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Ricordati di me

La comunità cristiana di Sellano, dopo sedici anni, si è “riappropriata” della splendida macchina barocca dell’altare maggiore della chiesa di S. Maria Assunta, risalente al ‘600. L’evento è stato suggellato, domenica 6 gennaio, Epifania del Signore, con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Con il Presule hanno concelebrato: mons. Antonio Buoncristiani, arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, originario proprio del sellanese, finanziatore dei restauri della macchina d’altare;

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don Dieudonné Mutombw Tshibang, parroco di Sellano e di Verchiano di Foligno; don François Musianza Katewu, vicario parrocchiale di Sellano e di Verchiano di Foligno. Numerose le autorità civili e militari presenti, tra le quali il sindaco di Sellano, Claudio Guerrini. Moltissimi i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica.

All’inizio della Messa, mons. Boccardo ha salutato, a nome dell’intera comunità sellanese, il suo confratello nell’episcopato mons. Antonio Buoncristiani: «Cara Eccellenza, ma forse qui a Sellano è meglio chiamarti don Tonino, grazie per aver provveduto al restauro di questa ammirevole opere d’arte. Sappi, che ti sentiamo uno di noi, uno di casa».

Nell’omelia, poi, l’Arcivescovo, commentando le letture del giorno, ha ricordato le figure dei Re Magi, coloro che hanno compiuto il primo pellegrinaggio della storia dopo la nascita di Gesù. «In loro – ha detto – c’è la foto dell’umanità che cammina per andare a vedere il Signore: lasciamoci guidare da Lui per ritrovare la verità su noi stessi. I Magi, dopo essersi prostrati dinanzi a Gesù Bambino, hanno portato dei doni. E in genere – ha proseguito mons. Boccardo - i doni si portano alle persone che ci stanno a cuore. E qui vorrei ricordare, cari sellanesi, i vostri antenati: immagino i sacrifici che fecero per trovare questa preziosa macchina d’altare e donarla, come omaggio al Signore, a questa chiesa parrocchiale. Essa, però, sarebbe poca cosa se considerata solo un’opera d’arte. Va interpretata e la sua interpretazione ci invita a portare anche noi qualcosa al Signore: la serietà e la coerenza della nostra vita. Questo è il dono che il Bambino si attende da noi. Solo così possiamo essere orgogliosi di aver ritrovato questa splendida opera d’arte».

Al termine della concelebrazione eucaristica, ha preso la parola l’arcivescovo di Siena mons. Buoncristiani: «È per me un’emozione – ha detto – essere ancora una volta in questa chiesa parrocchiale di Sellano, dove quarantacinque anni fa ho celebrato la prima Messa. Ricordo molto bene la mia infanzia passata a Sellano (il padre è stato ne è stato prima Segretario comunale e poi Sindaco, ndr) e l’aver provveduto al restauro della macchina dell’altare maggiore vuole essere un segno di affetto e di riconoscenza verso questa comunità, in memoria dei miei genitori e del mio sacerdozio».

Prima della benedizione finale, il parroco di Sellano, don Dieudonné Mutombw Tshibang, ha ringraziato i due Arcivescovi, la Sovrintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, le autorità civili, i restauratori, gli Uffici Tecnico e Beni Culturali dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia.