Accedi

Accedi al tuo account

Nome utente *
Password *
Ricordati di me

Lunedì 19 dicembre 2011 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti alcuni Beati e Venerabili, che potranno così divenire rispettivamente Santi e Beati. Tra di essi quello riguardante un miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Luisa (al secolo: Gertrude Prosperi), dell'Ordine di San Benedetto, Abbadessa del Monastero di S. Lucia di Trevi; nata a Fogliano di Cascia il 19 agosto 1799 e morta a Trevi il 12 settembre 1847. 

Questa notizia ha immediatamente raggiunto tutte le comunità dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia che, ancora una volta, vede uno dei suoi “figli” salire agli onori degli altari. Il primo a venire a conoscenza della firma del Papa al decreto riguardante la Prosperi è stato naturalmente l’Arcivescovo Renato Boccardo che ha affermato: «Rendiamo grazie a Dio onnipotente, il solo Santo, che comunica ai suoi figli il dono della santità, cioè della sua stessa vita. Riconoscendo il riflesso luminoso di questa santità nella “esistenza nascosta” di Maria Luisa in Monastero ci sentiamo incoraggiati e spronati nel nostro personale cammino alla sequela del Maestro: anche per noi è possibile vivere l’amicizia con Dio e far sì che questo rapporto personale con lui dia forma ai pensieri, alle parole e alle azioni». L’ultimo “figlio” della Chiesa di Spoleto-Norcia salito agli onori degli altari è Antonino Fantosati, proclamato Santo in Piazza S. Pietro il 1° ottobre del 2000. Prossimamente la Curia Arcivescovile, in accordo con le Monache Benedettine di Trevi, comunicherà la data della Beatificazione, che si terrà in Diocesi. 

 

Profilo biografico della Prosperi

La Venerabile Maria Luisa Prosperi è nata a Fogliano di Cascia il 15 agosto 1799 da famiglia agiata. Sentendosi chiamata alla vita religiosa, il 4 maggio 1820 entrò nel Monastero delle Benedettine di S. Lucia in Trevi, poco dopo la riapertura a seguito della soppressione napoleonica. La sua breve esistenza è stata caratterizzata da una intensissima vita spirituale accompagnata da fatti e doni straordinari. Nel 1837 divenne Abbadessa del monastero, dove fece rifiorire la piena osservanza monastica. Tre sono i mezzi che praticò fin dalla fanciullezza e che ci indicano la sua formidabile testimonianza: adorazione del SS. Sacramento, contemplazione del Crocifisso, con amorosa fiducia nell'infinita misericordia del suo sacratissimo Cuore, piena consapevolezza dell'incontro con Lui e con i Fratelli nella santa Comunione.

Si esercitò in pratiche penitenziali che oggi ci sembrano quasi impossibili. Ha provato nella sua viva carne l’Agonia del Signore, la Flagellazione, la Coronazione di spine, le percosse, le stimmate al costato ed alle mani. Il Signore le si manifestava in continuità volendola partecipe di tutte le sofferenze della Passione. Ha inoltre provato tutte le insidie del demonio che continuamente la molestava anche con percosse e spaventi notturni. Fu tormentata per cinque anni dal suo direttore spirituale, il Card. Ignazio Cadolini Vescovo di Spoleto prima e di Ferrara poi, che la voleva costringere a riconoscere nelle sue visioni l’opera del demonio e della sua superbia. Significativa fu l’apparizione di Gesù sotto l’aspetto di pellegrino nel parlatorio grande, vicino all’ultima grata a destra, dove anche oggi, qualche volta, si sente un profumo meraviglioso. Morì, soffrendo tutti i momenti della Passione del Signore, il 12 settembre 1847, alle ore 15, in un estremo incontro con lo “Sposo sofferente”. Le sue spoglie riposano nella chiesa di S. Lucia, vicino al cancello che immette nel coro, decorosamente ricomposte dietro una nuova lapide del 1950. Nell’Archivio diocesano di Spoleto sono conservate moltissime sue lettere, sia originali, sia copiate dal suo confessore il gesuita P. Paterniani, il quale scrisse la prima vita, stampata poi nel 1870. L’anima eletta di Donna M. Luisa Prosperi vigila ancora sul Monastero di S. Lucia, su Trevi e su quanti desiderano che il Monastero continui il suo cammino come polo di attrazione per una intensa vita spirituale.

Il processo diocesano per il riconoscimento delle virtù eroiche della Prosperi è stato avviato nel 1914 dal Vescovo di Spoleto Pietro Pacifici. Sospeso per le vicende belliche del ‘900, è stato riaperto ufficialmente dall’Arcivescovo Ottorino Pietro Alberti il 13 dicembre 1987. É stato chiuso dall’Arcivescovo Antonio Ambrosanio il 13 dicembre 1991.