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Sabato 22 luglio 2017 grande festa nella comunità di S. Giorgio di Cascia, il paese natale di Pietro Paolo Pallotti, papà di S. Vincenzo, sacerdote e fondatore della Società dell’Apostolato Cattolico: l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto la Messa per l’inaugurazione dell’ampliamento della tensostruttura della Pro-loco e che fungerà da centro di comunità per questo piccolo villaggio anch’esso profondamente ferito dai terremoti dello scorso anno. All’interno le persone si ritroveranno per partecipare all’Eucaristia, per socializzare, per incontrarsi: insomma per non far crollare quel senso di appartenenza e familiarità nei rapporti che ha contraddistinto questi borghi della Valnerina.

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Tutto ciò è stato possibile grazie al “Comitato di Solidarietà per S. Giorgio” costituitosi a S. Giovanni Valdarno (parrocchie, scuole, associazioni ecc…), all’Associazione “La Pleaide” di Castelnuovo di Porto (Roma), al Circolo “Don Lorenzo Milani” di Lenzburg (Svizzera): tre dei tantissimi segni di vicinanza del popolo italiano e non solo alle nostre popolazioni colpite dal terremoto. Il tutto è stato coordinato con encomiabile impegno dalla Pro-loco di S. Giorgio, in particolare dal presidente Angelo Sbriccoli e dal consigliere Davide D’Ascenzio.

Accanto a mons. Boccardo c’era don Natale Rossi, il prete più anziano dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia con i suoi quasi 95 anni, per oltre cinquanta anni parroco proprio a S. Giorgio. Oggi don Natale non ha più la cura pastorale diretta della piccola comunità, confluita nella parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore che comprende tutti i paesi dell’Altipiano tra Cascia e Norcia con sede ad Avendita, ma con l’autorizzazione dell’Arcivescovo era rimasto a vivere a S. Giorgio. E la mattina del 30 ottobre era lì, nella piccola casa canonica insieme alla signora che vive con lui. Dopo il sisma è rimasto accanto alla “sua” gente, le prime notti addirittura le ha passate in macchina. Poi, l’Arcivescovo l’ha invitato a stabilirsi presso l’Opera diocesana di Roccaporena. Ogni domenica, però, don Natale sale con la sua utilitaria a S. Giorgio per celebrare l’Eucaristia. Ed è stato proprio l’anziano sacerdote a tagliare il nastro della tensostruttura, tra l’applauso festante dei presenti. Naturalmente c’era l’attuale parroco don Giuliano Medori, poi don Renzo Persiani, parroco di Cascia ma nativo proprio di S. Giorgio, padre Bernardino Pinciaroli, agostiniano, rettore della Basilica di Santa Rita, e altri sacerdoti della zona. Le autorità civili erano rappresentate dal sindaco di Cascia Mario De Carolis. Molti i fedeli presenti, praticamente quasi tutti gli abitanti di S. Giorgio, più  qualcuno venuto da Roma o dai paesi vicini.

Al termine della Messa l’Arcivescovo ha voluto ringraziare don Natale: «la sua generosità è esemplare per tutti noi preti». Poi, un annuncio importante del Presule: dal gennaio 2018 nell’Altipiano di Avendita si stabilirà una comunità religiosa maschile, i figli della Società dell’Apostolato Cattolico, meglio conosciuti come Pallottini. «Un vero dono del Signore», ha commentato mons. Boccardo in considerazione del fatto che proprio a S. Giorgio, come ricordato all’inizio dell’articolo, nacque il papà di S. Vincenzo Pallotti, fondatore di questo ordine. «All’inizio sarà uno – ha detto il Vescovo – poi ne giungeranno altri; provengono dalla Provincia indiana dei Pallottini e all’inizio abiteranno in un appartamento a S. Giorgio messo a disposizione dai discendenti della famiglia Pallotti, che fin da ora ringrazio. Poi, una volta ricostruita la sede parrocchiale ad Avendita di Cascia, la comunità si trasferirà lì. Al momento – ha concluso Boccardo – la loro azione pastorale sarà coordinata da don Luciano Avenati, vicario episcopale per la formazione e vicario della Valnerina».

Una bella festa, una festa di famiglia, una festa per ritessere le fila della comunità, certi che insieme è più bello e incoraggiante ricostruire dopo il terremoto.