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Ricordati di me

La Chiesa il 22 novembre ha celebrato la memoria liturgica di Santa Cecilia: visse tra il II e il III secolo, benefattrice dei pontefici e fondatrice di una delle prime chiese di Roma, sposò il nobile Valeriano e secondo la sua Passio il giorno delle nozze confidò, cantando, al suo sposo il desiderio di restare vergine. Per questo è patrona della musica. L’Ufficio liturgico della Chiesa di Spoleto-Norcia ha organizzato, nella serata di giovedì 22 novembre 2018, due momenti per ricordare questa Santa: un incontro (alle 19.00) tra l’arcivescovo Renato Boccardo e i direttori dei cori parrocchiali nella sala lettura “don Andrea Bonifazi” della Biblioteca del Palazzo Arcivescovile di Spoleto e la celebrazione eucaristica (alle 21.00) in Duomo con tutti i membri dei cori.

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Nel primo momento mons. Boccardo ha ringraziato i direttori presenti, una dozzina, per il servizio prezioso che i cori svolgono nelle parrocchie. Il Presule ha ricordato come il compito del coro è quello di «aiutare la gente a partecipare bene alla celebrazione eucaristica. Esso deve sostenere e trascinare l’assemblea dei fedeli a pregare bene anche col canto. Sono consapevole che il risultato non è sempre eccellente, musicalmente parlando, ma in questa dimensione il coro è importantissimo. Non basta poi avere una bella voce – ha proseguito l’Arcivescovo – e conoscere alla perfezione la musica: si deve essere consapevoli che si sta svolgendo un servizio liturgico». Per questo l’Arcivescovo e don Edoardo Rossi, direttore dell’Ufficio liturgico e parroco dei Santi Pietro e Paolo, hanno sottolineato l’importanza di una formazione pastorale oltre che tecnica dei membri dei cori. Solo così, è stato detto, si arriverà in modo naturale a scegliere brani musicali legati a quanto si sta celebrando, corrispondenti ai vari momenti dell’anno liturgico. Don Edoardo, poi, ha annunciato che a breve verrà predisposto un elenco di canti adatti alla celebrazione dei matrimoni da offrire ai nubendi. Mons. Boccardo ha ancora una volta chiarito che nelle chiese non si possono fare concerti, recite e altre cose simili. «E ciò – ha detto - non per un “pallino” del Vescovo, ma perché la chiesa è il luogo consacrato (altare e muri) per le cose di Dio, per celebrare quegli eventi che segnano la salvezza del popolo. La chiesa, luogo dove si celebra l’azione liturgica, non è quindi un edificio che può ospitare di tutto e purtroppo stiamo perdendo il rispetto dei luoghi sacri». Il Presule ha parlato anche delle elevazioni spirituali che invece sono ammesse in chiesa perché sono dei momenti che aiutano la riflessione e la preghiera con testi e canti. Si possono organizzare come momenti di interiorizzazione in preparazione al Natale, alla Pasqua, alla festa del Patrono. «Ma – ha sottolineato mons. Boccardo – vanno preparate e spiegate bene».

È seguito un dialogo tra il Vescovo e i direttori dei cori, dove è emersa la difficoltà nel portare avanti questo servizio a causa della poca perseveranza dei coristi, che fanno fatica ad assumere servizi costanti, che non sempre partecipano alla Messa. Il responsabile del coro parrocchiale di S. Venanzo di Spoleto ha condiviso l’esperienza avviata nella comunità guidata da don Paolo Peciola: un corso di chitarra per i bambini della catechesi e fargli così assaporare lo stile del servizio in parrocchia. La sfida, hanno sottolineato, sarà farli innamorare anche del resto della vita parrocchiale. «So che non è facile – ha risposto mons. Boccardo – ma perseverate senza frustrazioni inutili, anche se i risultati non saranno proporzionati all’impegno profuso. Vale la pena, andate avanti. Il vostro servizio è come una semina: chissà che un giorno, quando questi bimbi saranno adulti, non tornerà utile anche questo piccolo corso di chitarra per riprendere un colloquio con Dio, per parlare nuovamente con un sacerdote».

Nell’omelia alla Messa in Cattedrale, animata da tutti i coristi presenti e concelebrata da mons. Luigi Piccioli vicario generale, da don Sem Fioretti rettore del Duomo, da don Riccardo Scarcelli parroco di S. Nicolò e don Edoardo Rossi parroco dei Santi Pietro e Paolo, l’Arcivescovo ha ribadito ai cantori presenti che il «vostro servizio è prezioso, date voce melodiosa a ciò che le persone portano nel cuore e così il canto diventa preghiera: anche nelle parole e nelle note trovano risposta le gioie, le speranze, le angosce e le paure dell’uomo. Grazie perché aiutate a cantare le lodi del Signore». Al termine della celebrazione, che mons. Boccardo ha annunciato verrà ripetuta a livello diocesano anche nei prossimi anni, Vescovo e coristi hanno fatto una foto di gruppo dinanzi all’altare.