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Ricordati di me

Sabato 5 maggio, come ogni primo sabato del mese, si è tenuta la processione da S. Luca al Santuario della Madonna della Stella per chiedere il dono di nuove vocazioni al sacerdozio. Come al solito tanti fedeli si sono adunati per partecipare a questo momento di preghiera. Trattandosi, inoltre, del primo sabato di maggio, mese che la Chiesa dedica alla Vergine Maria, è stata portata in processione la Santissima Icone, venerata e conservata nella cattedrale di Spoleto.

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«Sono convinto – ha scritto di recente l’arcivescovo Renato Boccardo - che il Signore Gesù continua a rivolgere ai nostri giovani l'invito a seguirlo con cuore indiviso per il servizio della Chiesa e dei fratelli. Purtroppo, il rumore e la distrazione nei quali spesso è immersa la vita quotidiana rendono sempre più difficile decifrare la voce di Dio ed interpretare l'esistenza come risposta ad un progetto. Tutti - preti, religiosi e laici - dobbiamo "fare qualcosa" perché non si inaridisca nella nostra Diocesi quella sorgente zampillante che, nel segno della generosità e del sacrificio, del coraggio e dell'entusiasmo, l'ha resa nel tempo ricca di santi e di preti. Tutti, vivendo con responsabilità e gioia la nostra vocazione personale, dobbiamo proclamare che “rispondere all’amore si può”.
Vogliamo dunque raccogliere le preghiere del popolo di Dio e deporle ancora una volta con fiducia tra le mani materne di Maria perché la presenti al suo Figlio Gesù, sollecita del bene di questo popolo che la venera con devozione filiale».

Giunti al Santuario della Stella, l'Arcivescovo ha presieduto la Messa, al termine della quale ha letto ai fedeli il discorso che il Papa ha tenuto domenica 29 aprile scorso nella recita del Regina coeli, dedicato proprio alle vocazioni, che proponiamo: 

Cari fratelli e sorelle!

Si è da poco conclusa, nella Basilica di San Pietro, la celebrazione eucaristica nella quale ho ordinato nove nuovi presbiteri della Diocesi di Roma. Rendiamo grazie a Dio per questo dono, segno del suo amore fedele e provvidente per la Chiesa! Stringiamoci spiritualmente intorno a questi sacerdoti novelli e preghiamo perché accolgano pienamente la grazia del Sacramento che li ha conformati a Gesù Cristo Sacerdote e Pastore. E preghiamo perché tutti i giovani siano attenti alla voce di Dio che interiormente parla al loro cuore e li chiama a distaccarsi da tutto per servire Lui. A questo scopo è dedicata l’odierna Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. In effetti, il Signore chiama sempre, ma tante volte noi non ascoltiamo. Siamo distratti da molte cose, da altre voci più superficiali; e poi abbiamo paura di ascoltare la voce del Signore, perché pensiamo che possa toglierci la nostra libertà. In realtà, ognuno di noi è frutto dell’amore: certamente, l’amore dei genitori, ma, più profondamente, l’amore di Dio. Dice la Bibbia: se anche tua madre non ti volesse, io ti voglio, perché ti conosco e ti amo (cfr Is 49,15). Nel momento in cui mi rendo conto di questo, la mia vita cambia: diventa una risposta a questo amore, più grande di ogni altro, e così si realizza pienamente la mia libertà.

I giovani che oggi ho consacrato sacerdoti non sono differenti dagli altri giovani, ma sono stati toccati profondamente dalla bellezza dell’amore di Dio, e non hanno potuto fare a meno di rispondere con tutta la loro vita. Come hanno incontrato l’amore di Dio? L’hanno incontrato in Gesù Cristo: nel suo Vangelo, nell’Eucaristia e nella comunità della Chiesa. Nella Chiesa si scopre che la vita di ogni uomo è una storia d’amore. Ce lo mostra chiaramente la Sacra Scrittura, e ce lo conferma la testimonianza dei santi. Esemplare è l’espressione di sant’Agostino, che nelle sueConfessioni si rivolge a Dio e dice: «Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Tu eri dentro di me, e io fuori … Eri con me, e io non ero con te … Ma mi hai chiamato, e il tuo grido ha vinto la mia sordità» (X, 27.38).

Cari amici, preghiamo per la Chiesa, per ogni comunità locale, perché sia come un giardino irrigato in cui possano germogliare e maturare tutti i semi di vocazione che Dio sparge in abbondanza. Preghiamo perché dappertutto si coltivi questo giardino, nella gioia di sentirsi tutti chiamati, nella varietà dei doni. In particolare, le famiglie siano il primo ambiente in cui si “respira” l’amore di Dio, che dà forza interiore anche in mezzo alle difficoltà e le prove della vita. Chi vive in famiglia l’esperienza dell’amore di Dio, riceve un dono inestimabile, che porta frutto a suo tempo. Ci ottenga tutto questo la Beata Vergine Maria, modello di accoglienza libera e obbediente alla divina chiamata, Madre di ogni vocazione nella Chiesa.