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Ricordati di me

«Con grande gioia cari genitori vi accolgo con i vostri figlioli che hanno allietato la vostra famiglia». Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha avviato la celebrazione eucaristica nel Duomo di Spoleto domenica 4 febbraio alla quale hanno partecipato i bambini, con rispettivi familiari, nati nell’anno 2017 presso il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale cittadino “S. Matteo degli Infermi”. L’appuntamento rientra nelle proposte che l’Ufficio per la pastorale familiare della Diocesi, guidato da don Sem Fioretti e dai coniugi Cristina e Roberto Mariottini, offre in occasione della Giornata nazionale per la Vita indetta dalla Conferenza episcopale italiana.

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La liturgia è stata animata dal coro della Pastorale giovanile diocesana; sotto il portico del Duomo, su due ulivi, sono state appese le foto dei bambini; le tre navate della grande Cattedrale erano piene di carrozzine e passeggini in quella che è la celebrazione eucaristica della Chiesa di Spoleto-Norcia con l’età media più bassa di partecipanti; presente buona parte dello staff del reparto di Ginecologia ed Ostetricia ad iniziare dal primario dott. Fabrizio Damiani; il Comune di Spoleto era rappresentato dal vice sindaco facente funzione Maria Elena Bececco.

«È stato veramente bello – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – vedere arrivare in Piazza Duomo queste giovani famiglie con i loro pargoli da Via dell’Arringo, da Via del Duomo, dalle scalette di Piazza della Signoria o direttamente in piazza con l’automobile. Ho pensato al brano del Vangelo di Marco proposto dalla liturgia proprio per oggi dove è descritto l’episodio che tutti si recavano da Gesù per ascoltarlo. La stessa immagine l’abbiamo riproposta noi stamane: mamme e papà arrivati in Cattedrale per affidare al Signore la cosa più cara, i propri figli. Questi piccoli sono un dono atteso con trepidazione e accolto con gioia. Cari genitori, intorno a noi c’è tanto buio, buio però che viene illuminato dalla luce del mistero della vita che tenete tra le mani». Poi, l’Arcivescovo ha posto una domanda: «Quale mondo abiteranno queste creature e quale società li accoglierà. Nessuno di noi lo sa. Però il loro avvenire è nelle nostre mani oggi e siamo chiamati a costruirlo con generosità, sapienza, coerenza. Noi adulti, in particolare voi mamme e papà, siamo chiamati a dare l’esempio, ad essere dei buoni maestri per questi nuovi nati, consapevoli che le fatiche che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno sono benedette dal Signore tramite i più piccoli, per i quali oggi preghiamo e che festeggiamo».

Al termine della Messa, sulla Piazza della Cattedrale, c’è stato il lancio verso il cielo di palloncini blu e rosa. Ad ogni famiglia, infine, è stata consegnata un’immaginetta dell’Angelo custode da appendere nella carrozzina o nel passeggino dei bambini.