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Ricordati di me

Oltre mille fedeli hanno partecipato, sabato 12 maggio, al pellegrinaggio diocesano guidato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo al santuario di S. Gabriele dell’Addolorata, a Isola del Gran Sasso (TE), in occasione del 150° anniversario della morte del Santo. Pullman (diciotto) e automobili private i mezzi con i quali la gente ha raggiunto l’Abruzzo; il Vescovo è arrivato a bordo del pullman della parrocchia di S. Maria nella Cattedrale di Spoleto. Diversi i sacerdoti presenti. Un bel clima ha reso più piacevole la giornata.

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Da ricordare che S. Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti, è molto legato a Spoleto, dove ha vissuto gli anni della giovinezza (nacque ad Assisi, ndr), dove ha accolto la chiamata del Signore alla vita religiosa il 22 agosto 1856 mentre partecipava alla processione della Santissima Icone per le vie della città. A ricordo di questa relazione, sulla facciata del vecchio Santuario a Isola del Gran Sasso c’è un mosaico che raffigura il Duomo di Spoleto. Il santuario abruzzese comprende quattro strutture principali: il convento, che ospita la sede dei Pasisonisti, dove nel 1862 morì San Gabriele, l'antica chiesa, innalzata nel 1908 in onore di San Gabriele, la nuova chiesa del 1970 in cemento armato, vetro ed acciaio, che in genere viene aperta nei giorni festivi per accogliere l'alto numero di pellegrini, e la sede dell'Eco di S. Gabriele, la rivista mensile collegata all'attività del santuario.

Tre i momenti salienti del pellegrinaggio: la Messa nel Santuario nuovo, la preghiera dinanzi alle reliquie di S. Gabriele, la rappresentazione del musical “Il Risorto” proposto dai ragazzi dell’oratorio della parrocchia di Cortaccione.

«Anche a noi – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – è chiesto, come a S. Gabriele, di rispondere senza esitazione alla nostra vocazione: alla vita matrimoniale, sacerdotale o a quella religiosa. Tendiamo l’orecchio e ascoltiamo che anche a noi dice: “vieni e seguimi”. Per rispondere seriamente, però, a questa chiamata è necessario fare ordine e pulizia nella vita, capire quali sono le cose veramente importanti, costruire rapporti basati sulla fraternità. S. Gabriele – ha proseguito l’Arcivescovo – lasciò tutto per fissare il suo sguardo sulla croce di Gesù: non era un ragazzo straordinario ma, come tanti altri, era normale e in questa normalità fu catturato dall’amore di Dio. A S. Gabriele, che con orgoglio sentiamo un po’ anche nostro, chiediamo la capacità di appassionarci per vivere bene la vita, senza accontentarci».

Al termine della Messa i pellegrini sono stati salutati dal Rettore del Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata: «siate i benvenuti», ha detto. «I tanti pellegrini che vengono dall’Umbria, dalle Marche e dall’Abruzzo, regioni significative per il nostro Santo, dicono: “S. Gabriele è nostro”. Voi, cari amici spoletini, potete dirlo più degli altri. Sette dodicesimi della sua vita, infatti, li ha trascorsi a Spoleto. Quindi possiamo dire che S. Gabriele è un “Santo spoletino”».

Significativo il momento di preghiera nella cripta che custodisce i resti mortali di S. Gabriele, dove l’Arcivescovo ha chiesto alla “sua” gente di elevare suppliche per le vocazioni al sacerdozio.

Dopo il pranzo – al sacco o al ristorante – i pellegrini sono tornati nel Santuario nuovo per assistere al musical “Il Risorto” proposto dai ragazzi della parrocchia di Cortaccione a Spoleto, intitolata proprio a S. Gabriele dell’Addolorata.

Affidiamo la sintesi di questo pellegrinaggio al pensiero di una persona diversamente abile, andata ad Isola del Gran Sasso con la Casa Famiglia OAMI di Baiano di Spoleto, scritto sulla via del ritorno e dedicata a tutti i fedeli che vi hanno preso parte: «Spero che queste poche parole esprimano tutta la mia contentezza di aver passato insieme a voi una giornata splendida, piena di sole e di speranza. Mi auguro che sia proprio la speranza a guidare il nostro cammino insieme e l’infinito pellegrinare nei sentieri della vita. Un ringraziamento speciale al Vescovo che ci ha dato la possibilità di fare questo pellegrinaggio».