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Ricordati di me

Nella festa della natività della Beata Vergine Maria, 8 settembre 2018, la Chiesa di Spoleto-Norcia ha lodato e ringraziato il Signore per il dono di un nuovo diacono. Al Santuario della Madonna della Stella in Montefalco, infatti, l’Arcivescovo ha conferito il primo grado dell’ordine sacro al seminarista Pier Luigi Morlino, nato il 26 gennaio 1988, della parrocchia di S. Venanzo in Spoleto. Una liturgia molto partecipata nel numero e, soprattutto, nell’intensità di preghiera. Molti i presbiteri presenti, così come i seminaristi della Diocesi e quelli giunti dall’Almo Collegio Capranica di Roma, dove Pier Luigi si sta formando in vista del sacerdozio.

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Emozionati i familiari: il papà Renato (diacono permanente), la mamma Maria Grazia, i fratelli Ciro e Francesco, la cognata, i nipoti, i molti parenti presenti. La liturgia è stata animata dai cori della parrocchia di S. Venanzo e del Santuario de La Stella. Giunti anche rappresentanti delle parrocchie romane dove Pier Luigi in questi anni ha prestato servizio come seminarista.

Omelia dell’Arcivescovo. «La festa che stiamo celebrando – ha detto mons. Boccardo nell’omelia - ci invita anzitutto a contemplare la Vergine Maria nel quadro del disegno divino di salvezza, un disegno che parte dall’eternità, ci raggiunge nel tempo e ci conduce verso la pienezza della vita, cioè alla totale e gloriosa confor­mi­tà a Gesù. La natività della Vergine è un capitolo di questo progetto di Dio, come pure il nostro convenire questa mattina presso il Santuario della Madonna della Stella è un momento di grazia e si inserisce nel piano divino, che accogliamo con gioia dall’inter­ces­sione di Maria e vogliamo ora leggere insieme nelle sue coordinate spirituali e san­tificanti». «Questo Santuario – ha proseguito il Presule - testimonia la prossimità materna della Vergine Maria ai fratelli del suo Figlio. Da oltre 150 anni le genti della vallata di Spoleto e delle contrade vicine ven­gono qui a riascoltare il messaggio rivolto dalla Madre di Gesù al piccolo Righetto: «Sii buono!». Parole semplici e immediate, che risuonano ancora una volta nella nostra as­semblea e sembrano rivolte specialmente a te, caro Pier Luigi, che le ricevi questa mat­tina in modo nuovo, capaci di suscitare nel tuo intimo inattesa e feconda risonanza. Per­ché qui veniamo ogni primo sabato del mese ad affidare alla preghiera di Maria la richiesta di vocazioni al sacerdozio per la nostra Chiesa; perché qui, cinque anni fa, sei stato ufficialmente ammesso tra i candidati al presbiterato per la nostra diocesi; e per­ché ancora qui, ai piedi della Madonna della Stella, Aiuto dei cristiani, hai desiderato ri­ce­vere l’ordine sacro del Diaconato. Che cosa può significare dunque per te, da oggi, quella raccomandazione materna: “Sii buono”? Mi sembra che essa consista in un in­vito a comunicare mirabilmente ad un mistero di povertà, di ricchezza e di carità. Mistero di povertà, innanzitutto. Non la tua preparazione ti rende degno del Sacra­men­to che ricevi; non la scienza teologica acquisita in questi anni di studio ti abilita ad ospi­ta­re il dono della sapienza dello Spirito Santo; non sono nemmeno le tue qualità umane e la tua bontà che ti fanno capace di accogliere e di assumere la parola creatrice e san­ti­ficante di Dio che ora sta per farti diventare suo ministro. Perché alla radice più pro­fon­da del nostro essere cristiani, come del nostro essere sacerdoti, vi è la chiamata, vi è l’iniziativa divina carica di amore, vi è l’appello e la scelta di Gesù. Tu lo sai, come noi tut­ti ben lo sappiamo. Se vai indietro negli anni, se ripensi al tratto di strada che hai per­corso e cerchi di coglierne il senso misterioso e profondo, ti accorgi che è stato Dio a spingerti fin qui. Con amore delicato e fedele ti ha inseguito e ti ha raggiunto; ti ha gui­dato su vie impensate; anche dopo ripulse e infedeltà ti ha chiesto, insistente, il tuo sì. Ed ora, pur consapevole della tua fragilità e del peso che ti assumi, “pieno di gioia e di Spirito Santo” (cf At 13, 52), riconosci con la Chiesa la sua voce e ti lasci catturare per sempre, accogliendo nella tua trepidante e consapevole piccolezza l’abbraccio di Dio. E il tuo ministero sarà fecondo ed efficace solo se saprai di continuo - come ogni sacer­dote, come ogni vescovo, come tutta la Chiesa - riscoprire questa nudità e permanere in questo spirito di povertà dinanzi al dono incommensurabile e gratuito di Dio».

Al termine della Messa, Pier Luigi ha rivolto una bellissima e commovente preghiera alla Vergine Maria, che trovate in allegato.

La mattinata si è conclusa con un momento di fraternità presso i locali del santuario del beato Pietro Bonilli a Cannaiola di Trevi.