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Festa grande nelle comunità di Gualdo Cattaneo e Pomonte per i 35 anni di sacerdozio del parroco don Bruno Molinari. Lunedì 1° luglio 2019, nello spazio della pro loco di Pomonte, l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica di lode e ringraziamento a Dio per il sacerdozio di don Bruno, ordinato nella cattedrale di Spoleto nel 1984 (proprio il 1° luglio, ndr) dall’arcivescovo Ottorino Pietro Alberti. Col Presule hanno concelebrato: don Giuseppe Iavarone parroco di Giano dell’Umbria e Pievano della Pievania di S. Felice, don Emo Moretti, CPPS, parroco di Bastardo di Giano dell’Umbria, don Ernesto Di Fiore, CPPS, vicario parrocchiale di Bastardo, don Vito Stramaccia priore di Montefalco, don Claudio Vergini priore di Bevagna e don Mariano Montuori parroco di Castel Ritaldi.

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Tantissimi i fedeli presenti, giunti anche dalle parrocchie guidate da don Bruno prima di giungere nel 2010 a Gualdo Cattaneo e Pomonte: Triponzo, Ponte, Rocchetta e Nortosce nel Comune di Cerreto di Spoleto; Poggioprimocaso, Atri e Giappiedi nel Comune di Cascia; le comunità del Comune di Castel Ritaldi; Verchiano di Foligno e Sellano. La liturgia è stata animata dalla corale della Pievania di S. Felice. Presente il sindaco di Gualdo Cattaneo Enrico Valentini, autorità civili e militari. Da Piacenza, città di origine di don Bruno, sono giunte due delle tre sorelle; l’altra ha partecipato da casa con la preghiera. Nell’omelia mons. Boccardo ha ringraziato Dio per aver fatto sentire al «giovane Bruno la stessa chiamata di Abramo: lascia la tua terra e va dove io ti indicherò». Per don Bruno si è trattato di lasciare l’Emilia Romagna, esattamente la città di Piacenza, per giungere in Umbria come seminarista e poi prete nella Diocesi di Spoleto-Norcia. «Don Bruno – ha detto l’Arcivescovo – nelle comunità dove è passato si è posto in mezzo tra Dio e il popolo per parlare bene al primo delle persone affidate alle sue cure pastorali. Rendiamo grazie per il dono del tuo ministero che Dio ha voluto che si svolgesse in queste nostre vallate». Poi, l’appello di mons. Boccardo: «Come vorrei che qualcuno dei giovani qui presenti dicesse: vorrei fare come don Bruno. Anche perché, cari amici, non è più possibile inviare un prete in ogni parrocchia. E non è giusto ricorrere sempre ad altre Chiese sorelle, spesso di missione e che hanno anche loro un gran bisogno di evangelizzazione, per avere presbiteri. Una Chiesa che non produce i suoi preti è malata. Preghiamo allora affinché si crei nelle famiglie e nelle parrocchie quel clima di ascolto e di condivisione che possa permettere ai giovani di fare discernimento e di considerare anche la via del sacerdozio. Spesso viene detto che la vita del prete non è facile, che il prete non è felice: come vedete noi che siamo qui non siamo né scontenti né depressi. Anzi, gioiamo ogni giorno di più per la scelta fatta. La vita del prete è facile e difficile alla stessa maniera di come è facile e difficile la vita matrimoniale». Al termine dell’omelia il Presule si è così rivolto al festeggiato: «Caro don Bruno, il Signore sia con te oggi, domani e sempre».

Al termine della Messa don Bruno ha ricordato questi 35 anni, ringraziando Dio, la sua famiglia, la Chiesa di Spoleto-Norcia con tutti i vescovi che ha conosciuto e con cui ha avuto un rapporto filiale (Ottorino Pietro Alberti, Antonio Ambrosanio, Riccardo Fontana, Renato Boccardo), le comunità che ha servito come parroco. «Uno dei frutti più belli del mio ministero – ha detto commosso – è stato il poter accompagnare in seminario e poi al sacerdozio un ragazzo de La Bruna di Castel Ritaldi: don Claudio Vergini che è qui e che oggi è priore di Bevagna». I bambini della scuola materna di Pomonte hanno regalato a don Bruno vari disegni da loro realizzati. La serata si è conclusa con un momento di fraternità.