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Ricordati di me

Centoventi pellegrini dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia sono andati in Portogallo per un pellegrinaggio a Fatima nel centenario delle apparizioni della Vergine. Partiti lunedì 25 settembre 2017, sono rientrati in Italia la notte di sabato 30 dopo una sosta di due giorni al Santuario di Santiago de Compostela in Spagna. Il pellegrinaggio è stato guidato da mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu) ed è stato organizzato dalla Diocesi in collaborazione con l’agenzia “Nova Itinera - fede, cultura, entusiasmo” della diocesi di Perugia-Città della Pieve. Varie le provenienze dei partecipanti: Bevagna, Giano dell’Umbria, Trevi, Spoleto, Campello sul Clitunno, Norcia, Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto, Ferentillo, Arrone, Collestatte di Terni, Portaria di Acquasparta, Castel Ritaldi.

Foto-gallery: visita a Lisbona; Messa cappellina apparizioni a Fatima; Via Crucis Os Valinhos; Fiaccolata Fatima; Monastero Batalha; Monastero Alcobaca; Monastero Nazarè; Visita a Coimbra; Visita a Porto; Santuario del Bom Jesus a Braga; Camminata verso la Cattedrale di Santiago; Messa nella Cattedrale di Santiago e Botafumeiro;

Appena atterrati in terra portoghese, i pellegrini hanno vistato la città di Lisbona, in modo particolare la Cattedrale e la chiesa di S. Antonio (conosciuto come da Lisbona o di Padova, città dove morì e dove è sepolto) edificata nel luogo dove nacque uno dei Santi più venerati al mondo. E lì ogni giorno si recano migliaia di pellegrini provenienti da tutti i Continenti e nella spiegazione delle guide sentono parlare anche della città di Spoleto: Antonio, infatti, fu canonizzato nella Cattedrale di S. Maria Assunta nel 1232.

A Fatima i pellegrini hanno ripercorso, con la visita guidata al Santuario e alla mostra, la storia delle apparizioni della Vergine il 13 maggio 1917 a tre bambini che pascolavano un gregge nella Cova da Irìa, frazione di Fatima: Lucia de Jesùs di 10 anni (morta nel Carmelo di Coimbra nel 2005), e i suoi cugini Francesco e Giacinta di 9 e 7 anni (morti rispettivamente nel 1919 e nel 1929 e canonizzati da Papa Francesco lo scorso 13 maggio). Il messaggio di Fatima afferma il primato di Dio, vicino e intimo, fonte di gioia; è portatore di grazia, misericordia, speranza e conforto per la Chiesa perseguitata e per l’umanità caduta nell’inferno dell’odio tra i popoli, delle guerre mondiali e dei genocidi; questo messaggio è accompagnato dall’appello alla conversione e alla riparazione, dice che è possibile vincere il male, i poteri infernali; la Madonna chiede a quanti si recano a Fatima la recita del rosario per la pace nel mondo.

«Siamo qui – ha detto mons. Boccardo nella Messa celebrata nella Cappella delle apparizioni martedì 26 settembre per tutti i fedeli di lingua italiana – pellegrini alla scuola di Maria per cercare di comprendere la forza che le ha permesso di rispondere sì alla chiamata di Dio. La Vergine – ha proseguito il Presule – sapeva raccogliere e conservare nel cuore tutti i frammenti della vita del Figlio, consapevole che un giorno li avrebbe compresi. Anche noi siamo invitati a fare ordine nella nostra vita, a mettere insieme i pezzi anche se inizialmente non capiamo quanto ci succede, a curare e rendere buono il nostro cuore». Al termine della celebrazione, uno dei sacerdoti del Santuario ha ringraziato l’Arcivescovo ed ha chiesto ai moltissimi pellegrini di pregare, chiedendo l’intercessione della Vergine di Fatima, per le zone della Valnerina ferite dai terremoti del 2016. La sera mons. Boccardo, con oltre cento sacerdoti, ha presieduto il rosario e la fiaccolata internazionale dinanzi a un “fiume” interminabile di fedeli. 

Da Fatima Arcivescovo e pellegrini, dopo una sosta nella città di Porto, sono andati al santuario del Bom Jesus a Braga. Lì mons. Boccardo ha presieduto la Messa. Caratteristica di questo santuario è la monumentale scalinata barocca. 

La mattina del 29 settembre i pellegrini sono giunti in Galizia a Santiago de Compostela. Chi lo ha desiderato ha potuto compiere a piedi gli ultimi quattro chilometri del cammino che dalla Francia giunge a Santiagio. Giunti all'interno della Cattedrale, che custodisce il corpo dell'apostolo Giacomo, mons. Boccardo ha presieduto la messa internazionale del pellegrino alle ore 12.00. Al termine  c'è stata l'incensazione dei presento col botafumeiro, un grande turibolo presente risalente al XIX secolo. Al momento è utilizzato quasi esclusivamente in occasione delle messe solenni e durante l’Anno santo Compostellano. Il botafumeiro viene fatto oscillare da personale addetto (i “tiraboleiros”) che lo issano fino a 22 metri d’altezza nella croce della navata centrale e quindi, con un sistema di corde e carrucole, gli imprimono un moto pendolare, fino a fargli sfiorare il soffitto delle navate ad una velocità di circa 70 km/h. 

La mattina di sabato 30 settembre è stata dedicata alla visita di Fisterre: il nome deriva dall’espressione latina Finis terrae, cioè “confine della terra” in quanto il capo Fisterra è uno dei punti più occidentali della Spagna peninsulare. La tradizione vuole che i pellegrini qui compiano un bagno nell’oceano in segno di purificazione. Presso il faro è presente il cippo con il “Kilometro zero” del Cammino di Santiago, molto simbolico e molto fotografato da turisti e pellegrini. Al pomeriggio, Messa conclusiva del pellegrinaggio nella cappella della Madonna del Pilar all'interno della Cattedrale di Santiago. Al termine della Messa l'Arcivescovo ha consegnato a ciascun pellegrino la conchiglia, simbolo del pellegrino di Santiago, e la pergamena che attesta l'ingresso in Cattedrale (non quella che attesta l'aver compito il cammino). 

Alle 21.25 l'aero è partito da Santiago in direzione Roma. Alle 4.00 del mattino del 1° ottobre tutti i pellegrini erano nelle loro case.