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Ricordati di me

Mercoledì 22 febbraio la Chiesa, con il rito dell’imposizione delle ceneri, è entrata nel tempo salutare della Quaresima, cioè i quaranta giorni di “cammino” che portano alla Pasqua di Resurrezione. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha presieduto la liturgia del mercoledì delle ceneri nel Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto.

 

Ricevendo le ceneri le persone si sono sentite dire: “Convertiti, e credi al vangelo”, eco della prima predicazione di Cristo. Questo stesso appello risuonerà per tutta la durata della Quaresima, un tempo che non si sceglie, ma che è offerto, un tempo di conversione, di digiuno, di elemosina e di preghiera. In questo periodo la Scrittura più volte richiamerà i cristiani ad essere veri e autentici dinanzi a Dio, a convertirsi iniziando da un profondo atto di onestà e di verità interiore.

«Gesù – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – invita a non costruirsi una faccia davanti al prossimo ma, all’opposto, accettare di “perdere la faccia” davanti a Dio; in altre parole, lasciare che il giudizio di Dio, che è pur sempre così amorevole e paterno, scenda fin nel profondo del cuore, metta a nudo i segreti della coscienza, sveli ciò che spesso non vorremmo svelare neppure a noi stessi. Accettare questo sguardo purificante e salvatore che ci fa perdere ogni pretesa, ogni convinzione o illusione di essere giusti e ci induce a presentarci davanti a Dio così come siamo, povera gente, peccatori, malati, bisognosi di misericordia: questo è l’atteggiamento che ci salva. L’elemosina verso i poveri, anche se è piccola, - prosegue l’Arcivescovo - ci aiuta ad alzare gli occhi da noi stessi e ad avere compassione per chi stende la mano in cerca di aiuto. La preghiera, poi, non è moltiplicare le parole e i gesti: è porsi nel silenzio e ascoltare le Sante Scritture che ci riportano alla Parola di Dio. Il digiuno, infine, ci aiuta a rinunciare alla concentrazione su noi stessi, al nostro egocentrismo e anche alla smania del consumo che rende la nostra vita inquieta e triste».

Il digiuno e l’elemosina che, insieme alla preghiera, caratterizzano il tempo della Quaresima trovano concretezza nella vicinanza della Chiesa di Spoleto-Norcia alle famiglie colpite dalla crisi economica e dalla conseguente perdita di lavoro. Da alcuni mesi, infatti, un numero sempre maggiore di uomini e donne bussa alle porte della Caritas diocesana, per trovare un aiuto in grado di alleviare la loro condizione di povertà ed indigenza e per guardare avanti con più speranza. Nello specifico, nei primi due mesi del 2012 le persone – in forte crescita quelle italiane - che si sono rivolte alla Caritas sono aumentate notevolmente rispetto allo stesso periodo del 2011. Lievitate anche le domande per poter accedere al Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre: la maggior parte sono nuclei familiari con figli minori a carico, dove è venuto meno l’unico stipendio e dove è cessata la cassa integrazione guadagni. Da segnalare che anche alcune imprese individuali, in crisi per mancanza di commesse, hanno chiesto di poter accedere al suddetto Fondo. La gente – oltre agli aiuti alimentari – chiede alla Caritas un contributo per pagare le utenze domestiche: spesso l’intervento della Caritas, in accordo con i Servizi Sociali dei Comuni, ha evitato l’interruzione della fornitura di acqua, metano o gas, ed energia elettrica. Nelle cinque domeniche di quaresima, allora, le offerte raccolte nelle chiese della Diocesi verranno devolute proprio alle famiglie in crisi economica: è un piccolo gesto di vicinanza che vuole esprimere la presenza e la condivisione della comunità ecclesiale a chi vive situazioni di disagio. Inoltre, proprio nel periodo quaresimale, lunedì 27 febbraio, riapre la Mensa della Misericordia, chiusa da una ventina di giorni per effettuare lavori di ordinaria manutenzione.

 

RIFLESSIONE SULLA QUARESIMA DELLE CLARISSE DI TREVI

La preghiera, ascolto della Parola

 La conversione quaresimale è condotta da Dio mediante la sua Parola. Inizia quindi un periodo nel quale la parola di Dio deve essere ascoltata con particolare intensità e docilità di cuore. Gesù per quaranta giorni nel deserto ha combattuto e vinto il tentatore grazie alla forza della Parola. Nelle domeniche del tempo quaresimale sentiremo risuonare parole forti: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna»; «se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto»; incontreremo Abramo, nostro padre nella fede e i profeti; ascolteremo gli annunci dell’apostolo Paolo; contempleremo Gesù salire a Gerusalemme con determinazione, per offrire la sua vita per la salvezza di tutti. Potremmo cercare di tornare quotidianamente sulle letture ascoltate la domenica, per non lasciar cadere nel vuoto la Parola, ma piuttosto meditarla, custodirla e realizzarla.

Il digiuno, ricerca dell’essenziale

Di cosa abbiamo fame e sete? Da che cosa dipende la nostra vita? Il digiuno cristiano è anche risposta a questa domanda. C’è una fame che non è solo bisogno di “pane”, c’è una insaziabilità e una ingordigia che ci portano a stare davanti al computer incapaci di dire dei “no” o che ci fanno pendere dalla TV che ci riempie di immagini e di parole o che ci spingono a rispondere in modo quasi ossessivo ai nostri bisogni, nel desiderio di procurarci tutto e subito. Il digiuno può riguardare tutto questo e non solo: bisogna imparare a digiunare dal bisogno della stima altrui, dalle parole vane o omicide, dal nostro amor proprio. La conversione quaresimale investe tutto l’uomo nella sua integrità di anima e corpo. Provare a digiunare è dunque una risposta alla domanda: cosa cerco realmente? Cosa riempie la mia vita? Sì, il digiuno aiuta a scavare in profondità, a conoscersi nella propria interiorità, nel segreto dove Dio vede ed è trovato.

L’elemosina, condivisione di quanto ci appartiene

La Quaresima, infine, è anche l’occasione per riflettere su ciò che si possiede, su quanto è veramente necessario, sui beni che possono essere condivisi con i bisognosi. La conversione quaresimale è sempre cammino di amore e solidarietà. Proprio perché si torna a Cristo, si va verso i fratelli: seguendo il Signore Gesù che non ha tenuto come un possesso privato ciò che aveva ma lo ha condiviso con noi (le parole che il Padre gli aveva dato, lo Spirito, la sua stessa vita divina) siamo invitati a fare altrettanto. Più crescono il peso delle tasse e il pericolo dell’indigenza, più occorre aprirsi gli uni agli altri e il cammino della Quaresima è proprio il tempo propizio per allenarci a questo sguardo attento alle necessità di chi ci sta accanto.

Anche noi, con voi, percorriamo questa via. Anche per noi questo è tempo di conversione, di preghiera, digiuno e carità, di silenzio, scandito settimanalmente dalla celebrazione della Via crucis. Nelle vostre parrocchie (nelle quali non mancheranno momenti di incontro ai quali vi invitiamo a partecipare), come nelle nostre comunità e nei monasteri in questo tempo un popolo camminerà sulla via del ritorno a Dio. «Signore, sostienici con la tua fedeltà, fa’ che di giorno in giorno siamo trasformati a tua immagine, convertiti dalla tua grazia». Buon cammino!

Le Clarisse di Trevi