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Mercoledì delle Ceneri
Santuario della Madonna di Loreto, Spoleto, 22 febbraio 2012
Abbiamo appena ascoltato parole molto dure. «Laceratevi il cuore, e non le vesti. Ritornate al Signore, vostro Dio», ci gridava il profeta; «In nome di Dio, lasciatevi riconciliare con Cristo», ci domandava san Paolo, insinuando che questa riconciliazione è già acquisita: è sufficiente acconsentirvi. È il cuore che si deve convertire, per mezzo delle tradizionali pratiche di penitenza che sono il digiuno, la preghiera e l’elemosina, ci ripeteva il Vangelo.
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Festa della Presentazione al Tempio
Madonna della Stella, 2 febbraio 2012
Oggi Gesù è presentato all’eterno Padre nel Tempio di Gerusalemme. E noi, attraverso la liturgia che stiamo celebrando, siamo invitati ad unirci a Lui per rinnovare la nostra consacrazione, battesimale e religiosa o sacerdotale. Che cosa significa essere consacrati? Significa - lo sappiamo bene - appartenere a Dio solo; vuol dire restituire a Dio una serie di doni molteplici di cui siamo come fasciati fin dall’eternità; vuol dire unirsi a Cristo che si offre al Padre e agli uomini giorno dopo giorno. E non possiamo non richiamare alla memoria del cuore il momento in cui anche noi, come fra poco faranno le nostre sorelle Fatima e Agrippina, abbiamo risposto trepidanti alla chiamata del Signore per “giocare con lui” tutta la nostra vita.
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Solennità di San Ponziano
Sabato 14 gennaio 2012, chiesa Cattedrale di Spoleto
Per tutti noi che abbiamo la fortuna di essere spoletini il 14 gennaio è giorno di gioia, di compiacimento, di ritrovata unità. Oggi si fa in noi più consapevole e forte l’amore per il martire Ponziano e per la città che lo ha eletto suo protettore e patrono. Questo amore è motivato anche dalla gratitudine verso un santo che non ci ha mai fatto mancare la sua efficace protezione; ed è un amore che ci induce a guardare a lui come ad un maestro di vita.
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Natale del Signore 2011
Santa Messa del Giorno - Basilica Cattedrale, 25 dicembre
«Prorompete in canti di gioia» (Is 52, 9), ci ha detto il profeta nella prima lettura. Nonostante il momento delicato che stiamo vivendo, la società continua ad obbedire a questo antico invito e con lo sfolgorìo di mille luci, con la consuetudine degli auguri e dei regali, con gli appuntamenti festosi delle famiglie e delle amicizie, moltiplica in questi giorni i segni di una esuberante allegrezza.
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Natale del Signore 2011
Santa Messa nella Notte - Basilica Cattedrale, 24 dicembre
Ancora una volta, questa notte, il Natale ritorna a noi con la consolazione del suo messaggio di speranza, con il fascino dei sentimenti di bontà e di pace che suscita, con l'incanto della sua atmosfera serena.
La "grande gioia" annunciata a Betlemme dall'angelo, di cui ci ha parlato il Vangelo, è l'entusiasmo per la porta del cielo che si è finalmente disserrata e per l'umanità che ha potuto accogliere il suo Salvatore. Lunghi secoli avevano implorato quel momento. Tutte le genti avevano almeno inconsciamente anelato a un ingresso di Dio nell'oscura e dolorante vicenda umana: un ingresso che riuscisse a dissipare le nebbie degli errori e dei dubbi, a sciogliere le durezze e le malignità dei cuori, a ridare senso e destino a un'esistenza che troppo spesso appare senza valore e senza traguardo. I secoli e le genti attendevano impazienti una manifestazione del Creatore: «O se tu squarciassi i cieli e scendessi!» (Is 63, 19), aveva sospirato il profeta.
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