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Ricordati di me

Sabato 13 gennaio 2019 alle ore 17.30 nella Basilica Cattedrale di Spoleto l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha presieduto una celebrazione vespertina che ha dato il via alla solennità di S. Ponziano, martire e patrono della Città e dell’intera Archidiocesi.  Molti i presbiteri e i fedeli presenti. Ospite d’eccezione il card. Ernest Simoni per 28 anni prigioniero della dittatura albanese. Dinanzi all’altare era stata posta una grande croce e la reliquia di S. Ponziano.

VIDEO TESTIMONIANZA CARDINALE - FOTO 

Ricordo degli Apostoli. Nella celebrazione è stata fatta memoria degli apostoli: Simone, Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo e Giuda Iscariota, il quale tradì Gesù e dopo il suo posto fu preso da Mattia. A questi, lo stesso Gesù associò poi Paolo di Tarso.

Ricordo dei martiri della Chiesa di Spoleto-Norcia. E dopo gli Apostoli, è stata ricordata una grande schiera di uomini e donne che nella Chiesa di Spoleto-Norcia hanno tenuta accesa la luce della verità e hanno avuto il coraggio di proclamare, in ogni epoca, di fronte ad ogni potere e ogni persecuzione, che Cristo è il Signore della vita. Molti di loro hanno testimoniato la fede fino al martirio proprio in questa valle spoletana. Mentre una voce fuori campo ha elencato questo martiri, di volta in volta alcuni fedeli hanno recato un cero acceso presso la grande Croce: Vincenzo, vescovo di Bevagna, e Benigno, diacono, martirizzati dal proconsole Porfirio il 6 giugno dell’anno 70; Paleria, martirizzata a Spoleto con i 4 figli presso il Ponte Sanguinario il 13 gennaio 154; Saturnino, vescovo di Spoleto, martirizzato sotto Diocleziano nel 290; Felice, vescovo di Martana, decapitato dal proconsole Tarquinio il 30 ottobre 299; Sabino da Sulmona, vescovo di Spoleto, mandato a morte dal tribuno Lucio il 30 dicembre 301 insieme con Marcello, Esuperanzio e Venustiano; Emiliano, vescovo di Trevi, decapitato presso un ulivo a Bovara il 28 gennaio 302 con i diaconi Ilariano, Dionisio ed Ermippo; Primiano, laico di Spoleto, martirizzato presso il Ponte Sanguinario il 31 agosto 302; Gregorio, presbitero di Spoleto, ucciso con altri 100 spoletini sotto il proconsole Flacco il 24 dicembre 303; Barattale, diacono, decapitato presso il Ponte Sanguinario nel 303; Lorenzo, Ercolano, Teutilla e Isacco, discepoli di San Brizio, decapitati il 10 dicembre 303 nel Fosso Arenario, a Foligno; Quintino, presbitero di Spoleto, martirizzato nel 303; Giovanni, arcivescovo di Spoleto, decapitato il 5 gennaio 304; Vitale, soldato, con Lorenzo presbitero, Mauro e Asello, uccisi a Terzo La Pieve nel  304; Serena, nobildonna, martirizzata il 30 gennaio 305. Tra loro, brilla il nostro patrono, il giovane Ponziano, decapitato presso il Ponte Sanguinario il 14 gennaio 175. A questo punto è stato letta la passione di del santo martire spoletino.

Poi, c’è stata la testimonianza del card. Ernest Simoni: di famiglia cattolica, all'età di 10 anni entrò nel collegio francescano del suo paese natale dove rimase fino al 1948, quando il regime comunista di Enver Hoxha chiuse il convento ed espulse i novizi. Dal 1953 al 1955 fu impegnato nel servizio militare obbligatorio e, dopo aver portato a termine clandestinamente gli studi teologici, ricevette l'ordinazione sacerdotale il 7 aprile 1956. Il 24 dicembre 1963, dopo la celebrazione della Messa di Natale, fu arrestato dalle autorità comuniste. Incarcerato e torturato, venne condannato a morte, ma la pena fu successivamente commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati. Una nuova condanna a morte venne emessa nei suoi confronti nel 1973, con l'accusa di aver istigato una sommossa, ma la testimonianza favorevole di uno dei suoi carcerieri fece sì che, ancora una volta, la condanna non venisse eseguita. Dopo 18 anni di lavori forzati, nel 1981 venne liberato, pur continuando ad essere considerato "nemico del popolo" dalle autorità del regime, e costretto a lavorare nelle fogne di Scutari. Egli continuò tuttavia clandestinamente il ministero sacerdotale fino alla caduta del regime comunista nel 1990. Papa Francesco lo ha creato Cardinale nel Concistoro del 19 novembre 2016.

 

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