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Giornata di festa domenica 17 dicembre 2017 per la piccola comunità (una ventina gli abitanti stabili) di Montefiorello di Vallo di Nera. Alle 18.00 la popolazione ha accolto con entusiasmo l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo. L’occasione è stata il restauro di due opere d’arte conservate nella chiesa dell’Immacolata Concezione: un ritratto di Santa Apollonia e l’Adorazione dei Magi. Il Presule ha presieduto la celebrazione eucaristica della III Domenica di Avvento (Domenica Laetare, ossia della gioia) insieme al parroco di Vallo di Nera don Roberto Crisogianni che, all’inizio della Messa, ha ringraziato calorosamente mons. Boccardo per aver accettato l’invito e per l’attenzione che sempre riserva ai centri abitati più piccoli della Diocesi. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale. Presente il sindaco di Vallo di Nera Agnese Benedetti.

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Le due opere sono state riportate al loro antico splendore dalla restauratrice nursina Emanuela D’Abbraccio; il lavoro è stato fortemente voluto dal Parroco e dal Sindaco ed è stato finanziato dall’Università Agraria di Meggiano-Piedipaterno presieduta da Igino Dominici (presente alla celebrazione), che ha come finalità la gestione del patrimonio storico-artistico del vecchio Comune di Meggiano-Piedipaterno, comunità che oggi fanno riferimento, sia civilmente che ecclesiasticamente, a Vallo di Nera. Il quadro che ritrae Santa Apollonia, patrona dei dentisti, è della seconda metà del ‘700 ed è a tempera su carta. Versava in pessime condizioni e non tutti gli abitanti ne ricordavano l’esistenza. Il culto a questa martire, che visse nel III secolo ad Alessandria d’Egitto, nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia si diffuse tra il 1300 e il 1400 (Basso Medioevo) nel territorio che va da Sellano a Sant’Anatolia di Narco grazie alla presenza di numerosi dentisti ambulanti. L’altra opera restaurata, l’Adorazione dei Magi, è della seconda metà del ’600 ed è a olio su tela con cornice coeva. La particolarità è che due dei personaggi ritratti, un uomo e una donna, posti tra i Magi e i condottieri dei cammelli, sono stati realizzati con una tecnica che esula dal resto: probabilmente sono i committenti dell’opera.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha esortato i presenti ad una buona preparazione al Natale, indicando tre atteggiamenti da tenere scaturiti dalla Lettera di S. Paolo apostolo ai Tessalonicesi proclamata nella liturgia della Parola: «Alimentate – ha detto – il dialogo con Dio andando a Messa, curando la riflessione interiore e il modo di relazionarci con gli altri. Prestate attenzione alle ispirazioni della coscienza: oggi, purtroppo, ascoltiamo altri maestri e non lo Spirito di Dio. Teniamo ciò che è buono e togliamo ciò che è male: ci siamo abituati a tutto – ha detto il Presule  -, non ci scuote più nulla, siamo divenuti insensibili, non prestiamo attenzione a ciò che accade intorno a noi. Per fare ciò è opportuno cogliere il vero senso del Natale che è riconoscere Dio che ci viene incontro e prende su di sé la nostra natura umana. In questo ci sostengono le persone che ci hanno preceduto sulla terra: esse ci ricordano che la vita ha senso nella misura in cui è spesa bene. Sono proprio loro, i vostri antenati di Montefiorello, che vollero con tutto il cuore e con tanta fede questi quadri, facendo anche dei significativi sforzi economici per realizzarli. Ora che sono stati restaurati – ha proseguito l’Arcivescovo – non dobbiamo solo ammirarli, ma siamo chiamati a coltivare la fede che queste immagini hanno generato negli anni».