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Ricordati di me

La Cattedrale di S. Maria Assunta racchiude nel suo prospetto le testimonianze delle epoche che, a Spoleto, si sono espresse con il più rigoglioso fervore dell’arte. Anno 956: è la data della più antica notizia conosciuta relativa alla Cattedrale. Nell’area dove sorge, esistevano sia l’episcopio sia la “chiesa di S. Maria del Vescovato”, cioè la Cattedrale.

La maggior parte dei frammenti decorativi altomedievali induco a pensare che la “chiesa di S. Maria del Vescovato” esistesse già nel secolo VIII-IX, nel momento storico in cui alla fine della dominazione longobarda corrisponde un forte aumento di autorità e di potenza della Chiesa e delle sedi vescovili.

L’interno è a croce latina, a tre navate con grande abside semicircolare. L’antica costruzione romanica, con il presbiterio sopraelevato, tre navate divise da colonnato e il tetto a travature palesi, fu rinnovata quasi per intero da Luigi Arrigucci, architetto camerale di Urbano VIII, che voltò una cupola sul presbiterio, spostò il transetto e impostò le volte su massicci pilastri. Gli altari e le quattro grandi porte nelle navate sono opera di Giuseppe Valadier. Sul portale mediano è il busto di Urbano VIII in bronzo, opera del Bernini (l’originale si trova esposto al Museo diocesano).

Particolare del pavimentoLa navata centrale conserva in parte il pavimento cosmatesco della cattedrale romanica; le due acquasantiere sono del 1484. La cripta di S. Primiano, del sec. IX, è ora oggetto di restauro, insieme alla Cappella di S. Anna, a quella del Sacramento e a quella della Santissima Icone. La Cripta è un raro monumento altomedioevale e unico resto dell’antica sistemazione degli edifici della cattedrale.

La facciata è spartita orizzontalmente in tre zone: in quella inferiore si apre un magnifico portale romanico con tre grandiosi stipiti e un superbo architrave a decorazione vitinea d’ispirazione classica. Nella zona mediana, sopra una galleria cieca con due telamoni, si apre una grande rosa centrale coi simboli degli evangelisti fiancheggiata da quattro rosoncini; al di sopra corre una serie di archetti su colonnine.

Nella zona superiore, a coronamento triangolare, ornata da tre rosoncini, si profilano tre arcate ogivali; quella mediana è ornata da un grande mosaico bizantineggiante (Cristo benedicente tra la Vergine e S. Giovanni) firmato Solsterno e datato 1207. A sinistra della facciata si leva il poderoso campanile, costruito nel sec. XII con materiali di spoglio romani, paleocristiani e altomedievali; la cella campanaria fu eseguita tra il 1512-1515 su disegno di Cola da Caprarola.

PorticoAlla destra del campanile si trova l’elegante portico rinascimentale a cinque arcate, opera di Ambrogio da Milano e Pippo di Antonio da Firenze, iniziato nel 1491; lo sormontano un ricco fregio e una balaustra e lo fiancheggiano due graziosi pulpiti.