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A Trevi, sopra un colle a quota 500 metri da dove si domina la valle spoletana sottostante, c’è il Santuario della Madonna di Sant’Arcangelo. La dedicazione a S. Michele rivela l’origine longobarda di questo luogo, che dal 1177 è citato come dipendente dell’Abbazia benedettina di S. Pietro in Bovara. Nel corso del tempo la chiesa è stata rimaneggiata varie volte, della costruzione romanica originale infatti rimane solamente parte della facciata, il portale e la parete a nord. All’interno di particolare interesse troviamo il bell’affresco di scuola umbra della Madonna con Bambino, opera attribuita a Bartolomeo da Miranda. La chiesa è al momento inagibile.

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La tradizione vuole che in questo luogo la Vergine apparve miracolosamente a una pastorella nel 1646. Da quel momento incominciò un flusso di fedeli che raggiungevano il santuario anche dalle zone limitrofe, tanto che il Comune si vide costretto a ingrandire la strada che conduceva qui. Il giorno di Pentecoste dalle varie frazioni di Trevi partivano delle processioni fino a S. Arcangelo e lì tutti insieme si celebrava l’Eucaristia. Quest’anno a causa delle precarie condizioni statiche della chiesa ciò non è stato possibile. E allora il parroco don Jozef Gercàk ha organizzato una celebrazione eucaristica successiva: sabato 6 luglio 2019, infatti, lungo la strada che conduce al Santuario, dinanzi ad una immagine della Madonna di Sant’Arcangelo, l’arcivescovo Renato Boccardo ha celebrato la Messa. Numerosi i fedeli presenti, tra cui i seminaristi della Diocesi (uno di loro, Luca Gentili, è proprio nativo di Pigge di Trevi, a pochi passi dal santuario, ndr) e le Sorelle dell’Eremo Francescano di Campello sul Clitunno. Per il Presule si è tratta della prima visita a questo Santuario.

Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato che «è desiderio di noi che siamo qui di affidarci a Maria, qui venerata da secoli. Mi piace pensare allora alle tante gioie e alle tante sofferenze che nel corso dei secoli questa immagine, situata in mezzo a questo bellissimi ulivi, ha raccolto. Siamo qui per imparare dalla Vergine a fare quello che Gesù ci dice: ella, infatti, come alle nozze di Cana, indica al Figlio ciò che è necessario alla nostra vita affinché non fallisca, ma sia bella e buona in Cristo, in colui che ci dà luce, forza e sapienza. Preghiamo – ha concluso il Presule – per quanti nel corso del tempo sono saliti qui: per i vostri cari defunti chiediamo a Maria di accompagnarli a contemplare il volto misericordioso del Signore».