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Ricordati di me

La sera del 14 agosto 2019, come da antica tradizione, si è svolta a Spoleto la processione dell’Assunta dalla Basilica di S. Gregorio alla Cattedrale, presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Nelle strade della Città è stata portata anche la Santissima Icone custodita nel Duomo. Tanti, come sempre, i fedeli presenti che hanno affidato le gioie e le pene della vita alla Vergine Maria. Presente il vice sindaco della Città Beatrice Montioni, in fascia tricolore, e il Gonfalone della Città. Ha animato nel canto la Cappella Musicale del Duomo. Lungo il tragitto nel centro storico di Spoleto sono stati letti passaggi del Vangelo, del Catechismo della Chiesa Cattolica e dell’Esortazione Apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium inerenti alla vita della Madre di Dio.

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Questi testi sono stati intervallati da alcune intenzioni di preghiera, dalla recita del Padre Nostro, di dieci Ave Maria, del Gloria al Padre e di un canto mariano. Uno dei passaggi significativi su cui Arcivescovo, presbiteri e fedeli hanno riflettuto è quello dove il Pontefice definisce Maria «Madre premurosa di tutta l’umanità.  È colei che sa trasformare una grotta per animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza. Lei è la piccola serva del Padre che trasalisce di gioia nella lode. È l’amica sempre attenta perché non venga a mancare il vino nella nostra vita. È colei che ha il cuore trafitto dalla spada, che comprende tutte le pene. Quale madre di tutti, è segno di speranza per i popoli che soffrono i dolori del parto finché non germogli la giustizia. È la missionaria che si avvicina a noi per accompagnarci nella vita, aprendo i cuori alla fede con il suo affetto materno. Come una vera madre, cammina con noi, combatte con noi, ed effonde incessantemente la vicinanza dell’amore di Dio» (Evangelii gaudium 286).

Giunti in Cattedrale, l’Arcivescovo si è inginocchiato dianzi alla Santissima Icone e ha recitato questo atto di affidamento alla Vergine:

Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
luce e vanto di questo tuo popolo
che a te da sempre si affida,
come figli amati non ci stanchiamo di guardare a te
e di cercare nei tuoi occhi materni
i segni della tua predilezione
e la premessa di ogni nostra speranza.


Dopo aver percorso questa sera le vie della nostra città,
la tua SS.ma Icone fa ritorno alla quiete della Basilica Cattedrale,
ma tu non cessi di essere vicina
e partecipe delle vicende di tutti noi e delle nostre famiglie.


Insieme con il nostro Paese, Spoleto implora il tuo aiuto:
risvegliala alla superiore sapienza
e alle certezze cristiane dei padri,
perché - tu lo sai - il sonno della vera fede
troppo spesso sprigiona dalle menti e dai cuori
i mostri dell'irrazionalità
e del fanatismo senza freni e senza misericordia.


Guida i tuoi figli, o Madre,
sulla strada impervia e sicura del Vangelo,
e aiutali a seguire senza riserve Gesù,
il frutto benedetto del tuo grembo.


Suscita nella nostra Chiesa diocesana
il coraggio e la passione apostolica
di annunziare a tutti
la verità splendente della Trinità beata
e la gioia del Vangelo.


Accanto al Figlio tuo
asceso alla dimora splendente di Dio,
anche tu regni affettuosa e beata.

Al Re dell'universo, della storia, delle coscienze,
parla di noi, dolcissima Madre!

Egli certo ti ascolta
e per tua intercessione ci donerà
una stagione di serenità, di concordia, di pace.

Amen.