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«Per tutti noi che abbiamo la fortuna di essere spoletini il 14 gennaio è giorno di gioia, di compiacimento, di ritrovata unità. Oggi si fa in noi più consapevole e forte l’amore per il martire Ponziano e per la città che lo ha eletto suo protettore e patrono. Questo amore è motivato anche dalla gratitudine verso un santo che non ci ha mai fatto mancare la sua efficace protezione; ed è un amore che ci induce a guardare a lui come ad un maestro di vita». Questo è il primo pensiero dell’omelia che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha tenuto in duomo sabato 14 gennaio nella festa liturgica di S. Ponziano, patrono della città di Spoleto e dell’intera Chiesa diocesana.

Foto-Gallery primi vespri (13 gennaio 2012)

Foto-Gallery pontificale (14 gennaio 2012)

Foto-Gallery processione (14 gennaio 2012)

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Tantissime persone, nonostante l’incertezza sul carattere festivo o meno della giornata, si sono riversate nella chiesa cattedrale per rendere omaggio al martire Ponziano che, giovane diciottenne, scelse di perdere la vita pur di rimanere fedele a Cristo, preferì la via stretta e solitaria della tribolazione e del sacrificio anziché la via luccicante e affollata del successo terreno. Numerosi i sacerdoti giunti in duomo da ogni angolo dell’Archidiocesi, così come nutrita la rappresentanza delle istituzioni civili e militari del territorio: c’era il Presidente della Regione dell’Umbria, Catiuscia Marini, rappresentanti del Consiglio regionale e provinciale, i parlamentari umbri, i sindaci di Spoleto, Daniele Benedetti, e Norcia, Giampaolo Stefanelli, altri primi cittadini dei comuni della diocesi con tanto di gonfalone. La liturgia è stata animata nel canto dalla Cappella musicale del Duomo.

La solennità di S. Ponziano è, tradizionalmente, occasione per gli Arcivescovi di condividere messaggi di speranza, rivolti tanto alla comunità ecclesiale che a quella civile. La prima è stata invitata dal Presule ad ascoltare il Signore che la chiama a riscoprire la sua verità più splendida ed impegnativa: «Chiesa di Spoleto-Norcia – ha detto mons. Boccardo - sei e devi essere trasparenza di Cristo, rivelazione del suo volto. Qui è messa in questione la tua credibilità di fronte agli uomini e ancor più davanti ai disegni e alla attese che Dio ha su di te! Certo, non mancheranno mai i limiti, i ritardi, le stanchezze e le colpe dei tuoi figli. Ma ciò che comunque è decisivo, insieme all’immancabile bellezza che l’amore di Dio assicura alla sua Chiesa, è che tu, docile all’azione dello Spirito, mantenga fisso lo sguardo su Cristo e ti impegni costantemente a conformarti sempre più a lui, sorgente inesauribile di novità e di santità. Di fronte a tale esigente richiesta, ci chiediamo: le nostre comunità cristiane, nella concretezza della vita quotidiana, non rischiano forse di rimanere troppo chiuse in se stesse, ripiegate su talune tradizioni del passato ritenute intoccabili, sovraccaricate di iniziative pastorali spesso stantie e poco incisive, prevenute e paurose di fronte alle novità e ai rischi, paghe di qualche momento di generica religiosità? Non dovrebbero invece tentare, con umiltà e coraggio, strade nuove ed audaci di evangelizzazione, con la gioia e l’entusiasmo di chi riconosce in Gesù Cristo il Figlio di Dio fatto uomo e trova la risposta vera e piena alle domande e alle esigenze della vita?».

Con il suo martirio S. Ponziano parla anche alla Città che lo venera protettore e difensore, «introducendo – ha detto l’arcivescovo Boccardo - ad una più adeguata comprensione dei valori che devono presiedere ad una retta convivenza civile. Il significato profondo della quale non emerge immediatamente dall’elenco dei diritti e dei doveri della persona, bensì dall’amicizia civile e dalla fraternità. Il campo del diritto, infatti, è quello dell’interesse tutelato e del rispetto esteriore, della protezione dei beni materiali e della loro ripartizione secondo regole stabilite; il campo dell’amicizia, invece, è quello del disinteresse, del dialogo costruttivo, della collaborazione, della disponibilità alle esigenze dell’altro. L’amicizia civile, così intesa, è l’attuazione più autentica del principio di fraternità, inseparabile da quello di libertà e di uguaglianza. Si tratta di un principio rimasto in gran parte non attuato nelle società politiche moderne e contemporanee, soprattutto a causa dell’influsso esercitato dalle ideologie individualistiche e collettivistiche. Questa nostra Città – ha proseguito il Presule nell’omelia - ha bisogno a tutti i livelli di una convinta e generosa stagione di amicizia civile che le consenta di impegnarsi in progetti lungimiranti di sviluppo sociale, economico e culturale che facciano tesoro delle sue molteplici ed operose potenzialità umane, religiose e istituzionali; ha bisogno di una stagione concorde di amicizia civile da vivere virtuosamente con magnanimità, che è la virtù del pensare e del volere in grande, senza attardarsi sul passato o lasciarsi guidare dalla pigrizia psicologica e ideologica del “non si può”, ma guardando al futuro con coraggio, fiducia e intelligente amore».

Nel pomeriggio di venerdì 13 gennaio l'Arcivescovo, nella basilica di S. Gregorio Maggiore a Spoleto, ha presieduto i primi vespri pontificali di S. Ponziano. 

Cronaca della processione del pomeriggio del 14 gennaio. 

 Una folla immensa di spoletini ha partecipato, il pomeriggio di sabato 14 gennaio, alla processione in onore di S. Ponziano, sfidando il pungente freddo e l’incertezza circa il carattere festivo della giornata. Dopo la celebrazione dei secondi vespri in duomo, si è snodato lungo le vie del centro storico della città il corteo religioso presieduto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. All’inizio della processione c’erano oltre cento cavalli e cavalieri: S. Ponziano, infatti, è raffigurato a cavallo ed è invocato come “felice cavaliere del cielo”. Poi, c’erano i rappresentanti delle associazioni di volontariato della città con le loro uniformi, le forze militari, il popolo di Dio, i sacerdoti con l’Arcivescovo, la reliquia di S. Ponziano e le autorità civili e militari. La Sacra testa del patrono è stata portata dalla Confraternita del SS. Sacramento di S. Maria dei Laici di Bevagna e da quella della Misericordia, sempre di Bevagna. Lungo tutto il tragitto della processione, nei due lati, c’era una fila ininterrotta di persone che attendeva il passaggio della reliquia del Santo. Una partecipazione così elevata alle celebrazioni di S. Ponziano non si registrava da alcuni anni. Giunti presso la Basilica dedicata al martire, l’Arcivescovo, prima di entrarvi, ha benedetto e ringraziato i cavalieri presenti. All’interno della chiesa mons. Boccardo ha, invece, ringraziato gli spoletini per la presenza corale e orante alla festa liturgica del patrono. «In questi giorni – ha detto il Presule – si è molto parlato del carattere festivo di questa giornata, dando vita ad un vivace confronto. Nel ringraziare l’Amministrazione comunale per aver fatto chiarezza in merito, sottolineo che comunque la Chiesa avrebbe festeggiato solennemente il Santo patrono. Un pensiero particolare lo vorrei rivolgere – ha proseguito – a quelle persone che hanno avuto il coraggio di tenere chiusi gli esercizi commerciali e che hanno partecipato alle celebrazioni in onore di S. Ponziano, Santo del quale siamo davvero fieri. Sono stato, inoltre, particolarmente colpito nel vedere tante giovani famiglie presenti con i loro bambini, in braccio o nelle carrozzine: rappresentano il presente e il futuro di Spoleto e li affidiamo alla protezione del nostro Santo patrono. Infine, vorrei rivolgere un ulteriore pensiero alla nostra città, ricca di tradizioni e di possibilità per il futuro. Al patrono chiediamo sapienza e saggezza per chi la governa nei suoi tanti aspetti: politici, economici, sociali...».

 

Foto di Antonello Zeppadoro