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Ricordati di me

Aggiornamento del 5 novembre 2016. «La situazione drammatica che stanno vivendo tanti nostri fratelli e sorelle a seguito del terremoto – afferma l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo - ci spinge a rinnovare la nostra solidarietà e ad intensificare la nostra preghiera.

Tante persone, a cominciare da Papa Francesco che mi ha voluto assicurare la sua partecipazione e la sua preghiera, mi hanno manifestato in questi giorni in mille modi vicinanza e affezione ed hanno chiesto come poter aiutare.
Ma sentiamo anche e soprattutto il dovere di implorare la misericordia di Dio e la sua provvidenza, affinché questo momento difficile abbia termine e tutti possano ritrovare serenità, stabilità e sicurezza.

Foto-Gallery post sisma 30 ottobre 2016 / Foto-Galley chiese distrutte o lesionate Valle Castoriana e Campiana -Foto-gallery Papa a S. Pellegrino

Foto apertura Porta Santa nella tensostruttura a Norcia / Foto-Gallery visita Renzi a Norcia 

Foto-Gallery Messa Arcivescovo al campo sportivo di Norcia / Foto-gallery visita Arcivescovo alle zone terremotate 

Video intervista Arcivescovo - Video intervista signor Giuliano di S. Pellegrino Video intervista madre Caterina Corona

 

Ci rivolgeremo con particolare fiducia a San Ponziano, protettore e difensore della città di Spoleto e di tutto il nostro popolo, invocato come protettore dei terremoti». Mons. Boccardo ha disposto che la reliquia di S. Ponziano, eccezionalmente, esca dalla basilica a lui dedicata per due momenti di preghiera: il primo, mercoledì 9 novembre alle ore 21.00 nella palestra del Sacro Cuore a Spoleto (la chiesa è inagibile, ndr) dove l’Arcivescovo presiederà una Messa con tutti i preti della Città per chiedere al Signore, mediante l’intercessione di S. Ponziano, protezione spirituale e materiale in questi momenti difficili del post sisma che ha colpito e sconvolto la vita di molte persone della Chiesa spoletana-nursina e di altre Diocesi sorelle del Lazio e delle Marche; il secondo, domenica 13 novembre in Duomo alle ore 16.00 nella celebrazione di chiusura dell’Anno Giubilare. Inoltre, il Presule ha stabilito che in ogni celebrazione liturgica sul territorio dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia da domenica 6 novembre e fino alla prima domenica di Avvento, anche nei giorni feriali, prima della benedizione finale si reciti la preghiera a San Ponziano:
A te, giovane Ponziano, testimone fedele di Cristo, patrono della città di Spoleto e della diocesi,
 la nostra lode ammirata e la nostra preghiera: guarda questo popolo che si affida alla tua protezione;
 insegnaci a seguire Gesù, via, verità e vita;
 intercedi la pace e la prosperità per le nostre famiglie; proteggi i nostri giovani perché, come te, crescano forti e generosi sulla via del Vangelo; preservaci dal male dell’anima e del corpo; difendici dalle catastrofi naturali; ottieni per tutti la grazia e la benedizione di Dio. Amen.



L’Arcivescovo tra gli sfollati. La solidarietà della diocesi di Susa, Chiesa di origine di mons. Boccardo. La sera di venerdì 3 novembre mons. Boccardo ha fatto visita agli sfollati del Comune di Spoleto ospitati nei palazzetti sportivi (Palatenda e Palarota) e nella sede della Pro-loco di Eggi. Nella giornata di venerdì 4 novembre, invece, l’Arcivescovo è salito nuovamente in Valnerina: si è recato nelle tendopoli di S. Pellegrino e Ancarano per incoraggiare a guardare avanti nonostante tutto con fiducia, per esortare all’unità della comunità in questo momento di prova, per ricordare l’importanza di affidarsi a Cristo, per abbracciare e ascoltare chi ha perso tutto. Nel campo sfollati di S. Pellegrino ci sono due mezzi donati dalla Caritas: la roulotte dove dorme il parroco di Norcia don Marco Rufini e un camper che consente a due giovanissimi imprenditori di zafferano di proseguire l’attività (estrazione dei pistilli dal fiore, essiccazione ecc…). Il Presule, poi, accompagnato dai Vigili del Fuoco, è entrato anche in tre zone rosse per un sopralluogo a ciò che resta degli edifici di proprietà ecclesiastica: a S. Pellegrino, nella città di Norcia e all’Abbazia di S. Eutizio. A Norcia, poi, ha incontrato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina al quale, in sintonia con le autorità locali, ha ricordato l’importanza di non abbandonare le aziende agricole e zootecniche del territorio. Nel primo pomeriggio ha accolto, poi, una delegazione proveniente dalla sua diocesi di origine, Susa, in Piemonte. Un prete, una suora e tre laici hanno portato quindici tonnellate di generi di prima necessità (vestiti, alimenti ecc…) che sono stati scaricati nei magazzini della Caritas a Spoleto e che i volontari, secondo le necessità dei vari campi di sfollati, consegneranno. Hanno portato anche una roulotte dove alloggerà il parroco di S. Eutizio don Luciano Avenati, sistemata nel campo sfollati di Ancarano. Mons. Boccardo ha ringraziato a nome della gente la delegazione della Val di Susa per questo gesto di solidarietà; telefonicamente ha invece ringraziato il Vescovo della sua Diocesi di origine mons. Alfonso Badini Confalonieri.

Mons. Boccardo dice Messa al Lago Trasimeno dagli sfollati e va alla sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia. Domenica 6 novembre alle 10.30 l’Arcivescovo celebrerà la Messa nella chiesa parrocchiale di S. Feliciano al Lago Trasimeno insieme alle persone della Valnerina attualmente ospitati nelle strutture ricettive di quelle zone. Da ricordare che con gli sfollati del Lago vivono tre sacerdoti anziani che garantiscono così la vicinanza spirituale della Chiesa di Spoleto-Norcia: don Antonio Diotallevi, don Salvatore Piga e don Giovanni Ferri. All’inizio della celebrazione il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale umbra Gualtiero Bassetti porterà il suo saluto. Lunedì 7, invece, nel pomeriggio sarà nella sede della Stampa Estera di Roma a descrivere le difficoltà e la voglia di continuare di Norcia e del territorio circostante. Così scrive Tobias Piller, presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia e corrispondente di Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Eccellenza, tutti i giornalisti stanno seguendo le sofferenze, i grandi problemi che il Centro Italia vive in questo momento, ma anche l’immensa voglia di ripartire. In questa situazione sarebbe importante che lei potesse descrivere tutto ciò ai corrispondenti della Stampa Estera».

Gemellaggi Caritas. Martedì 8, alle 10.00, a Norcia nella tensostruttura adibita a Centro pastorale mons. Boccardo accoglie le delegazioni di Caritas Italiana e della Caritas Triveneto, Campania e Sardegna, che si sono gemellate con quella di Spoleto-Norcia. Insieme si farà il punto della situazione e si individueranno le azioni di sostegno a favore delle persone e degli allevatori. Da sottolineare che la delegazione Caritas della Sardegna ha scelto di gemellarsi con la terra di S. Benedetto in ricordo di mons. Ottorino Pietro Alberti, arcivescovo di Spoleto-Norcia dal 1973 al 1988. Nel pomeriggio, invece, mons. Boccardo sarà a Roma, nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, per un incontro con gli altri Vescovi della zona del terremoto e i rappresentanti del Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo per affrontare le più gravi problematiche organizzative relative alla gestione di questa fase post sisma, a partire dalla valutazione degli edifici dichiarati inagibili.

Aggiornamento del 3 novembre 2016: come aiutare le popolazioni tramite la Caritas. In tutta Italia e nel mondo si è scatenata una grande rete di solidarietà a favore delle persone che vivono nelle zone della Valnerina colpite dai terremoti del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre. «Tutto ciò è molto consolante», afferma l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo. Il Papa, numerosi Cardinali, tantissimi Vescovi, ma anche imprenditori, professionisti, preti, religiosi, religiose e laici hanno contattato il Presule per esprimere vicinanza e preghiera e per capire in che modalità si possono aiutare le persone che hanno perso la casa, il lavoro, i punti di riferimento spirituali e culturali.

L’Archidiocesi comunica che sarà la Caritas a coordinare la raccolta degli aiuti. Chi volesse collaborare con l’invio di generi di prima necessità, deve prima contattare gli operatori della Caritas al numero 0743-220485: loro forniranno le reali necessità della popolazione e ciò consentirà di avere la situazione costantemente sotto controllo, evitando così l’accumulo di enormi quantità di generi. La Caritas ha già predisposto due magazzini per la raccolta nella città di Spoleto. I volontari, poi, distribuiranno nelle varie comunità della Valnerina quanto ricevuto.

Infine, chi volesse contribuire economicamente, può effettuare un bonifico sul conto della Caritas diocesana, presso la banca Unicredit (agenzia di Spoleto), al seguente Iban: IT45M0200821804000104464843. Nella causale indicare “Terremoto Valnerina 2016”. 

Aggiornamento del 2 novembre 2016. Alle 17.42 di mercoledì 2 novembre Papa Francesco ha telefonato all’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, per portare la sua vicinanza alle popolazioni della Valnerina colpite dal terremoto del 26 e del 30 ottobre. Il Presule si trovava a Norcia per la visita del Presidente della Repubblica Sergio Matterella alle zone colpite dal sisma dell’Umbria e delle Marche. «Ho illustrato al Santo Padre – riferisce mons. Boccardo – le difficoltà e la paura della gente, che è senza casa né certezze e da oltre due mesi convive col terremoto, e la grave perdita del patrimonio di fede e di arte delle nostre valli. Francesco – prosegue – mi ha assicurato preghiere per la nostra gente e mi ha chiesto di portare a tutti la sua benedizione. Il Pontefice, inoltre, si è detto addolorato per il crollo di tanti edifici sacri, simboli della fede e dell’identità di un popolo». L’Arcivescovo Boccardo e l’intera Chiesa diocesana di Spoleto-Norcia sono riconoscenti al Papa per questa ulteriore prossimità alla gente della Valnerina, dopo la visita che ha compiuto a S. Pellegrino lo scorso 4 ottobre a seguito del terremoto del 24 agosto.      

 

Aggiornamento del 1° novembre 2016. La forte scossa sismica della mattina di domenica 30 ottobre 2016, con epicentro sempre nella dorsale appenninica tra le province di Macerata e Perugia, ha nuovamente provocato panico in migliaia di persone, già duramente provate da più di due mesi di terremoto, e distrutto irreparabilmente significativi edifici storici di culto e numerose abitazioni private, in particolar modo nella Valnerina ma anche di altre zone dell’Umbria come lo Spoletino, il Folignate, il Perugino e il Ternano. A Norcia sono crollate la Concattedrale di S. Maria, la Basilica di S. Benedetto, la chiesa della Madonna Addolorata, quella di Santa Rita, quella della Madonna delle Grazie; poi, è crollato il campanile della chiesa di S. Salvatore a Campi (la chiesa era già crollata con le scosse del 26 ottobre), il portico e la chiesa di S. Andrea a Campi alto non ci sono più, come la bella chiesa di S. Maria di Piazza; a Preci si è sbriciolata definitivamente la bellissima abbazia di S. Eutizio (campanile e cimitero sono crollati sul complesso abbaziale).

Celebrazioni per i Santi e i defunti. In via precauzionale la Conferenza Episcopale Umbra ha consigliato ai parroci della regione di celebrare le messe domenicali all’aperto dove fosse possibile. Nella nostra Archidiocesi si è preferito non celebrarle in chiesa, la stessa cosa vale per le celebrazioni eucaristiche della festività di Ognissanti (1° novembre) e della Commemorazione dei defunti (2 novembre) saranno comunicate successivamente le modalità. L’arcivescovo mons. Renato Boccardo nella solennità dei Santi celebrerà la Messa alle 12.00 tra gli sfollati a Cascia e alle 15.00 tra gli sfollati a Preci.

L’Arcivescovo: «Non cedere alla paura». Mons. Renato Boccardo la mattina del 30 ottobre ha raggiunto in mattinata Norcia e gli altri centri abitati dell’Archidiocesi per essere vicino alla popolazione. Ha raggiunti le popolazione isolate di Preci, Campi e Ancarano con un elicottero dei Vigili del Fuoco, insieme al sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci. Il Vescovo è apparso provato, commosso, impietrito davanti alle macerie, intrattenendosi a lungo con le persone che incontrava per strada. «Siamo profondamente scossi, feriti nel fisico e nel morale – ha commentato il presule –, ma non dobbiamo cedere alla paura e alla rassegnazione. Ringraziamo Dio che ancora una volta ha protetto tante vite umane. È andato perduto per sempre il nostro inestimabile patrimonio di fede, di arte e di storia, ma adesso vengono prima di tutto le persone, le comunità civili e religiose alle quali la Chiesa è vicina con la preghiera e con gesti concreti di solidarietà. Con l’aiuto di tutti bisogna guardare avanti. Le parole servono a poco, le persone vanno abbracciate e incoraggiate a ripartire nuovamente».

Vicinanza di tanti Cardinali e Vescovi. Il Presule ha parlato anche di «un bel segnale di comunione ecclesiale in un momento così di dura prova», nell’aver ricevuto numerose telefonate di affetto, vicinanza e solidarietà di cardinali e vescovi un po’ di tutt’Italia. Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu, gli ha detto: «Sei nel mio cuore tu e tutta la tua gente». Un gesto di fratellanza nella fede che è seguito da una vicinanza concreta alle comunità colpite.

La gente sta perdendo la speranza. Come ha avuto modo di rilevare lo stesso Arcivescovo, la gente sta perdendo la speranza, è esasperata e nervosa, ma non vuole abbandonare il suo territorio anche se per motivi di sicurezza si tenderà ad evacuare le zone più compromesse e a rischio. Le persone anziane hanno detto al presule: «Basta, non ce la facciamo più!». Al riguardo mons. Boccardo ha ricordato che «il compito della Chiesa è quello di sostenere la speranza, ascoltare gli sfoghi e asciugare le lacrime». Lo stato d’animo di una popolazione davvero stremata è stato partecipato dal suo Vescovo al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che l’ha contattato più volte nel corso della giornata impegnandosi e ricostruire case e chiese. Mons. Boccardo ha detto al premier: «Il Governo ci stia vicino, perché l’inverno è alle porte e snellisca la burocrazia».

Monache trasferite a Trevi; monaci ritirati nel monastero di S. Benedetto extra moenia. Molto provate dall’ultima forte scossa sono state anche le comunità religiose di Norcia, le cui immagini sono state riprese dai principali media nazionali. Le monache Benedettine e Clarisse hanno dovuto lasciare i loro monasteri inagibili e accolte dalle monache Benedettine di Santa Lucia a Trevi, sempre nel territorio della Diocesi. I monaci benedettini, invece, si sono ritirati in tende e piccole casette di legno nel terreno adiacente al monastero di S. Benedetto extra moenia, fuori le mura di Norcia.

Ricostruire ricordando i defunti. Mons. Boccardo, nell’imminente ricorrenza della Commemorazione dei Defunti, ha detto: «Ricordarli tra pochi giorni è un’iniezione di speranza, in quanto per ripartire è necessario e doveroso ricordare chi ci ha preceduto e chi si è impegnato a costruire queste belle comunità. Anche per rendere onore alla loro memoria non dobbiamo mollare in questo momento così difficile, ma ripartire».

L’impegno della Caritas. La Delegazione regionale Caritas umbra, che si è riunita domenica 30 ottobre a Todi con la presenza del vescovo delegato Ceu mons. Benedetto Tuzia e dei direttori delle otto Caritas diocesane della regione, ha predisposto alcune attività d’intervento immediato a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Le persone che hanno accettato volontariamente di lasciare Norcia e le frazioni circostanti, sono state ospitate nelle strutture ricettive di Magione e Corciano, vengono assistite dalle Caritas diocesane di Perugia e di Foligno per le immediate esigenze di vestiario, prodotti per l’igiene e altri generi di prima necessità. Per tutte le altre persone che hanno manifestato la volontà di rimanere nella zona colpita dal terremoto, si stanno cercando strutture abitative provvisorie tipo casette in legno, container, camper e roulotte. Con il contributo della rete nazionale della Caritas sarà presto allestito anche un presidio Caritas a Norcia per portare assistenza materiale, ma soprattutto vicinanza e sostegno morale ad una comunità che ha la primaria necessità di prossimità e solidarietà, per non perdere la propria identità e storia e per ricominciare presto a vivere. Al riguardo sarà realizzato quanto prima un “Centro di comunità” dalla Caritas italiana e gestito dalla Caritas di Spoleto-Norcia e dalla Delegazione Caritas umbra con la presenza di volontari e operatori per un lungo periodo, fino a primavera inoltrata. Si tratta di «una presenza concordata con l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo e con i parroci della zona – spiega il delegato regionale Caritas Giorgio Pallucco –, che aiuterà a monitorare la situazione e far fronte ai diversi bisogni di quelle persone che vivono non solo a Norcia ma in tante piccole frazioni, il cui sostentamento è in prevalenza l’allevamento e l’agricoltura e che non possono lasciare la loro casa e azienda. Per queste persone, già dopo il terremoto del 24 agosto avevamo fatto, insieme ad alcuni seminaristi, una mappatura della situazione per avviare progetti specifici di aiuto alla ripresa delle attività. Ora la situazione è peggiorata e dovremmo anche noi cominciare da capo».

Aggiornamento del 28 ottobre 2016. L’archidiocesi di Spoleto-Norcia ringrazia ancora una volta Dio che le nuove e violente scosse di terremoto del 26 ottobre 2016 non hanno causato né vittime né feriti nelle zone di Preci e Norcia.
 
Il servizio più importante della Chiesa: conforto e vicinanza alla gente. L’Arcivescovo tra i terremotati. La Chiesa anche questa volta è stata accanto alla popolazione attraverso don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, e don Marco Rufini, parroco di Norcia. E domani, sabato 29 ottobre, l’arcivescovo mons. Renato Boccardo sarà nelle zone colpite dal terremoto: il Presule ha anticipato il suo rientro in sede – era fuori Italia a predicare esercizi spirituali programmati da tempo – proprio per condividere con la gente questo ulteriore momento di prova; in questi due giorni, comunque, è sempre stato in contatto con i sacerdoti e con i suoi più stretti collaboratori. Ha ricevuto moltissime telefonate di solidarietà da diversi confratelli Vescovi, primo fra tutti il card. Gualtierio Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Mons. Boccardo rinnoverà ancora una volta l’affetto e la vicinanza della Chiesa alle popolazioni colpite dal terremoto, così come accade dal 24 agosto: una Chiesa che incoraggia, abbraccia, conforta e ricorda che l’unica cosa che mai crollerà è la fede in Cristo. Al mattino l’Arcivescovo sarà a Norcia; poi alle 12.30 condivide il pranzo con gli abitanti di Ancarano di Norcia nello spazio della pro-loco dove momentaneamente sono alloggiate diverse persone; poi, incontro con gli abitanti ospiti presso il centro della pro-loco a Campi e infine con la gente di Preci nello spazio messo a disposizione dalla Caritas. Non mancherà un sopralluogo a ciò che resta delle chiese. A tal proposito mons. Boccardo ribadisce il dolore per il patrimonio di fede e di arte perduto: la chiesa di S. Salvatore a Campi di Norcia è crollata; la facciata dell’Abbazia di S. Eutizio, con lo splendido rosone, non c’è più; la chiesa della Madonna delle Grazie a Campi Alto è sventrata; quella di S. Andrea sempre a Campi Alto è a rischio crollo da un momento all’altro; stessa sorte per la bella chiesa della Madonna Bianca ad Ancarano; altre chiese della parrocchia dell’Abbazia di S. Eutizio sono lesionate gravemente. In sostanza, nelle Valli Castoriana e Campania non c’è più una chiesa agibile.
 
Chiese che non ci sono più. Questi edifici sacri erano il simbolo di un popolo e di un territorio, scrigni di spiritualità e di arte, luoghi della memoria e della speranza: ora non ci sono più. E se anche si dovessero in qualche modo recuperare, non saranno più come prima. Pensiamo alla splendida chiesa di S. Salvatore, già Pieve di Santa Maria, della quale abbiamo le prime notizie già nel 1115. Era composta da due edifici: il più antico, a sinistra, era del Trecento e fu costruito sulla preesistente pieve; nella seconda metà del ‘400 è stata aggiunta la parte destra. Nella parte sinistra c’era una monumentale iconostasi costruita nel 1463, composta da tre archi poggianti su due colonne ottagonali con capitelli a foglie d’acanto. In basso furono dipinti l’Annunciazione, la Pietà, le pie donne al Sepolcro e la scena della Resurrezione; negli archetti, gli Apostoli e la Madonna col Bambino. Una scalinata in pietra permetteva di raggiungere la parte superiore dell’iconostasi dove era venerato il miracoloso Crocifisso ligneo che diede il nuovo nome all’antica pieve. È difficile, poi, pensare all’Abbazia di S. Eutizio, uno dei complessi monastici più antichi d’Italia, frequentato da S. Benedetto, senza il suo splendido rosone sulla facciata, con agli angoli i quattro evangelisti. Anche l’edificio che si sviluppa di fianco alla chiesa è seriamente compromesso. Dinanzi a queste macerie le persone versano lacrime, sui loro volti è scolpito lo smarrimento di chi non ha più punti di riferimento, di chi sa che d’ora in poi la vita di queste valli sarà completamente diversa.
A Norcia il nuovo sisma ha aggravato la già preoccupante situazione delle chiese (su tutte la concattedrale di S. Maria e la basilica di S. Benedetto) e creato nuovi danni: la facciata della chiesa della Madonna delle Grazie è crollata in buona parte, così come si è ulteriormente aggravata la situazione della chiesa del Crocifisso e del monastero delle Benedettine di S. Antonio.
 
Forse qualcosa si poteva salvare. Accanto al dolore di non disporre più delle chiese, c’è molto rammarico in Archidiocesi: il parroco dell’Abbazia di S. Eutizio, don Luciano Avenati, più volte dal sisma del 24 agosto ha segnalato alla Sovrintendenza le precarie condizioni dell’Abbazia e della chiesa di S. Salvatore e la necessità di intervenire per metterle in sicurezza. «Purtroppo – dice – non sono stato ascoltato. È opportuno rivedere le modalità dei sopralluoghi e dell’individuazione delle priorità». Tutto ciò è stato riferito da don Avenati e da don Sem Fioretti, vicario episcopale per l’amministrazione della Curia, nel corso della riunione che si è tenuta a Norcia la sera del 27 ottobre alla presenza del Commissario del Governo per il terremoto Vasco Errani, del Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, della Sovrintendente Marica Mercalli, dei rappresentanti delle Province di Perugia e Terni e dei Sindaci del territorio.
 

I progetti Caritas e la visita del card. Bagnasco. Intanto martedì 8 novembre, a Norcia, è previsto un incontro tra l’Arcivescovo e una delegazione di Caritas Italiana per fare il punto sulla costruzione, in uno spazio da identificare anche con il Comune, di un Centro di Comunità, ovvero un luogo che possa fungere da Centro pastorale per l’intera zona, in considerazione del fatto che tutte le chiese sono inagibili, così come pure i locali per la catechesi, per le attività con i giovani, per la Caritas e per altri servizi pastorali. Nella stessa giornata mons. Boccardo, insieme naturalmente al direttore della Caritas diocesana Giorgio Pallucco, incontrerà, sempre nella città di S. Benedetto, le delegazioni regionali Caritas che si sono gemellate con la Caritas di Spoleto-Norcia a seguito del sisma: Triveneto, Campania e Sardegna. Insieme si farà il punto della situazione e s’individueranno le principali emergenze da affrontare con le risorse messe a disposizione per le popolazioni della Valnerina. «Questi incontri – sottolinea l’Arcivescovo – sono dei bellissimi segni di comunione ecclesiale; ci sottolineano che non siamo soli, che la Chiesa italiana è al nostro fianco». A dimostrazione di ciò, il giorno seguente, mercoledì 9 novembre sarà tra i terremotati di Norcia, S. Pellegrino e a questo punto immaginiamo anche di Campi, Ancarano e Preci il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova. 

Aggiornamento del 26 ottobre 2016. La terra torna a tremare. Nel tardo pomeriggio e nella serata di mercoledì 26 ottobre 2016 due fortissime scosse di terremoto si sono registrate tra le Marche e l’Umbria, con epicentro tra Castelsantangelo sul Nera, frazione di Ussita, e il Comune di Preci. La prima scossa è stata di magnitudo di 5,4, la seconda di 5,9. Al momento si conta un solo ferito Le persone sono scese nelle strade, le vie di comunicazione sono interrotte, alcuni paesi isolati, le linee telefoniche fuori uso. La pioggia naturalmente complica ogni intervento. Ingenti i danni alle case e agli edifici-simbolo di queste comunità. Il patrimonio artistico religioso, fulcro da secoli della fede delle popolazioni della Valle Castoriana, è seriamente compromesso: si è letteralmente sbriciolata la bellissima chiesa di S. Salvatore a Campi di Norcia le cui immagini stanno facendo il giro d’Italia; il rosone e parte della facciata dell’Abbazia di S. Eutizio sono crollati; danni seri anche alla facciata della chiesa della Madonna delle Grazie a Norcia. Da subito vicini alla gente i parroci, don Luciano Avenati dell’ Abbazia di S. Eutizio e don Marco Rufini di Norcia, che sono in costante contatto con l’arcivescovo mons. Renato Boccardo impegnato in questi giorni fuori Diocesi. «Mentre si stava lentamente superando la paura e ritrovando la speranza dopo il terremoto del 24 agosto u.s. – afferma telefonicamente mons. Boccardo - nuove e intense scosse hanno interessato il nostro territorio. È ancora una volta gravissima la ferita al patrimonio di arte e di fede delle nostre valli. Ma la solidarietà ricevuta in questi due mesi da ogni parte d’Italia e non solo ci dice che non siamo soli e ci aiuta a continuare con forza il cammino della ricostruzione morale e materiale. La Chiesa, infine, rinnova la sua collaborazione agli Enti competenti affinché la gente così duramente provata possa riprendere presto la vita normale». Nella giornata di mercoledì 27 ottobre, ulteriori aggiornamenti.

Aggiornamento del 4 ottobre 2016. Papa Francesco a S. Pellegrino di Norcia. Nella giornata di martedì 4 ottobre 2016, festa di S. Francesco d’Assisi, il Papa ha visitato le zone del centro Italia colpite dal terremoto lo scorso 24 agosto. Quando all’inizio della giornata si è diffusa la notizia della presenza del Pontefice ad Amtrice, è iniziato un rincorrersi di voci su una possibile visita a Norcia. Alle 11.30 l’arcivescovo Renato Boccardo ha avuto la conferma: il Papa sarà a San Pellegrino di Norcia, la frazione più colpita dal sisma, dichiarata zona rossa, alle 17.00. Alla fine però Francesco è giunto alle 15.00 al crocevia tra S. Pellegrino e Frascaro, dove ha incontrato e salutato mons. Boccardo e lo ha invitato a salire nella sua automobile. Insieme sono andati nella zona rossa del paese, passando tra la gente che applaudiva e gridava: viva il Papa. Lungo il breve tragitto il Vescovo ha descritto al Pontefice il territorio nursino e gli ha raccontato come questa popolazione per la terza volta, dopo il 1979 e il 1997, deve confrontarsi con la catastrofe del terremoto. Francesco si è raccolto in una preghiera silenziosa e solitaria davanti ai massi del campanile crollato della chiesa di San Pellegrino di Norcia, simbolo umbro di questo ulteriore sisma, e ha benedetto le macerie. Si è poi congratulato con i Vigili del Fuoco presenti dicendogli: «Grazie, siete davvero coraggiosi». E uno di loro: «Padre Santo pochissimi prima del suo arrivo abbiamo avvertito una scossa di magnitudo 3.6 che ha ulteriormente danneggiato gli edifici del paese». A San Pellegrino, la tendopoli è stata recentemente smantellata (le persone, in attesa delle casette di legno, sono momentaneamente ospitate nelle strutture ricettive della zona) e i numerosi fedeli hanno atteso Francesco nello slargo a ridosso della zona rossa del paese, dinanzi alla tenda dove viene normalmente celebrata la Messa. Il Vescovo di Roma ha salutato le persone usando il microfono di un’autovettura della Polizia di Stato: «Saluto tutti voi. Sono stato vicino a voi e mi sento molto vicino in questo momento di tristezza e prego per voi e chiedo al Signore che dia la forza di andare avanti. E adesso vi invito a pregare tutti insieme l’Ave Maria». 

«Sapevamo che il Papa ci sarebbe venuto a trovare, lo aveva annunciato», ha commentato al termine mons. Boccardo. «Voleva comunque una cosa sobria e così è stata organizzata. Il fatto che sia venuto proprio oggi che è la festa di S. Francesco, e quindi il suo onomastico, è stata una sorpresa piacevole, soprattutto per la gente che affronta la fatica. La popolazione di S. Pellegrino ha molto apprezzato la vicinanza e l’umanità del Papa. Hanno visto nel successore di Pietro segni di prossimità e di paternità che permettono di affrontare con maggiore forza il difficile percorso della ricostruzione delle case e delle persone. Il Presule esprime profonda gratitudine, a nome suo personale e di tutta l’archidiocesi di Spoleto-Norcia, al Santo Padre per questa visita: la sua presenza e la sua benedizione ci confortano e ci sostengono per guardare avanti con speranza».

Un anziano signore ha commentato così la visita del Papa: «È stata una sorpresa inattesa come il terremoto. Solo che il primo ci ha portato distruzione e sconforto, il secondo voglia di guardare al futuro con rinnovata fiducia». Francesco ha salutato giovani e anziani, numerosi bambini, i rappresentati delle istituzioni civili e militari, ad iniziare dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno. Si è brevemente intrattenuto anche con il parroco di Norcia don Marco Rufini e con alcuni monaci benedettini di Norcia: il primo gli ha donato sei bottiglie di sagrantino di Montefalco; i secondi la birra da loro prodotta in monastero. Un signore, invece, in rappresentanza della parrocchia, ha donato al Papa uno stendardo raffigurante la Madonna di Monte Santo molto venerata in paese. Piccolo fuori programma per Papa Francesco mentre stava lasciando la frazione di San Pellegrino. Lungo la stretta strada che conduce al centro abitato, il Pontefice, in auto, ha incrociato alcune monache benedettine del monastero di Sant’Antonio di Norcia che stavano risalendo a piedi nella speranza di poterlo incontrare. Le religiose – che hanno il monastero completamente inagibile e che dormono nei vani della lavanderia - hanno salutato il Papa con la mano e a quel punto la vettura si è fermata. Francesco, seduto al posto del passeggero, ha abbassato il finestrino e le ha salutate. È rimasto con loro per qualche attimo per poi allontanarsi. «Pregate per me» le parole che il Santo Padre ha detto alle suore, secondo quanto riferito dalla badessa madre Caterina Corona. «Ci ha salutato - ha aggiunto - con un bel sorriso. Gli abbiamo detto che abbiamo pregato per lui oggi, nel giorno del suo onomastico, e continueremo a farlo».

L’Arcivescovo, mentre stava rientrando a Spoleto, ha ricevuto la telefonata di uno dei membri del seguito papale: «Eccellenza, a nome del Papa la ringraziamo ancora per l’accoglienza e la disponibilità. Il Santo Padre è stanco ma felicissimo di essere stato anche in mezzo alla Sua gente colpita dal terremoto». 

Aggiornamento del 24 settembre 2016. A un mese esatto dal terremoto che il 24 agosto scorso ha colpito l’Italia centrale - in particolare le regioni Lazio, Marche e Umbria – la comunità di Norcia, nel pomeriggio di sabato 24 settembre, si è riunita nella tensostruttura adibita a centro pastorale dove l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha aperto la Porta Santa della Misericordia e ha presieduto il Giubileo dei malati e delle persone anziane. Una celebrazione molto partecipata, semplice e intensa, dove le persone, nel ricordare la Madonna Addolorata, hanno manifestato la loro intenzione di ricominciare ancora una volta la ricostruzione – umana e dei muri - intorno all’altare. Lo stesso fecero nel 1979 e nel 1997. Con mons. Boccardo hanno concelebrato i parroci delle comunità della Valnerina ferite dal terremoto: don Marco Rufini di Norcia, don Renzo Persiani di Cascia, don Luciano Avenati dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Presenti gli altri sacerdoti diocesani e religiosi che svolgono il loro servizio pastorale a Norcia. C’erano anche alcuni monaci e alcune monache benedettine della città. Il Comune era rappresentato dal sindaco Nicola Alemanno e dagli altri membri della Giunta. I numerosi malati e anziani erano accompagnati dai familiari e dai volontari dell’Unitalsi delle sottosezioni di Spoleto e di Norcia. «Stiamo vivendo – ha detto mons. Boccardo nell’omelia - una storia di trepidazione e paura da una parte e di fortezza e speranza dall’altra. Tutti siamo chiamati a farci carico di questa nostra nuova storia civile ed ecclesiastica. Il messaggio del Giubileo – ha proseguito il Presule – è semplice e chiaro: Dio ci vuole bene nonostante i nostri limiti. La misericordia non è un vago sentimento, ma è avere il cuore attento alle esigenze dei fratelli, è essere disponibili all’ascolto reciproco, all’accoglienza, al perdono. Abbiamo voluto aprire la Porta Santa, simbolo esteriore del Giubileo, in questa tenda dove la comunità terremotata di Norcia si ritrova per la celebrazione eucaristica per ricordarci che Dio non viene meno, resiste, rimane al fianco del suo popolo e dice: cerca di capire per cosa vale veramente la pena vivere».

Al termine della Messa l’Arcivescovo ha comunicato ai presenti alcune iniziative concrete che la Chiesa sta portando avanti a favore delle popolazioni terremotate:

  • La Caritas di Bolzano-Bressanone, i cui responsabili sono stati a Norcia nei giorni scorsi, ha raccolto mezzo milione di euro. La cifra sarà interamente utilizzata nel programma di sostegno, da realizzarsi entro la fine di novembre, che la Caritas altoatesina e la Caritas di Spoleto-Norcia hanno avviato in favore delle famiglie di agricoltori e allevatori del comune di Norcia duramente colpite dal terremoto. Grazie al mezzo milione di euro di offerte, la Caritas di Bolzano-Bressanone potrà sostenere il programma a favore di 18 aziende agricole familiari che riguarderà la fornitura di 8 moduli abitativi per otto mesi ad altrettante famiglie, la consegna di tre box magazzini per immagazzinare i mobili di case che saranno abbattute a giorni, due per lo stoccaggio di cereali, uno per la lavorazione dello zafferano e, oltre che mangimi e foraggio per gli animali, un capannone per suini e cinque stalle provvisorie per garantire la sicurezza e la protezione dalle rigide temperature invernali di un’ottantina di mucche da latte. Paolo Valente e Franz Kripp, direttori della Caritas di Bolzano-Bressanone, affermano che «restituire fiducia alle comunità colpite dal terremoto, con la nostra vicinanza e con aiuti concreti, è il primo passo per passare dall’emergenza alla quotidianità».
  • La Conferenza Episcopale Umbra, riunitasi il 22 settembre u.s. a Foligno, ha stanziato 50.000 euro come contributo per il recupero della Concattedrale di S. Maria a Norcia. «È davvero un bel segno di comunione ecclesiale e ringrazio tutti i miei confratelli Vescovi dell’Umbria», afferma mons. Renato Boccardo.
  • La Commissione episcopale per l’apostolato dei laici del Libano, in collaborazione con il Ministero della Comunicazione, ha avviato il 20 settembre una campagna di solidarietà a livello nazionale per le esigenze post terremoto nella diocesi di Spoleto-Norcia; ha inoltre creato una pagina facebook di solidarietà “Générations JMJ Liban-Solidarité Spoleto” (attiva dal 25 settembre) e promuoverà una conferenza stampa per sensibilizzare il popolo libanese. La vicinanza della comunità cristiana del Paese dei Cedri è nata grazie all’amicizia tra l’Arcivescovo e alcuni membri della già citata commissione. Infine, domenica 9 ottobre p.v. verrà celebrata una Messa a Beirut, alla presenza del Nunzio Apostolico e dell’Ambasciatore Italiano, in cui si pregherà per le vittime del sisma del centro Italia e si presenterà la campagna di solidarietà.
  • L’Opera di Santa Maria del Fiore che, dal 1296, cura e custodisce il patrimonio storico-artistico della Cattedrale di Firenze, attraverso il suo presidente Franco Lucchesi, ha espresso vicinanza e solidarietà all’Arcivescovo Boccardo. Nella missiva inviata al Presule, viene riportata la decisione del Consiglio di Amministrazione di contribuire alla ricostruzione del campanile della chiesa parrocchiale di S. Pellegrino di Norcia. Si legge: «Quel campanile ci è sembrato in ormai silenzioso dialogo con il nostro campanile (quello di Giotto, ndr), anch’esso trecentesco, certamente più prezioso ma simili entrambi della fede e della stessa identità dei popoli che le loro campane hanno chiamato a raccolta e alla preghiera per secoli. Abbiamo così maturato l’idea di un gemellaggio fra il nostro campanile di Giotto e quello di S. Pellegrino; un gemellaggio di solidarietà, sui cui contenuti coinvolgere l’archidiocesi di Spoleto e, tramite essa, il popolo dei fedeli di Norcia. E perché il gemellaggio non fosse solo simbolico e potesse dispiegarsi fra due realtà architettoniche capaci di assolvere entrambe al loro compito di richiamo alla preghiera a Dio, abbiamo destinato una somma di denaro per avviare la ricostruzione del campanile abbattuto. La somma sarà quella raccolta ogni lunedì del mese di settembre dalla vendita dei biglietti di accesso ai nostri monumenti».

Aggiornamento del 16 settembre 2016. Prosegue la vicinanza della Caritas alle popolazioni di Norcia, di Preci, di Cascia e degli altri comuni della Valnerina duramente provate dal terremoto del 24 agosto e dei giorni successivi. Venerdì 9 settembre scorso, il direttore di Caritas italiana mons. Francesco Antonio Soddu è stato accompagnato dall’arcivescovo Renato Boccardo in visita alla frazione di S. Pellegrino, la più colpita dal sisma, dichiarata zona rossa, dove le persone vivono in una tendopoli.

 182 gli edifici di proprietà ecclesiastica lesionati dal terremoto in Valnerina. In tutta la Valnerina sono 182 gli edifici di proprietà ecclesiastica (chiese, case canoniche, cappelle; da considerare che in molti piccoli paesi ci sono più chiese) lesionati e per i quali l’Archidiocesi ha avanzato alla Sovrintendenza e alla Protezione Civile una richiesta di verifica delle strutture. Per Comune, sono così suddivisi: 71 a Norcia, 30 a Cascia, 23 a Preci, 14 a Cerreto di Spoleto, 11 a Sellano, 10 a Vallo di Nera, 6 a S. Anatolia di Narco, 5 a Scheggino,  5 a Monteleone di Spoleto, 4 a Poggiodomo e 3 a Foligno (nella parrocchia di Verchiano che è parte della Chiesa spoletina).

Mantova, Bolzano, Napoli: solidarietà da tutta Italia per le popolazioni della Valnerina. A Norcia la Caritas di Mantova da una decina di giorni ha allestito una tensostruttura per la celebrazione della Messa e le attività pastorali. Nello stesso luogo, nei giorni feriali, sono ospitate alcune classi delle scuole elementari. L’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, invece, donerà una tensostruttura (10x20 con impianto di riscaldamento e climatizzazione) che fungerà da centro per le attività pastorali della parrocchia di Cascia (chiesa e locali attigui inagibili). La Caritas di Bolzano verrà nei prossimi giorni in visita a Norcia per avviare un progetto (cui dovrebbero aderire tutte le Caritas del Triveneto) di sostegno alle imprese familiari locali che hanno avuto danni importanti alla loro attività autonoma. La terra di S. Benedetto e di Santa Rita, infatti, vive di un’economia che non si basa esclusivamente sul turismo religioso o ambientale. C’è un’ampia fascia di popolazione che ha creato, negli anni, piccole imprese a conduzione familiare, impegnandosi in attività agricole e di allevamento, conferendo valore al mondo rurale che caratterizza la Valnerina, con eccellenza gastronomiche e prodotti alimentari di qualità. I seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi hanno incontrato le famiglie del territorio nursino e hanno redatto una mappa dei bisogni sottoposta a Caritas Italiana - cui spetta il coordinamento generale - e che sarà presentata anche a Caritas Bolzano in occasione della loro prossima visita.

Sostegno della Comunità Islamica di Spoleto. La comunità islamica di Spoleto si è fatta vicina alle popolazioni della Valnerina colpite dal terremoto mediante un sostegno economico consegnato al direttore della Caritas diocesana Giorgio Pallucco. Questo segno di attenzione e fraternità è stato molto apprezzato e l’Arcivescovo – a nome dell’intera Chiesa di Spoleto-Norcia – ringrazia i fratelli musulmani.

Colletta nazionale di domenica 18 settembre. In vista della colletta nazionale in tutte le chiese della Penisola indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana, che avrà il suo culmine domenica 18 settembre prossimo, la Caritas di Spoleto-Norcia chiede alle comunità parrocchiali, alle congregazioni religiose, ai gruppi di impegno religioso, alle famiglie cristiane e ai singoli uomini e donne di buona volontà di aprire al massimo delle possibilità il proprio cuore per farsi vicini a tanti fratelli nella sofferenza che abitano il territorio di Norcia e dei Comuni limitrofi. «La colletta – afferma il direttore della Caritas Giorgio Pallucco - è già aperta presso gli uffici della Caritas diocesana (Spoleto, Piazzetta della Misericordia) e proseguirà anche dopo il 18 settembre con orario dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00; si può anche utilizzare il conto corrente bancario della Caritas diocesana di Spoleto Norcia c/o Casse dell’Umbria S.p.a. con IBAN IT17Y 06315 21850 00000 10 11347. Le offerte saranno amministrate dalla Caritas diocesana, attraverso il coordinamento di Caritas Italiana. La nostra solidarietà si concentrerà soprattutto sugli aiuti per un ritorno alla normale quotidianità delle famiglie».

Sabato 24 settembre nella tensostruttura di Norcia adibita a centro pastorale l’Arcivescovo aprirà la Porta Santa della Misericordia per la celebrazione del Giubileo degli anziani e dei malati. Intanto, sabato 17 settembre alle 9.00 l’arcivescovo sarà al monastero delle benedettine di S. Antonio in Norcia per presiedere il capitolo che eleggerà la nuova badessa. Nonostante il monastero e la chiesa sono seriamente lesionati e le monache alloggiate in alcuni locali della foresteria, si è deciso ugualmente di dar corso al capitolo come segno di un ritorno graduale alla normalità. Sabato 24 settembre alle 15.30, invece, mons. Boccardo nella tensostruttura di Norcia adibita a Centro Pastorale aprirà la Porta Santa della Misericordia e presiederà la Messa giubilare con gli anziani e i malati del territorio. 

 

Aggiornamento del 04.09.2016, Messa dell'Arcivescovo a Campi di Norcia.Domenica 4 settembre l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha nuovamente portato la vicinanza sua personale e dell’intera Diocesi ai terremotati della zona di Norcia. Questa volta il Presule si è recato in Val Castoriana, a Campi di Norcia per la precisione. Ha celebrato la Messa all’aperto, in uno slargo dinanzi alla bellissima chiesa di S. Salvatore, inagibile come del resto la grande maggioranza di quelle che fanno capo all’Abbazia di S. Eutizio. Le molte persone presenti hanno manifestato al Vescovo la grande paura che si è riacutizzata con le scosse della notte tra venerdì e sabato, ma anche la loro tenacia e la voglia di non arrendersi e non abbandonare il territorio. Con mons. Boccardo ha concelebrato il parroco dell’Abbazia don Luciano Avenati che, dopo una decina di notti trascorse nell’automobile, dorme ora in una tenda.

Lo splendido complesso abbaziale, infatti, è stato dichiarato inagibile: la chiesa è seriamente compromessa e il campanile è a rischio crollo. Don Avenati a nome di tutti i fedeli si è così rivolto al Vescovo: «Grazie per la sua frequente e premurosa vicinanza fin dalle prime scosse. La gente in questo momento faticoso e doloroso sente vicino il proprio Pastore». Nell’omelia mons. Boccardo ha detto che spesso «la vita ci propone sentieri di montagna, duri e faticosi, come può essere il terremoto che ha sconvolto le nostre vite. Ma Gesù ci precede in questo sentiero, ci apre la strada, è con noi, non ci lascia soli. È vero – ha proseguito – in questa vallata non abbiamo più chiese agibili (come del resto a Norcia, ndr), ma la vita cristiana prosegue perché il Signore abita nelle nostre vite prima ancora che nei muri di un edificio. Madonna della Croce venerata qui a Campi – ha detto al termine – prenditi cura dei tuoi figli terremotati e per ottieni le benedizioni di tuo figlio Gesù». Al termine della Messa mons. Boccardo ha pranzato nello spazio polivalente della pro-loco con le persone che dalla notte della prima scossa vivono lì (una trentina) o perché la casa è inagibile, o perchè la paura ha avuto la meglio. 

Aggiornamento del 30.08.2016, visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi a Norcia. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, martedì 30 agosto prima di prendere parte ai funerali delle vittime del terremoto ad Amatrice, si è recato in visita alle zone di Norcia colpite dal violento sisma della scorsa settimana. Il Premier è atterrato con l’elicottero al campo sportivo di Norcia intorno alle 16.30 e da lì, insieme al presidente della giunta regionale Catiuscia Marini, all’arcivescovo di Spoleto Renato Boccardo e al sindaco Nicola Alemanno, si è recato nella frazione di S. Pellegrino, la più colpita dal terremoto, catalogata come zona rossa, dove i 150 abitanti vivono nelle tende, la chiesa è inagibile, la torre campanaria crollata e tutte le case gravemente lesionate. La visita è stata inaspettata e quindi maggiormente gradita dalla gente nursina che si trova ad affrontare per la terza volta la ricostruzione della propria casa dopo i terremoti del 1979 e del 1997. La notizia si è diffusa intorno all’ora di pranzo e rapidamente ha fatto il giro della città, soprattutto tra gli oltre 1500 sfollati. La giornata è stata caratterizzata da un violento temporale che, fortunatamente, ha concesso una tregua nell’ora di visita di Renzi. «Voi umbri – ha detto il Presidente del Consiglio alla gente nella tendopoli di S. Pellegrino – siete bravi e non vi lasceremo soli. Sono venuto per rendermi conto di persona dei danni che il terremoto ha causato in questa zona. So che siete vivi perché la ricostruzione antisismica ha funzionato. Certo, non avete più la casa ma ci siete e questo è importante. Vi esorto a lavorare insieme alle istituzioni e ai volontari della Protezione civile e delle altre associazioni per un rapido ritorno alla normalità. Vi prometto che tornerò». Renzi ha condiviso con i presenti la sua esperienza come volontario scout a Nocera Umbra, una della città della terra dei Santi Francesco e Benedetto più colpita dal terremoto del 1997. Il Premier, poi, si è recato a vedere le macerie delle case e della chiesa e del paese. Infine, un breve giro all’interno della mura di Norcia con ingresso da Porta Ascolana, sosta dinanzi alla chiesa della Madonna Addolorata completamente lesionata, ingresso in due attività commerciali a dare sostegno ai titolari che stavano spazzando via i calcinacci e arrivo nella centrale piazza S. Benedetto. L’Arcivescovo ha spiegato al Presidente del Consiglio che il patrimonio storico-artistico del territorio è seriamente compromesso e che non c’è più nessuna chiesa agibile. Il Premier ha preso visione dei gravi danni della concattedrale di S. Maria e della basilica di S. Benedetto. Percorrendo a piedi il corso della città, prima di lasciare Norcia alla volta di Amatrice, Renzi ha salutato molti bambini, giovani, disabili e anziani. A tutti ha detto di non arrendersi e che tornerà presto. 

Aggiornamento del 29.08.2016: Messa nel campo sportivo con la popolazione di Norcia. Continua la conta dei danni ai beni di proprietà dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia causati dal violento terremoto che dal 24 agosto scorso sta interessando Marche, Lazio e Umbria. Le zone più danneggiate della Chiesa che ha dato i natali ai Santi Benedetto, Ponziano, Rita e Chiara della Croce sono quelle dei Comuni di Norcia e Preci, dove c’è più neanche una chiesa agibile per celebrare la Messa. È notizia di oggi lunedì 29 agosto che l’Abbazia di S. Eutizio (la chiesa era già stata chiusa mercoledì scorso) deve essere sgomberata perché il campanile e l’attiguo cimitero sono seriamente danneggiati e nuove scosse potrebbero far temere il peggio, ossia il crollo. Le uniche stanze sicure che potranno essere usate sono le prime sulla sinistra entrando in Abbazia.  Lesioni a chiese e case canoniche pure a Cascia, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto, Cerreto di Spoleto, Sellano, Vallo di Nera, S. Anatolia di Narco, Scheggino. Si registrano danni anche a Spoleto e addirittura a Bevagna. Gli uffici della Curia Arcivescovile stanno continuando i sopralluoghi sul territorio e hanno chiesto a tutti i parroci di segnalare eventuali danni. Intanto la Diocesi ha indicato alla Regione e alla Sovrintendenza mons. Giampiero Ceccarelli, cancelliere arcivescovile e direttore dell’ufficio per i beni culturali ed ecclesiastici, quale referente del terremoto.

Oltre ai sopralluoghi e alle pratiche da avviare insieme alla Soprintendenza per la messa in sicurezza del vasto e prezioso patrimonio culturale ecclesiastico, la Chiesa di Spoleto-Norcia è fin dal primo giorno del sisma impegnata nel processo di “ricostruzione” delle persone di Norcia e dintorni. Infatti, oltre all’urgenza di una nuova casa e di una chiesa dove poter pregare, hanno bisogno di essere ascoltati, abbracciati, incoraggiati. In modo particolare gli anziani e gli adulti che, dopo il 1979 e il 1997, hanno visto nuovamente spazzare via in pochi secondi le fatiche di una vita e la rassegnazione emerge chiara dai loro volti. E nel pomeriggio di domenica 28 agosto l’Arcivescovo ha celebrato la Messa al campo sportivo comunale di Norcia, alla presenza di oltre trecento fedeli. «È bello ritrovarsi insieme per ringraziare Dio che nella sua infinita provvidenza ha risparmiato vite umane in questa zona della Diocesi colpita dal terremoto», ha detto mons. Boccardo all’inizio dell’Eucaristia. Nel corso della Messa sono state avvertite tre scosse, di cui una di magnitudo 4.6 alle 17.49. Con il Presule hanno concelebrato: il parroco di Norcia don Marco Rufini, il priore dei monaci benedettini padre Cassian Folsom, il parroco dell’Abbazia di S. Eutizio e vicario episcopale per la formazione don Luciano Avenati, il vicario episcopale per l’amministrazione don Sem Fioretti, il parroco in solido di Baiano di Spoleto don Alessio Kononv, il collaboratore pastorale di Norcia don Salvatore Piga, il parroco emerito di Norcia don Antonio Diotallevi. Il servizio liturgico è stato curato da alcuni seminaristi della Diocesi, mentre i canti sono stati eseguiti dal coro parrocchiale. Presente il sindaco Nicola Alemanno e alcuni esponenti delle Forze dell’Ordine, tra cui il Comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Cosimo Fiore. Nel corso della Messa sono state ricordate le vittime che il terremoto ha causato nelle comunità vicine di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto. «Questa tragica esperienza che stiamo vivendo – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – ci deve insegnare a leggere in modo nuovo la nostra esistenza, caratterizzata dal moltiplicarsi di corse per ricercare visibilità, da affanni e da litigi. La scienza e la tecnologia ci hanno consegnato conquiste importanti, ma non siamo però in grado di aggiungere neanche un minuto alla vita. Confrontandoci con questa calamità che ci ha sconvolto, e che ringraziando Dio nel nostro territorio non ha fatto vittime, siamo invitati a compiere un esame di coscienza, a mettere ordine nella nostra vita e capire bene per quali cose vale la pena affannarsi e preoccuparsi. I muri li ricostruiremo, ma è urgente riparare le ferite che portiamo dentro. Dio – ha proseguito mons. Boccardo – è stato solidale con noi. Anche lui non ha più casa: tutte le chiese, infatti, sono lesionate e il parroco in alcune vi si è recato, accompagnato naturalmente dai Vigili del Fuoco, per prelevare il Santissimo Sacramento e portarlo al sicuro. Pure Dio quindi è terremotato, soffre con noi, condivide con noi la precarietà, ma siamo certi che non ci abbandonerà». Significativa la presenza alla Messa di un gruppo di ragazzi della Pastorale giovanile della Diocesi, accompagnati dalla responsabile suor Anna Maria Lolli, saliti a Norcia per esprimere vicinanza e solidarietà ai loro coetanei con i quali hanno condiviso la bella esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Al termine della celebrazione una signora si è avvicinata al Vescovo e gli ha detto: «Eccellenza, che “pecore” toste che ha, noi non ce andremo». E mons. Boccardo l’ha esortata ad impegnarsi a far sì che tutta la popolazione si dia la mano in questo momento perché – ha detto - «solo uniti e ancorandoci all’unica roccia che non vacillerà mai, Gesù, potremo guardare con speranza al domani». Prima di rientrare a Spoleto, l’Arcivescovo si è recato a far visita ad una famiglia di Campi di Norcia a cui il terremoto ha distrutto l’abitazione. 

Aggiornamento del 27.08.2016: Messa Arcivescovo alla tendopoli di S. Pellegrino. «Dinanzi ad una calamità quale il terremoto siamo tutti piccoli, peni di domande e di perplessità, senza parole. Sono qui per dirvi che non siete soli, che c’è una bella rete di solidarietà e di condivisione». È quanto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha detto all’inizio dell’omelia della Messa celebrata il pomeriggio di venerdì 26 agosto scorso a S. Pellegrino di Norcia, nel tendone dove le persone si ritrovano per colazione, pranzo e cena. «Tutto quello che come Chiesa possiamo fare lo faremo, ad iniziare dalla “ricostruzione” delle persone», ha garantito il Presule agli abitanti, circa 150 che ora vivono nella tendopoli allestita dalla Protezione civile, della frazione più lesionata dal sisma, insieme a Castelluccio, del comune di Norcia.

Mons. Boccardo, dopo aver ricordato nelle preghiere dei fedeli le vittime del terremoto nelle Marche e nel Lazio, ha esortato i presenti a rimanere ancorati alla fede, all’unica roccia che non crollerà mai, Gesù. L’Arcivescovo, accompagnato dai Vigili del Fuoco, si è recato ancora una volta in visita al centro del paese, considerato zona rossa e quindi pericolosissima: ha osservato i resti del campanile crollato con la scossa della mattina del 25 agosto e le abitazioni ancor più lesionate rispetto alla precedente visita del 24 agosto. «Quando abbiamo avvertito la scossa del 25 mattina – ha raccontato con le lacrime agli occhi un uomo al Vescovo – siamo corsi alla chiesa e abbiamo visto il campanile crollato e le campane sopra le macerie. Ci siamo avvinati, abbiamo preso il batacchio di una di esse e per l’ultima volta abbiamo sentito quel suono che dal 1894 ha scandito lo scorrere del tempo». In accordo con la Curia Arcivescovile di Spoleto le campane sono state messe al sicuro nei fondi di una delle case fuori dal centro del paese, tra le meno lesionate. Mons. Boccardo prima di lasciare S. Pellegrino ha salutato e ringraziato i numerosi volontari della Protezione civile e le forze dell’ordine che stanno 

gestendo nel migliore dei modi l’emergenza. La seconda intera giornata del Presule tra le zone terremotate era iniziata con un sopralluogo alle chiese della città di Norcia più lesionate - la concattedrale di S. Maria, la basilica di S. Benedetto e l’Addolorata a Norcia; la chiesa di Avendita, quelle di Agriano, quella di Fogliano e l’Abbazia di S. Eutizio a Preci – con il sottosegretario al Ministero dell’Interno Gianpiero Bocci e i vertici della Soprintendenza regionale. Tutte, ufficialmente, sono state dichiarate inagibili. E nella patria natale di S. Benedetto non c’è più un luogo di culto dove la comunità possa ritrovarsi per pregare. La Caritas diocesana di Mantova, allora, ha messo a disposizione una tensostruttura che fungerà da centro pastorale e che verrà posizionata sulla pista di pattinaggio antistante le scuole primarie e dell’infanzia, mentre un’altra sarà montata a S. Pellegrino. La parrocchia è parte attiva nello spazio di svago creato dal Comune presso il campo di calcetto, dove è allestito uno dei campi di accoglienza, per ascoltare la gente, per abbracciarla, per incoraggiarla a guardare al domani con speranza, per dire semplicemente “ci siamo”. Mons. Boccardo nel corso della mattinata ha avuto un colloquio telefonico con il ministro per i Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini al quale ha illustrato la situazione criticissima del patrimonio artistico nursino. «Ho chiesto al Ministro – riferisce il Presule – di seguire da vicino la situazione e di sostenerci nella ricostruzione. Ho trovato nel titolare del MiBACT comprensione e disponibilità». Altro importante incontro è stato quello che l’Arcivescovo ha avuto, presso il monastero S. Antonio delle Benedettine, con i direttori delle Caritas diocesane dell’Umbria. «Grazie – ha detto loro - per essere venuti a Norcia a due giorni dal terremoto, mentre la terra continua a tremare. La nostra gente è messa nuovamente a dura prova, ma sa di poter contare sulla solidarietà e vicinanza di tutte le Chiese dell’Umbria, oggi qui rappresentate da voi e dai vostri collaboratori. E questo è un bel segno di comunione ecclesiale». A presentare alla Delegazione Caritas Umbria la situazione è stato il parroco della concattedrale di Norcia don Marco Rufini: «La nostra gente è atterrita e poco lucida in questo momento ed è stato drammatico per molti, soprattutto anziani, lasciare la propria casa. Abbiamo alcune decine di famiglie che non hanno più nulla, consapevoli di dover far venire una ruspa per spianare tutto. Dobbiamo essere vicini a quanti non potranno più tornare nelle loro abitazioni». Nei prossimi giorni la Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, dopo aver fatto il punto con la Protezione civile, comunicherà le modalità di una presenza stabile al fianco della gente, ad iniziare soprattutto dal momento in cui l’emergenza cesserà, i sopralluoghi saranno terminati e i riflettori spenti. 

Aggiornamento del 25.08.2016 delle ore 15.23. Venerdì 25 agosto una delegazione della Caritas regionale dell’Umbria, guidata dall’avv. Giorgio Pallucco direttore della Caritas di Spoleto-Norcia e della delegazione regionale del medesimo organismo pastorale, sarà a Norcia per organizzare, come annunciato dall’arcivescovo Renato Boccardo, una presenza di vicinanza e aiuto alle popolazioni colpite dal violento terremoto del 24 agosto, in coordinamento e con le modalità indicate dalle Protezione Civile. Previsto un incontro anche con i rappresentanti di Caritas italiana. Moltissime persone dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia ma anche dalle altre Chiese dell’Umbria – giovani, famiglie, membri di associazioni e movimenti – si sono rese disponibili per prestare servizio accanto ai terremotati nel nursino e nelle zone delle Marche e del Lazio. La mattina del 25 agosto nel Palazzo Arcivescovile di Spoleto mons. Boccardo, approfittando di una riunione pastorale già programmata, ha illustrato ai collaboratori della Curia la situazione delle zone della Valnerina colpite dal terremoto, ha lodato Dio che non ci sono state vittime, ha invitato a pregare per i numerosi morti nelle diocesi confinanti di Ascoli Piceno e Rieti ed ha annunciato per domenica 28 agosto alle ore 17.00 che celebrerà una Messa per tutta la popolazione duramente provata. Il personale dell’Ufficio tecnico della Curia, intanto, sta proseguendo i sopralluoghi nei vari paesi della montagna. L’Arcivescovo è in contatto costante con i sacerdoti e con le istituzioni. All’ora di pranzo di giovedì 25 agosto il parroco di Norcia don Marco Rufini si è recato a Castelluccio per portare il saluto e l’incoraggiamento suo personale e di mons. Boccardo alle circa trenta persone che sono rimaste e che non possono accedere al paese considerato zona rossa e dove è stata anche interrotta la fornitura del gas. Il sacerdote è stato accompagnato da una pattuglia di Carabinieri, che l’Archidiocesi ringrazia sentitamente, in quanto la strada di accesso non è percorribile. 

Come già detto più volte nella giornata del 24 agosto, molte chiese della zona pastorale di Norcia sono inagibili, in particolare nella città nessuna delle tre normalmente officiate può essere utilizzata e cioè la concattedrale di S. Maria, la basilica di S. Benedetto e la chiesa della Madonna Addolorata. Il terremoto registrato alle 5.17 del 25 agosto ha fatto crollare il campanile della chiesa di S. Pellegrino, già seriamente compromesso dalle prime scosse del giorno precedente, e nella Concattedrale della città sono caduti i lampadari.  Caritas Italiana allestirà, in uno spazio di proprietà del Comune appena fuori le mura di Norcia, una tensostruttura che fungerà da centro pastorale (celebrazione delle Messe, incontri con i giovani, catechesi ecc…). Situazione critica anche per le chiese di Frascaro, Nottoria, Castelluccio e di altri piccoli centri. Nella città di Norcia sono presenti due monasteri di clausura: qualche piccola crepa dalle Clarisse di Santa Pace ma nulla di preoccupante; seriamente danneggiato, invece, quello delle Benedettine di S. Antonio. Qui, una religiosa ha vissuto brutti momenti: la notte delle prime scosse l’armadio della camera si è inclinato sul letto e fortunatamente le ha procurato solo una leggera contusione alla spalla destra.

Non va meglio nei Comuni di Preci, Cascia e Poggiodomo. Le tre chiese di Agriano, quella parrocchiale di Avendita e quella di Fogliano sono seriamente danneggiate;  per precauzione è stata chiusa anche la parrocchiale di S. Maria della Visitazione a Cascia, dove sono caduti dei calcinacci e sono apparse delle crepe sui muri; chiuse al culto le chiese di Mucciafora e Roccatamburo nel comune di Poggiodomo, anch’esse seriamente lesionate; anche nella splendida abbazia di S. Eutizio in Val Castoriana, inagibile, si contano i danni, così come in molte chiese della vallata. Non presentano problemi i due Santuari di Santa Rita, quello di Cascia e quello di Roccaporena.

La Chiesa di Spoleto-Norcia – Arcivescovo, preti, religiosi e religiose, fedeli laici – continuerà a pregare e a condividere con la gente questo momento terribile, esortando tutti al coraggio e a non arrendersi, invitando i fedeli a fare proprie le parole del salmista: “Proteggimi o Dio in te mi rifugio…Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene…mi indicherai il sentiero della vita…”.  Le popolazioni di Norcia e del territorio circostante, mentre si stringono al dolore per la morte delle persone nei paesi confinanti del Lazio e delle Marche, alla scuola del più illustre dei suoi figli S. Benedetto, sono pronte a rimboccarsi ancora una volta le maniche e con tenacia si metteranno all’opera per guardare al domani con speranza. 

Aggiornamento del 24.08.2016 ore 19.00. Danni in tutto il territorio di Norcia, in parte del Comune di Cascia e con minori ripercussioni su Preci, Sellano e Poggiodomo sono stati riscontrati a seguito del terremoto verificatosi alle prime ore del 24 agosto. Nessun morto in Umbria. Alle 3.36, la terra ha tremato con un’intensità di oltre M6; a seguire, ulteriori scosse, più o meno forti che, ad ora, non accennano a cessare. Difficile parlare di coraggio in questo scenario ma è quanto ha fatto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo che, dalle prime ore di mercoledì 24 agosto, si è recato ad effettuare sopralluoghi, insieme al priore di Norcia, don Marco Rufini, e al parroco di Avendita, don Giuliano Medori, nelle zone della diocesi principalmente colpite. Presente anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Con lei, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, le forze dell’Ordine e la Protezione civile, mons. Boccardo ha partecipato a un breve summit, assicurando la disponibilità dei “plotone” dei volontari della Caritas. Dai sopralluoghi, sono risultate completamente inagibili tutte le chiese di Norcia: la concattedrale di S. Maria, la basilica di S. Benedetto, la chiesa dell’Addolorata. Presso l’ostello della gioventù Il Capisterium, ex seminario, soggiornava un gruppo di una parrocchia di Roma ed era appena uscito l’ultimo ragazzo dalla hall, quando il tetto è crollato. San Pellegrino risulta essere sicuramente la frazione maggiormente colpita: anche qui, chiesa inagibile e campanile che si regge per miracolo e le lancette dell’orologio si sono fermate alle 3.36. A Frascaro è caduto il portale di accesso al luogo di culto. Anche l’Abbazia di S. Eutizio, a Preci, dove san Benedetto ha appreso i rudimenti della fede, sembra essere seriamente lesionata. E la lista potrebbe continuare. «Per fortuna non ci sono state vittime, come nelle diocesi confinanti di Ascoli Piceno e Rieti – afferma mons. Boccardo – Ora, dobbiamo pensare alla ricostruzione, non solo delle strutture ma anche delle vite, già provate da più terremoti». Allo stesso tempo, il presule ha ricordato nella preghiera coloro che hanno perso la vita dall’altra parte dell’Appennino. I tecnici spiegano che la situazione sarebbe potuta essere più grave anche per la popolazione umbra, senza il sistema antisismico di ricostruzione messo in atto a seguito delle due precedenti esperienze. L’Arcivescovo si è fatto vicino alla gente, soprattutto a chi è più avanti nell’età, e ha esortato: «Coraggio, non arrendiamoci!». C’è chi non si dà pace, come un padre per la propria figlia, tornata a vivere nella casa ristrutturata soltanto lo scorso anno. C’è anche chi, pur nella disperazione, risponde: «Il Signore dà il peso ma dona anche la forza di guardare avanti». E, ancora: «Non abbiamo più la casa, è vero, ma siamo vivi». Tra le varie visite del presule, quella a don Natale Rossi, il sacerdote più anziano, 94 anni, che vive a S. Giorgio di Cascia, dove è nato ed è vissuto, tra la sua gente, come ama ricordare. L’Arcivescovo si è poi sincerato dello stato di salute delle monache di clausura e, dalle Clarisse di Norcia, ha appreso che una consacrata è stata bloccata da un armadio cadutole addosso, fortunatamente senza gravi lesioni. Per ringraziare del dono della vita, mons. Boccardo celebrerà una messa domenica prossima (28 agosto) presso il campo sportivo di Norcia. In giornata, il presule è stato contattato telefonicamente dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Citta della Pieve, e da tutti i vescovi dell’Umbria che hanno garantito la disponibilità dei propri operatori Caritas. Vicinanza anche dal card. Angelo Comastri, arciprete della basilica papale di S. Pietro in Vaticano.

Aggiornamento del 24.08.2016 ore 8.00. L’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, si sta recando in Valnerina, nella zona di Norcia, per portare la propria vicinanza e il proprio sostegno spirituale alla popolazione a seguito del violento terremoto che poche ore fa ha devastato il Centro Italia, in modo particolare le Regioni Marche, Lazio e Umbria. Il Presule, insieme agli uffici tecnici della Curia Arcivescovile, farà un primo sopralluogo anche agli edifici di proprietà ecclesiastica danneggiati dal sisma. Mons. Boccardo subito dopo la prima scossa ha raggiunto telefonicamente i parroci di Norcia e Cascia per accertarsi della situazione e con loro è rimasto in contatto fino al momento della partenza. L’Arcivescovo ha ricevuto la chiamata del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Umbra e guida della Chiesa di Perugia-Città della Pieve, che ha assicurato la vicinanza nella preghiera alle popolazioni del nursino.

Anche il direttore di Caritas italiana mons. Francesco Antonio Soddu alle prime luci del giorno ha contattato il direttore della Caritas di Spoleto-Norcia Giorgio Pallucco per accertarsi della situazione. Più tardi, ulteriori aggiornamenti.