Ancarano: le affinità del Crocefisso quattrocentesco custodito nella chiesa di S. Maria Bianca con quello della Cattedrale di Firenze sono state oggetto di dibattito

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Ancarano: le affinità del Crocefisso quattrocentesco custodito nella chiesa di S. Maria Bianca con quello della Cattedrale di Firenze sono state oggetto di dibattito

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Il Crocefisso quattrocentesco, custodito presso la chiesa di S. Maria Bianca in Ancarano di Norcia, già nel 2007 era stato avvicinato dalla storica dell’arte Linda Pisani, alla scultura di Benedetto da Maiano realizzata per la Cattedrale fiorentina di S. Maria del Fiore. Proprio per questa attribuzione, recentemente condivisa dal dott. Alessandro Del Priori, il Cristo di Ancarano è oggetto di indagini a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per riscontrare affinità e analogie tecnico-esecutive con il Crocefisso di S. Maria del Fiore, del quale sta curando il restauro. L’opera umbra infatti, non essendo mai stata ridipinta, presenta un termine di paragone interessante per comprendere come si doveva presentare il Crocefisso fiorentino prima del rifacimento ottocentesco e indicare come proseguire nei lavori di restauro.

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Durante la conferenza, tenutesi nella chiesa di S. Maria Bianca di Ancarano, sabato 6 novembre, i relatori – la dott.ssa Margherita Romano, della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, e il dott. Peter Stiberc, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze Settore Restauro sculture lignee policrome, diretto dalla dott.ssa Laura Speranza – hanno riferito circa le vicende della chiesa di Ancarano dopo il terremoto del 1979 e le notevoli affinità fra i due crocefissi oggetto dell’incontro, inizialmente ipotizzate per affinità stilistica e oggi confermate dalle indagini diagnostiche e radiografiche condotte su entrambe le opere.

L’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, rappresentata alla conferenza da don Luciano Avenati, arciprete di Norcia e vicario episcopale del Vicariato della Valnerina, e dalla dott.ssa Stefania Nardicchi, Conservatore del Museo diocesano di Spoleto, esprimendo la sua gratitudine per il lavoro svolto, ha ringraziato in particolare l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per aver confermato l’attribuzione dell’opera ed avercela restituita come il Crocefisso di Benedetto da Maiano, scultore e architetto fiorentino attivo nella seconda metà del Quattrocento, noto come uno dei maggiori artisti del rinascimento toscano.

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