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Ricordati di me

Papa Francesco ha ricevuto stamane, 26 marzo 2018, mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia. Tra gli argomenti al centro del colloquio la situazione delle popolazioni colpite dal terremoto del 30 ottobre 2016: il sisma, di 6.5 gradi sulla scala Richter, ha praticamente reso inagibile la città di Norcia e altri centri della Valnerina. Il presule ha parlato del colloquio col Papa che - ha detto - «è sempre molto accogliente, molto attento; è sempre un piacere e un incoraggiamento scambiare qualche parola con lui». 

Colloquio sul terremoto. «Fin dalle prime scosse - ha ricordato mons. Boccardo - il Santo Padre è sempre stato molto vicino e interessato alla situazione della gente. Più volte ci ha fatto pervenire i suoi messaggi di vicinanza, anche con dei segni concreti di condivisione. Naturalmente la conversazione si è orientata anche sulla situazione attuale. Ho avuto modo di ricontargli un po’ le attese, le speranze, le delusioni e anche le frustrazioni della mia gente. Il Papa, come sempre, mi ha chiesto di portare la sua benedizione e nello stesso tempo ha manifestato la sollecitudine e la paternità con la quale in questi mesi ci siamo sempre sentiti accompagnati e sostenuti».

«Le speranze - ha precisato l’Arcivescovo - sono quelle di ritrovare una vita dignitosa e sicura. Adesso, dignitosa lo è più o meno … perché le case sono inagibili, ma per fortuna sono state consegnate quasi tutte le casette di legno. Dunque, una vita famigliare e sociale sta riprendendo piano piano. È chiaro, mancano i centri di aggregazione. Per fortuna a Norcia, Cascia e Avendita di Cascia con la Caritas italiana, grazie al sostegno dei cattolici d’Italia, abbiamo potuto costruire dei centri di comunità: grandi saloni che servono sia per le celebrazioni liturgiche della comunità che per incontri vari – la catechesi, certamente, ma tanti altri incontri -  che permettono alla gente di stare insieme, di riallacciare i rapporti, di ricostruire il tessuto sociale. Le frustrazioni sono dovute alle tante promesse che sono state fatte e al grande ritardo circa la realizzazione di queste. Per cui c’è un po’ di amarezza e delusione. Di fatto la ricostruzione - quella vera - non c’è, non si vede nulla. Sono state smaltite un po’ di macerie – questo sì – però la ricostruzione delle case per la loro fruibilità, dei monumenti, degli edifici pubblici e delle chiese, ancora non ci siamo». Quindi - ha aggiunto il presule - «il Papa ha rinnovato ancora oggi la sua vicinanza e la sua sollecitudine per la gente di tutta la Valnerina. I comuni colpiti in particolare sono tre: Norcia, Cascia e Preci. Poi ci sono, qua e là, altre piccole zone segnate dal terremoto».