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Ricordati di me

Avvio ProcessioneLunedì 13 giugno scorso si è celebrata la festa di Sant’Antonio di Padova. A Spoleto, città nella quale è stato canonizzato, se ne è fatta memoria nella chiesa di Sant’Ansano, parrocchia della Cattedrale. La Santa Messa solenne è stata celebrata dall’Arcivescovo Renato Boccardo. Molte le persone che si sono radunate nella chiesa, ubicata nella parte vecchia della città, per rendere omaggio al Santo discepolo di San Francesco: c’erano gli anziani, maggiormente devoti e legati alla figura del Santo; non mancavano però i più piccoli, molti ancora nei passeggini, che iniziano a conoscere la figura di questo grande predicatore.

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A concelebrare insieme al vescovo c’erano i presbiteri della parrocchia: mons. Luigi Piccioli, parroco della Cattedrale, don Jozef Gercàk, parroco coadiutore, don Simone Maggi, vicario parrocchiale. C’erano anche altri sacerdoti della città. Il servizio liturgico è stato svolto dai Frati Cappuccini di Spoleto. Nell’omelia il Vescovo ha ricordato come i cristiani sono loro stessi dei discepoli: sono desiderosi di imparare e guardano con ammirazione ai Santi. “Antonio stesso, ha detto, è un modello di vita cristiana perché ha saputo ascoltare in Vangelo. Noi stessi, infatti, ricordiamo Sant’Antonio per le sue doti di grande comunicatore”. Il Vescovo ha poi invitato l’assemblea a seguire due passioni di sant’Antonio. La prima è quella per Dio: “dobbiamo essere cristiani ogni giorno, dobbiamo imparare a realizzare il bene, non a parole ma con i fatti concreti. La seconda – ha continuato – è la grande passione di Antonio per Dio, che scaturisce dalla sua passione per gli uomini”. La celebrazione eucaristica è stata animata dai bambini della parrocchia che hanno ricevuto la prima Comunione lo scorso mese di maggio. Al termine della celebrazione si è svolta una processione, per le vie del centro storico della città, nella quale mons. Boccardo ha invitato le persone a viverla come un momento per tendere l’orecchio a Dio e non come una devozione esteriore, fatta solo di gesti. Alla fine della processione c'è stata la  benedizione dei bambini e dei ragazzi. La serata si è conclusa con un momento di fraternità nei locali del complesso di S. Ansano.