Preghiera per chiedere a Dio la liberazione da ogni male, in modo particolare dalla pandemia. Messa dell’Arcivescovo in Duomo.

Preghiera per chiedere a Dio la liberazione da ogni male, in modo particolare dalla pandemia. Messa dell’Arcivescovo in Duomo.

Preghiera per chiedere a Dio la liberazione da ogni male, in modo particolare dalla pandemia. Messa dell’Arcivescovo in Duomo.

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Domenica 14 marzo 2021, ad ideale coronamento dell’iniziativa “24 ore per il Signore”, in tutte le chiese dell’Umbria si è tenuta una giornata di preghiera per implorare dal Dio della misericordia la protezione e la liberazione da ogni male, in particolare per invocare la fine della pandemia da Covid-19. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Renato Boccardo ha celebrato la Messa nella Basilica Cattedrale di Spoleto.

Nell’omelia il Presule ha ricordato che «Gesù è colui che trasforma, che sa dare fiducia, che manifesta un rispetto capace di abbracciare anche l’imperfezione. Non rifiuta nessuno, accoglie senza condizioni. Guardando a lui, alla sua croce, noi scopriamo come si separa il bene dal male, come camminare nella verità. Dinanzi alla sua croce – ha proseguito mons. Boccardo – tutte le maschere cadono automaticamente, non ci possiamo più nascondere». E allora l’invito dell’Arcivescovo ai fedeli presenti è stato quello di rifiutare la penombra e le convenienze per venire alla luce e fare le opere di Dio. Poi, la supplica per la fine della pandemia da Coronavirus: «Preghiamo – ha detto il Presule – per implorare la difesa dal male: siamo grati alla ricerca degli scienziati e alla medicina, ma vogliamo allo stesso tempo non dimenticare che c’è un padre, Dio, che si prende cura dei suoi figli. E allora bussiamo al suo cuore chiedendogli che ci liberi dalla pandemia che attanaglia il mondo, ma anche della diffidenza, dalla paura e dalla mancanza di fiducia; chiediamogli di accompagnare il cammino dei ricercatori e degli scienziati, di illuminare i governanti, di prendersi cura dei malati, di curare tutte le ferite, di allontanare il male dal nostro cuore, di liberarci dall’egoismo e dall’autosufficienza. A ciascuno di noi, infine, è richiesto in questo tempo un supplemento di generosità e di sapienza: questa è la “medicina” da inventare ogni giorno nelle nostre case».

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