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Storia del Museo

Dal cortile del Palazzo Arcivescovile, attraverso il portico cinquecentesco, si accede al Museo Diocesano ospitato nell’ala del piano nobile del palazzo, detta Appartamento del Cardinale. La vasta raccolta di opere, riconosciuta da critici e studiosi, fra le più interessanti dell’Italia centrale, si fregia di notevoli dipinti che vanno dal XIII al XIX secolo, fra cui spiccano le opere di Filippino Lippi, Domenico Beccafumi, del Cavalier d’Arpino e Sebastiano Conca.

La raccolta di sculture presenta una ricca varietà di stili e materiali: dai gruppi lignei romanici del XIII secolo all’Urbano VIII in bronzo del Bernini ed ancora al S. Filippo Neri, attribuito all’Algardi. Inoltre, sono presenti una notevole raccolta di paramenti liturgici, con manufatti risalenti ai secoli XIII-XIV e le collezioni di suppellettile in metalli preziosi.

Completa l’interesse artistico del Museo Diocesano la basilica di S. Eufemia (prima metà XII secolo), alla quale si accede dal museo stesso, attraverso la Cappella del Cardinale. Il monumento è l’unico edificio romanico del centro Italia con gallerie superiori percorribili.

L’attuale Museo Diocesano di Spoleto è sorto con decreto dell’Arcivescovo Ugo Poletti in data 1° gennaio 1968. Le Sale che ospitano il Museo fino a metà anni ’70 del secolo XX° erano la residenza ufficiale degli Arcivescovi. L’ultimo ad abitarvi è stato l’Arcivescovo Ottorino Pietro Alberti che, liberando quell’ala del Palazzo, dava seguito al decreto del suo predecessore Poletti di dar vita al Museo.