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Ricordati di me

“Nel volgere di una decina di giorni sarà approvata l’Ordinanza attuativa per il secondo piano di ristrutturazione dei beni culturali: l’ha assicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, partecipando nelle giornata di lunedì 3 giugno 2019 presso la sede della Cei a una riunione con i vescovi delle diocesi terremotate del Centro Italia”. Lo riferisce una nota diffusa dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. “Nell’incontro – si legge nella nota -, promosso dalla Segreteria Generale e presieduto dal card. Gualtiero Bassetti, sono state rappresentate dai Pastori le istanze delle comunità locali e la loro sofferenza, a fronte di uno Stato percepito come lontano o comunque in ritardo nel processo di ricostruzione.

Al presidente del Consiglio è stato condiviso anche il disagio legato a un impianto legislativo stratificato nel corso del tempo e appesantito dai tempi della burocrazia. L’ordinanza ha una copertura di 300 milioni di euro; fisserà le modalità per l’avvio della ricostruzione di circa 600 chiese – rispetto alle 3mila danneggiate dal sisma – individuate da un anno e mezzo secondo criteri di priorità stabiliti dalle diocesi con il coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni. I vescovi hanno evidenziato come le chiese costituiscano – oltre che un luogo di culto per la fede – un essenziale riferimento aggregativo a servizio del bene comune: riaprirle diventa risposta al senso di sfiducia e di solitudine, nonché via imprescindibile per rilanciare la presenza turistica. Il presidente Conte, affiancato dal capo-gabinetto Alessandro Goracci, si è fatto interprete di un approccio pragmatico, che – sul piano attuativo – riveda l’impianto legislativo, agevolando l’opera di ricostruzione”.

Presente naturalmente anche il nostro Arcivescovo, che commenta: «L’incontro con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato particolarmente cordiale e interessante. Il Presidente ha manifestato grande attenzione a quanto noi vescovi delle zone terremotate gli abbiamo comunicato, a partire dalla preoccupazione per il tessuto sociale: prima che il tema della ricostruzione degli edifici pubblici e delle chiese, infatti, abbiamo fatto presente al Presidente l’importanza di dare dei segnali concreti finalizzati alla ricostruzione della vita quotidiana per evitare, tra l’altro, lo spopolamento di queste zone montante. Il Presidente ricordava molto bene il suo incontro con la popolazione a Norcia qualche giorno fa e quando io gli ho detto, ripresentando la situazione nostra con le urgenze che abbiamo circa le case, le chiese e il tessuto sociale-economico, mi ha detto: ho ben presente, la gente me lo ha detto. Conte ha assicurato a noi vescovi che si impegnerà personalmente in tutta l’opera della ricostruzione. Noi gli abbiamo chiesto anche di facilitare i diversi passaggi burocratici, in quanto siamo tutti vittime di un grave ritardo a causa delle leggi che disciplinano queste procedure. Gli abbiamo, infine, chiesto di semplificarle e di facilitare il lavoro di tutti. Il Presidente ha detto che se ne farà carico in prima persona, coinvolgendo tutti gli enti che sono interessati. Abbiamo speranza proprio per la concretezza che il Presidente Conte ha manifestato che questo non sia un incontro come tutti quelli che lo hanno preceduto, dove abbiamo ascoltato tante promesse e visto poche realizzazioni: questo incontro può segnare davvero un cambio di passo in questa grande opera della ricostruzione che tutti ci attende».