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Ricordati di me

Con la Domenica delle Palme, in cui si ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme a dorso di un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di ulivo, la Chiesa ha avviato la Settimana Santa, ossia il percorso che conduce alla Pasqua di Risurrezione. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha vissuto questa celebrazione con i giovani, con le persone che abitualmente la domenica partecipano alla Messa in Duomo, con i fidanzati e con i commercianti di Spoleto.

Foto-gallery veglia con i giovani

Foto-gallery incontro con i fidanzati

La sera di sabato 23 marzo, nella basilica di S. Gregorio a Spoleto, il Presule ha presieduto una veglia di preghiera con i giovani della Diocesi, che riempivano la chiesa. Il passo del Vangelo di Giovanni, “Attirerò tutti a me”, è stato il filo d’oro della serata; tre i momenti salienti. Nel primo si sono analizzate le ferite della vita. L’uomo, è stato detto, non può fermarsi sul ciglio della strada, spettatore distratto, deve guardare oltre. Spesso la solitudine prevale nella vita dei giovani: sembra svanita la possibilità per rialzarsi e ripartire, si rinuncia ad affrontare le complessità del tempo presente, le attese sono fragili e ci si accontenta di poco. Ai numerosi giovani presenti è stato detto che, «se arduo è il cammino, tutto però noi possiamo in Colui che è nostro redentore. Cerchiamo Gesù affinché ci prenda per mano e guarisca le nostre ferite». Nel secondo momento si è approfondita la conoscenza di alcuni personaggi in qualche modo legati a Gesù: il cireneo che fu obbligato dai soldati romani ad aiutare Gesù nel portare la croce durante la salita al Golgota; il centurione e il suo atto di fede nel dire “Signore, non sono degno”; Giovanni e il suo invito ad imparare ad essere figli. Il terzo momento è stato quello dell’adorazione della croce, segno della salvezza e della misericordia, per meditare il gesto di libertà e di grazia che Gesù ha compiuto. L’Arcivescovo e i giovani presenti si sono prostrati ai piedi della croce per offrire al Signore il proprio cuore, non sempre abitato da ospiti inquietanti ma anche da ospiti graditi: Gesù è questo ospite gradito; non c’è fede senza un incontro personale con lui.

Nell’omelia l’Arcivescovo si è soffermato sulle ferite della vita. «Sappiamo – ha detto - che le ferite si rimarginano, ma rimangono le cicatrici. Guardandole, ricordiamo ciò che abbiamo vissuto e ciò che abbiamo imparato. Mi piace pensare alla vita come ad una tela sulla quale si tracciano i segni del progetto di Dio. Provate, cari giovani, a distendere la tela e ad individuare i segni di questo progetto. A causa della stanchezza, della delusione, delle ferite, della frenesia della vita rischiamo di non percepire questi segni. Distendiamo allora la tela e mettiamo a fuoco due o tre di questi segni che tracciano le linee del progetto di Dio». Al termine della serata ad ogni giovane è stato consegnato un portachiavi con su stampato uno smile, un sorriso: con Gesù la vita sorride.

Domenica 24 marzo, al mattino, l’Arcivescovo ha presieduto la Messa in Duomo. Nel pomeriggio, invece, a Cannaiola di Trevi ha incontrato quelle coppie di fidanzati che in questo anno pastorale 2012-2013 hanno partecipato o stanno partecipando ai percorsi di preparazione al matrimonio organizzati dalla Pastorale familiare della Diocesi. «Mi fa piacere salutarvi e stare un poco con voi», ha detto mons. Boccardo all’inizio dell’incontro. «Questo momento che viviamo nella Domenica delle Palme è un segno della vostra fiducia nella comunità cristiana. Come Vescovo sono a dirvi che la Chiesa si fida di voi, ci tiene alla buona riuscita della vostra vita a due, è consapevole che il matrimonio non è cosa da poco e per questo non vuole essere solo spettatrice, ma vuole camminare con voi. Sono a dirvi – ha continuato mons. Boccardo - anche della fiducia che Dio ripone in voi: lui conosce ogni vicenda delle nostre giornate e ci accompagna, si prende cura con tenerezza di ciascuno». Poi, un pensiero al tempo del fidanzamento: «È una vigilia, un’attesa che non tornerà mai più nella vostra vita. È insostituibile e deve essere vissuto non in maniera superficiale. Ricordatevi che il vostro amore è un grande mistero che viene dall’alto, vi è dato gratuitamente da Dio, a prescindere dai vostri meriti. Lui ci ama con i nostri limiti, sa perdonare sempre, rimane fedele: e un amore che non sa perdonare non è amore. Voi il giorno del matrimonio direte l’uno all’altra: “mi fido di te senza riserve; ti sarò fedele sempre”. Per riuscire in ciò è bene ricordare che l’amore sponsale – ha proseguito mons. Boccardo – lo dovete generare ogni giorno, non vive di rendita, emerge dal vostro cuore ogni giorno. Se c'è fiducia incondizionata nessuna prova scalfirà l'amore, nessuna condizione esteriore lo muterà. E questo è un vero miracolo: sono sempre ammirato di fronte a due persone che decidono di condividere insieme tutta la vita; se non ci fossero persone che si vogliono bene ci sbraneremmo a vicenda come gli animali». Poi, l’Arcivescovo ha parlato della dimensione sociale dell’amore tra un uomo e una donna: «Il vostro amore, oltre che essere vostro, si diffonde intorno a voi, nella comunità, nella società, sempre più bisognose di vedere gente che si vuole bene, che si fida. Oggi purtroppo non c’è più fiducia nell'altro e allora prevale la concorrenza, dominano le sopraffazioni, nasce l’invidia. È questo fidarsi reciproco che rende bella la terra». Mons. Boccardo, infine, si è soffermato sull’importanza della famiglia nella Chiesa. «Spesso – ha detto – è stato il caso a farvi incontrare: a casa di amici, ad una festa o in un viaggio. Da lì è scaturita in voi la voglia di conoscervi, poi di fidanzarvi e, infine, di sposarvi. Nella sua sapienza Dio si serve anche del caso per svelare a noi il suo progetto. Lui vi ha pensato insieme fin dall’eternità: nessun altro può essere il mio lui o la mia lei. E la comunità cristiana, forte di questa certezza, vi accompagna, vi vuole bene e tifa per voi. Anche se non vi riconoscete in una specifica parrocchia, anche se a volte noi preti non riusciamo a farvi percepire il bene nei vostri confronti, vi dico: non siete estranei per la Diocesi, non è mai troppo tardi per tornare nella comunità cristiana. Anche se la Chiesa a volte richiama cose scomode o difficili – è impossibile educare solo accondiscendendo – il suo amore per voi c’è sempre. Vi prego, non spegnete quel gusto per la fede che avete ritrovato nei percorsi di accompagnamento al matrimonio. Come Vescovo vi auguro di essere felici dentro, vi auguro una strada piena di passione e carica di entusiasmo, dove non mancheranno certo i momenti difficili, ma dove il vostro amore sarà più forte di ogni tempesta». Al termine dell’incontro il Presule ha celebrato la Messa con la benedizione delle Palme nel santuario del beato Pietro Bonilli.

La sera di domenica 24 marzo mons. Boccardo ha presieduto la Messa con la benedizione delle Palme nella basilica di S. Gregorio Maggiore a Spoleto, alla quale hanno preso parte i commercianti di Spoleto.