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Ricordati di me

Schiva e sicura di sé come ai tempi dell’esordio con La testa tra le nuvole (1989), oppure come ai tempi del suo più grande successo Va’ dove ti porta il cuore (1994), Susanna Tamaro è stata ospite, martedì 8 maggio presso l’Istituto per Sovrintendenti P.S. “R. Lanari” di Spoleto, dei “Dialoghi in città”, iniziativa culturale dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Invitata da mons. Renato Boccardo, la scrittrice, che da 23 anni vive in Umbria, ad Orvieto, ha parlato della “Perdita di senso”. Tante le persone, molti i giovani, che si sono ritrovati nell’auditorium della Scuola di Polizia per ascoltare una delle scrittrici italiane più conosciute e amate, la più tradotta nel mondo.

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«Per anni – ha detto la Tamaro – siamo vissuti in una follia economica, dove accanto ad una crescita della ricchezza economica (la facilità di guadagnare denaro) è seguita una decrescita morale. Questa situazione è stata ancor più aggravata dalla follia comunicativa: abbiamo una televisione aggressiva e manipolatrice, profetessa di comportamenti distruttivi. Le nuove tecnologie, come facebook o twitter, non vengono usate con intelligenza: lì ogni pensiero è condiviso con tante persone, è comunitario. Credo – ha continuato – che l’uomo ha bisogno, invece, di riscoprire l’intimità, di riflettere sulla propria interiorità. Questa crisi economica che stiamo vivendo, sorella crisi come amo chiamarla, può essere un’opportunità per far tornare l’uomo alle cose importanti della vita. È un momento salvifico, un momento di pulizia da tanta superficialità». Tra la scrittrice e il pubblico si è creta una forte empatia che ha permesso di dar vita ad un significativo dibattito. Sul ruolo che il cristianesimo può avere in questo momento di crisi, di incertezza e di prevalenza dell’effimero la Tamaro è stata chiara: «per il cristianesimo è sempre più fondamentale la testimonianza. I sacerdoti sono chiamati ad accogliere le persone senza giudicare. I laici, invece, devono curare molto la conoscenza delle Sacre Scritture: non si può più essere pressappochisti sulla cultura religiosa». Un passaggio la scrittrice lo ha dedicato anche alla conoscenza: «solo capendo e studiando siamo in grado di leggere la realtà. La cultura fonda la vita». Infine, il pianeta libri: «noto la bassa qualità delle ultime pubblicazioni. Ce ne sono troppo e di conseguenza è difficile mettere a fuoco quelle di qualità. La carta, comunque, continuerà ad essere il luogo della memoria. Il libro permette una grande creatività individuale e penso che con sorella crisi avrà nuovo respiro».

La Tamaro ha brevemente accennato al suo ultimo libro Per sempre, una sfida alla nostra epoca. Sono già vendute oltre 270.000 copie. Alla dittatura della tecnica, del corpo, della perfezione ad ogni costo, si dà voce, invece, attraverso l'esperienza di un protagonista maschile, a tutti coloro che spezzati, feriti, sofferenti, riescono ancora a parlare di vita vera, tanto bella quanto forte e poetica