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Ricordati di me

Nella sera di mercoledì 17 luglio 2019, improvvisamente, è tornato alla Casa del Padre don Natale Rossi, parroco emerito di S. Giorgio di Cascia, 97 anni di età e 70 di sacerdozio celebrati lo scorso 30 giugno: LEGGI QUI LA NOTIZIA. Era il sacerdote più anziano dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Il funerale sarà celebrato venerdì 19 luglio alle ore 15.00 a S. Giorgio di Cascia, presieduto a nome dell’Arcivescovo Renato Boccardo, impegnato con i Vescovi dell’Umbria a Sarajevo, da mons. Gino Reali vescovo di Porto-Santa Rufina, già vicario generale della nostra Archidiocesi.

«Ricordo con animo grato – afferma l’Arcivescovo – il servizio generoso di don Natale alla Chiesa di Spoleto-Norcia, in particolare alla comunità di S. Giorgio di Cascia e ad altre dell’Altipiano di Avendita. Nel ricordo del bel momento di preghiera vissuto lo scorso 30 giugno in occasione dei suoi 70 anni di Messa, innalzo preghiere di suffragio perché il Signore, per intercessione di S. Giorgio, di Santa Rita e di S. Vincenzo Pallotti, accolga questo umile servitore del Vangelo nel gaudio e nella pace eterna».

Resoconto esequie. 

Venerdì 19 luglio 2019 a S. Giorgio di Cascia, è stato celebrato il funerale di don Natale Rossi, parroco emerito di S. Giorgio di Cascia, 97 anni di età e 70 di sacerdozio celebrati lo scorso 30 giugno. Era il sacerdote più anziano della nostra Chiesa particolare. La celebrazione è stata presieduta da mons. Gino Reali vescovo di Porto-Santa Rufina, già vicario generale della nostra Archidiocesi, a nome dell’arcivescovo Renato Boccardo, impegnato con i vescovi dell’Umbria a Sarajevo.

Ad accogliere i fedeli il parroco dell’Altipiano di Avendita padre Kiran Madanu, che ha tracciato a grandi linee la vita del defunto, vissuta tutta nell’Altipiano tra Cascia e Norcia: nato a Colle di Avendita il giorno di Natale del 1922, divenuto sacerdote nel 1949 raggiungendo il desiderio di essere “un prete buono” che lo aveva accompagnato sin da bambino, ha trascorso il suo ministero tra S. Giorgio, Logna, Colforcella e il suo paese d’origine, tutte nel Comune di Cascia. Conosciuto, dunque, non solo dagli abitanti che popolano la zona durante l’anno ma anche da coloro che vivono nelle città e che trascorrono il periodo estivo qui, molti dei quali presenti.

«Porto il saluto dell’arcivescovo Renato – ha esordito mons. Reali – che ha espresso stima e affetto nei confronti di don Natale; sentimenti che ha detto essere maturati nel tempo, soprattutto per la semplicità e la dedizione al servizio pastorale». Il Vescovo di Porto-Santa Rufina ha poi continuato, richiamando i tre aspetti della preghiera delle esequie. Anzitutto il saluto a una persona che ha fatto parte della nostra comunità, che è stato un dono. In secondo luogo, il suffragio che si chiede a Dio non solo per don Natale ma perché vengano rimessi i peccati a tutti noi, anche per intercessione dell’anima defunta. In ultimo, si esprime la gratitudine verso quest’uomo, sacerdote e amico, compagno di strada attento e paziente. «Grazie per l’amore che ha avuto verso la Chiesa, prima di Norcia e poi di Spoleto-Norcia; grazie per quanto ha fatto per tutti i sacerdoti e gli abitanti sangiorgini e di tutte le frazioni circostanti», ha detto mons. Reali». «Sono convinto – ha proseguito il Presule - che ognuno di noi qui presente abbia un espediente da raccontare della propria esperienza con don Natale. Noi, da giovani sacerdoti, abbiamo imparato da lui l’aiuto, l’incoraggiamento, il sostegno. Era un prete accanto a tutti, vicino alla sua comunità, particolarmente attento verso i malati. Ci spingeva ad andare oltre. Grazie dell’esempio! Mi è rimasto impresso come si accostava costantemente al sacramento della riconciliazione, suscitando anche l’imbarazzo di giovani sacerdoti che si trovavano a far da confessori. Don Natale diceva sempre: “Dobbiamo compiere ognuno il nostro dovere: non fermiamoci all’interesse personale, la strada da seguire è quella della comunione; non primeggiare ma fare l’interesse di tutti”. Preghiamo affinché ci siano sacerdoti che, come lui, ci aiutino a curare la vita pastorale, che sappiano custodire quel che hanno ricevuto e fortificarlo».

Al termine della celebrazione, mons. Reali ha salutato tutti i presenti, dai parenti, agli amici, ai sacerdoti concelebranti, tra cui il vicario generale dell’Archidiocesi mons. Luigi Piccioli, i consacrati della Società d’apostolato cattolico di S. Vincenzo Pallotti e altri provenienti dalle Marche.