Accedi

Accedi al tuo account

Nome utente *
Password *
Ricordati di me

Un pomeriggio e una serata nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia per il card. Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Lunedì 13 agosto 2018, infatti, il Porporato, invitato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, ha inaugurato (ore 17.00) il nuovo corso del Convento di S. Bernardino a Montefranco (TR) e ha presieduto una veglia di preghiera mariana nella Cattedrale di Spoleto (ore 21.00) in preparazione alla solennità dell’Assunta.

Foto-gallery / Video intervista al card. Bassetti 

Il saluto dell’Arcivescovo al cardinal Bassetti. A questo secondo momento, che ha avviato i festeggiamenti in onore dell’Assunta patrona principale dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia, hanno partecipato molti fedeli e diversi sacerdoti; ha animato nel canto la Cappella musicale del Duomo. Nel saluto iniziale così si è rivolto l’arcivescovo Renato Boccardo al cardinale Bassetti: «“E tu salvali per grazia”. Con queste parole incise sul car tiglio la  Madonna della SS.ma Icone si rivolge al suo Figlio Gesù e domanda per  quanti si affidano a lei grazia e salvezza. Pellegrini nel tempo, mendicanti di questo dono prezioso, ci ritroviamo  questa sera nella nostra Basilica Cattedrale convenuti dalle diverse  parrocchie della diocesi, che venera la Vergine Maria come sua patrona e  contempla in lei l’immagine della Chiesa, “senza macchia e senza ruga,  ma santa e immacolata” (Ef 5, 27), quella che siamo chiamati a costruire  attraverso il quotidiano impegno di conversione e la testimonianza  credibile della fede e della carità. Siate tutti cordialmente benvenuti, cari fratelli e sorelle, e voi carissimi sacerdoti che portate con me il peso e la gioia dell’annuncio del Vangelo. Benvenuto a Lei, Sig. Cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza episcopale italiana. Grazie di aver accolto l’invito a pregare con noi e ad accompagnarci nell’ascolto della Parola e nella venerazione della Madre di Gesù. La sua presenza tra noi ravviva la nostra comunione con tutte le Chiese che sono in Italia e ci porta la vicinanza e la sollecitudine di papa Francesco. Presenti insieme con noi alla Vergine Maria “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce” (GS 1) delle nostre comunità e insieme con noi implori pace e benedizione per tutti e per ciascuno».

L’omelia del Presidente della Conferenza episcopale italiana. Il card. Bassetti ha incentrato l’omelia sulla pagina del Vangelo di Giovanni (Gv 19, 25-27) che è stata proclamata, in particolare sulle prospettive che emergono dai tre protagonisti della scena, per poi cercarne una attualizzazione per la vita odierna: Gesù che si trova sulla croce; Maria che è sotto la croce; il “Discepolo amato” anch’egli sotto la croce, che accoglie la madre di Gesù. «Gesù sulla croce – ha detto il Cardinale - mostra, nonostante la sofferenza e l’ultima prova che sta attraversando, il suo cuore e la sua generosità. Anche alla sua fine non volge lo sguardo su di sé o sul proprio dolore, ma vede la madre sotto la sua croce. Affidandola al Discepolo amato, mette in pratica, anche in quell’estremo momento, il comandamento di onorare i genitori, e pensando alla Madre che sarebbe rimasta sola, gliela affida. Quanto abbiamo da imparare da Gesù che chiede a una madre, sua madre, di avere un altro figlio, e a un figlio di avere un’altra madre! Gli esperti oggi ci dicono che l’essere padri, madri e figli è sempre più difficile. Se da tempo si osserva la diminuzione della figura paterna nella nostra società, alcuni hanno scritto che potrebbe entrare in crisi anche quella materna. E poi le statistiche sulla diminuzione delle nascite nel nostro Paese ci rimandano una situazione allarmante, dovuta anche a politiche deboli di aiuto alla famiglia, che portano a una mancanza di fiducia nel futuro e quindi a una diminuzione dei figli».

La seconda prospettiva presentata dal Presidente della Conferenza episcopale italiana è quella di Maria sotto la croce: «è lo sguardo – ha detto - di chi soffre il più grande dolore che una madre o un padre possano sperimentare, la morte di un figlio. Eppure, anche in quel momento Maria sa ascoltare. Da questa donna forte possiamo imparare, cari fratelli e sorelle, a fidarci di Dio. Troppe volte confidiamo solo nelle nostre forze, o nelle nostre competenze, o nei nostri progetti, o nel denaro, ma poi ci accorgiamo che non saremo mai capaci di salvarci con le nostre mani. Anche se tutto sembra finito, Maria con fede accoglie un’altra volta le parole di Gesù. Fratelli e sorelle, apriamo anche noi il cuore alle parole del Figlio, e fidiamoci di lui come ha fatto sua madre. E preghiamo per tutti coloro che, come Maria allora, si trovano adesso sotto una croce: i poveri, i disoccupati, gli esclusi, gli ammalati, chi ha perso una persona cara, i disperati. Maria interceda – come diciamo nella preghiera dell’“Ave Maria” – per tutti i peccatori».

«Infine – ha detto ancora Bassetti - ecco la terza prospettiva della nostra scena, quella di un giovane, uno dei discepoli di Gesù, il Discepolo amato, anch’egli sotto la croce; in lui non manca l’incontro con la Madre di Gesù. Ne deduciamo almeno due conseguenze per la nostra vita. La prima ha a che fare con l’accoglienza. Il discepolo, abbiamo sentito, accolse Maria nella sua casa, prendendosi cura di lei. Chi vuol seguire Gesù deve prendersi cura non solo del proprio lavoro, delle proprie cose, della propria casa, del proprio futuro: è chiamato a prendersi cura delle persone. È quanto, sappiamo bene, si sta facendo nella Chiesa di Spoleto-Norcia, dove non solo vengono impegnate energie e risorse per la ricostruzione post-terremoto, ma soprattutto a partire da questa grande prova vi state impegnando per soccorrere chi più è nel bisogno. Ma vi è un’altra idea che cogliamo dall’immagine della porta di casa che il Discepolo apre a Maria, e riguarda la dimensione materna della Chiesa. Se a volte non vediamo la comunità ecclesiale nella sua bellezza, dobbiamo riconoscere però che è nella Chiesa che si è generati alla fede. Se troveremo anche noi il coraggio di aprire le porte a chi ne ha bisogno, non dimentichiamo mai che la Chiesa, per prima, ha aperto a noi la porta della vita, consegnandoci il vangelo della salvezza e introducendoci nella vita dei sacramenti».

Allegati:
Scarica questo file (Omelia Bassetti.pdf)Omelia Bassetti.pdf[ ]63 kB