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Ricordati di me

S. Gregorio, o protettore, volgi a noi gli occhi pietosi. Deh ascolta i figlio tuoi che ti pregan con fervore nel tuo tempio o sacerdote del Signore”. È il ritornello dell’inno a S. Gregorio presbitero che il pomeriggio del 30 gennaio 2020 è risuonato nella bella basilica di S. Gregorio Maggiore a Spoleto, dove l’arcivescovo Renato ha presieduto una solenne Eucaristia in onore del compatrono della Città. Col Presule hanno concelebrato il parroco mons. Luigi Piccioli e gli altri sacerdoti della Pievania di Santa Maria. Ha animato la corale della Pievania diretta da Beatrice Bernardini.

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Nell’omelia mons. Boccardo si è soffermato sulla Lettera di S. Paolo a Timoteo, nel passaggio in cui l’Apostolo delle genti gli dice di ricordarsi di Gesù Cristo risorto dai morti. «S. Gregorio – ha detto il Presule – ripete a noi la stessa raccomandazione. Fu uomo e prete generoso, pose al centro della sua vita la Parola di Gesù. Ricordare – ha proseguito - non è esercizio intellettuale, ma di vita: si tratta di un ricordo generativo che consente di mettere Cristo al centro dei nostri modi di pensare e di agire. Oggi purtroppo siamo immersi nella mediocrità, che ci svuota e non ci accontenta. S. Gregorio ci dice che è più facile essere santi, avere cioè nostalgia di grandi ideali».

La passio Gregorii racconta la vicenda di un presbitero che viveva a Spoleto tra digiuni e preghiere: denunziato da Tircano al tiranno Flacco, mandato a Spoleto dagli imperatori Diocleziano e Massimiano per processare i cristiani, per la sua fede e per il suo proselitismo,. Gregorio sanava gli infermi, rendeva la vista ai ciechi, convertiva al cristianesimo molti pagani. Per questo viene arrestato e sottoposto a processo, strutturato su un dialogo, infarcito dei soliti luoghi comuni con asserzioni apologetiche, e a successive torture sempre superate fino alla sentenza di decapitazione avvenuta nell’anfiteatro. Il suo corpo, racconta, la passio, abbandonato nell’anfiteatro, fu riscattato per trentacinque denari d’oro dalla matrona Abbondanza che lo seppellì vicino alle mura della città nel luogo dove poi sorse la chiesa collegiata di San Gregorio Maggiore. Il dies natalis di Gregorio presbitero è fissato al 30 gennaio 303. Il santo è venerato anche a Metz, Verdun, Lussingrande, Colonia e Caldarola.