Bevagna, dedicazione del Santuario della Madonna della Valle. Foto.

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Con una solenne, suggestiva e partecipata liturgia domenica 5 settembre 2021 l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha presieduto il rito di dedicazione del Santuario della Madonna della Valle a Torre del Colle di Bevagna. Col presule hanno concelebrato il parroco di Bevagna e Cantalupo don Claudio Vergini e quello di Gualdo Cattaneo e Pomonte don Giovanni Cocianga. Il servizio liturgico è stato curato dal cerimoniere arcivescovile don Pier Luigi Morlino e i canti eseguiti dai cori di Bevagna, Capro e Gualdo Cattaneo. Veramente tanti i fedeli presenti, distribuiti all’interno del santuario, sotto il portico circostante e nello spazio verde intorno. «È stata una giornata straordinaria per la nostra comunità», ha detto commossa il sindaco Annarita Falsacappa.

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La storia di questo santuario posto nelle colline tra Bevagna e Pomonte di Gualdo Cattaneo è singolare: dimenticato per lunghi periodi e poi tornato all’antico splendore. Questo luogo è legato a S. Francesco. In seguito alla predicazione del Santo nel territorio bevanate (la predica agli uccelli in località Piandarca), nel 1212 Napoleone dei Conti di Antignano, figlio di Rainaldo, dona un terreno per l’edificazione della chiesa di Santa Maria, che nei secoli successivi sarà abbandonata. Nel 1564 viene restaurata e ceduta al comune. Nel 1880 il Santuario sarà nuovamente abbandonato, finché la piccola chiesa non viene ritrovata da un giovane di Torre del Colle, Pierino Stortini, che nel 1922 fa costruire il campanile e poi la sacrestia con il consenso dell’arcivescovo di Spoleto del tempo, che nomina rettore della chiesa don Ercole Satolli, il quale era proprietario del terreno e della chiesa, che poi donerà all’Arcivescovo. Don Ercole nel 1934, a proprie spese, fa costruire la nuova chiesa, edificata sulle mura della precedente, ma più ampia e con il portico. Il dipinto della Vergone viene portato a Torre del Colle e l’immagine attuale è realizzata nel 1936 dal pittore Scaramucci di Foligno che ritrasse, oltre alla Sacra Famiglia, una giovane donna ed un bambino residenti nella zona, Agrippina Proietti e Gino Angelucci. Quest’ultimo è vivente ed era presente alla cerimonia. In seguito al terremoto del 1997 il Santuario è stato nuovamente abbandonato e il suo destino sembrava segnato: infestato da rovi, il portico ceduto e una grande apertura sul tetto. Nel 2016 si avvia il sogno, grazie al proficuo dialogo tra l’arcivescovo Boccardo e il sindaco Falsacappa. La Diocesi nel 2020 mette in sicurezza lo stabile e stipula con il Comune un contratto di comodato d’uso gratuito per 15 anni che ha consentito all’amministrazione civica di presentare un progetto all’interno del PSR Misura 7.5.1 che ha attenuto dalla Regione un finanziamento di 550 mila euro. A gennaio 2021 sono finalmente ripresi i lavori per la stabilizzazione della frana dove sorge il Santuario e per il recupero dello stesso. Il progetto è dell’architetto Alessandro Bruni e i lavoro sono stati eseguiti dall’impresa Scacaroni di Montefalco.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato come qui alla Madonna della Valle «da secoli le persone vengono per affidarsi alla Vergine. Sono sempre rimasto impressionato – ha detto mons. Boccardo – nel vedere, ogni volta che sono venuto, fiori e lumini appesi alla recinzione che delimitava il cantiere, simbolo non solo di devozione ma di un legame di famiglia. Qui la gente si sente a casa. Ed è bello ritrovare questo monumento della fede, che non è bello artisticamente, ma c’è la vita della fede e questo è quello che conta: qui i figli trovano la madre che li presenta al figlio Gesù». Poi il Presule ha ringraziato quanti si sono impegnati per il recupero, ad iniziare dal sindaco: «È grazie alla sua determinazione e alla sua audacia se siamo qui». Il parroco don Claudio Vergini ha sottolineato come il lavorare in sinergia non solo porta a risultati concreti, ma è anche bello.

 

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