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Ricordati di me

“Ricordati che sei polvere, e polvere ritornerai” oppure “Convertitevi e credete al Vangelo”: sono le formule di ammonimento che vengono pronunciate dal sacerdote nel cosiddetto rito dell’imposizione delle ceneri che segna l’avvio della Quaresima, periodo liturgico “forte” a carattere battesimale e penitenziale in preparazione alla Pasqua. Questa liturgia si tiene il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima: quest’anno è caduta il 13 febbraio.

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha segnato il capo o la fronte dei fedeli con la cenere in due celebrazioni eucaristiche: una nella chiesa di S. Pietro a Bazzano Superiore di Spoleto – ove il Presule è in Visita pastorale – e una nella Basilica di S. Gregorio a Spoleto. «Il Mercoledì delle Ceneri – ha detto all’inizio delle Messe – si aprono le porte ad un percorso di penitenza e di preghiera, nel quale è necessario disporre il cuore per avvicinarsi a Cristo: questo è il senso della Quaresima». Poi, nelle omelie, analizzando la Parola proposta dalla liturgia, ha proposto alcune riflessioni. «La Quaresima – ha detto mons. Boccardo – è l’occasione propizia per concentrarsi nell’ascolto della Parola di Dio, è il momento favorevole per ritornare a Gesù con tutto il cuore». Ma cosa vuol dire ritornare al Signore, si è chiesto l’Arcivescovo. «Vuol dire fare ordine, allontanare tutti gli ostacoli alla vita cristiana: le cattiverie, l’egoismo e la grettezza mentale che non ci fanno essere accoglienti e rispettosi verso chi ci è vicino». «La Quaresima – ha proseguito il Presule – è il periodo per lasciarsi riconciliare con Dio, essere aperti al suo dono, accoglierlo con disponibilità, essere vigilanti al suo arrivo». Poi, mons. Boccardo ha indicato cosa fare di concreto in questo periodo di Quaresima: «Facciamo il bene e facciamolo non per ottenere la considerazione degli altri. Ricordiamoci – ha detto – che la “facciata” serve a poco, è importante quello che c’è nella testa e nel cuore». Infine, ha spiegato il significato delle ceneri: «Non sono un gesto di folklore o solamente legato alla tradizione. Le ceneri di per sé non valgono. Vale, invece, il gesto interiore col quale le riceviamo. Ci ricordano che siamo polvere e che polvere torneremo, anche se a nessuno, credo, piace sentirselo dire. Le ceneri esprimono la fragilità dell’uomo e sono un invito a superare l’isolamento, nella convinzione che da soli non possiamo farcela. Con le ceneri il Signore ci scuote e ci dice che la vita cristiana non passa, sarà sempre custodita nella banca di Dio, che non fallirà mai, nessuno mai la intaccherà».

Per vivere al meglio la Quaresima, la Caritas  diocesana di Spoleto-Norcia invita a dare testimonianza della carità e del sostegno verso i fratelli che sono nel bisogno, sotto la guida dei Santi, dei Beati e dei Servi di Dio dell'Archidiocesi, di quei testimoni cioè “che hanno compiuto gesti e opere al servizio dei deboli e degli ultimi”. Si tratta dunque di una raccolta di offerte nelle parrocchie della Diocesi che giungeranno poi alla Caritas, la quale le impiegherà per il sostegno alle famiglie in difficoltà economica.