieri sono vincolati anche al se­gre­to sull’espressione del voto e sulle questioni trattate.


 

VII. Verbale

Art. 18

§ 1. I verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, devono essere firmati dal Presidente e dal Segretario.

 

§ 2. Il verbale contiene, oltre alle pratiche di competenza solo del CDAE, anche quelle di com­pe­tenza comune con il Collegio dei Consultori e approvate dai due organismi.


 

VIII. Procedura d’urgenza

Art. 19

§ 1. Qualora esistano ragioni d’urgenza e non sia possibile attendere la riunione programmata del Con­siglio, si può ricorrere ad una procedura speciale: sarà sufficiente, nei casi in cui a nor­ma di diritto non è necessario ottenere il consenso del Consiglio per la validità degli atti, il be­ne­­sta­re del Presidente.

 

§ 2. Nella seduta successiva il Presidente illustrerà al CDAE la pratica, motivando la decisione presa.

 

Art. 20

Per tutto quanto non è contemplato nel presente statuto si applicheranno le norme del Diritto della Chiesa.