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Ricordati di me

Sabato 23 settembre 2017 nel salone del santuario del beato Pietro Bonilli a Cannaiola di Trevi si è tenuta l’annuale assemblea dei catechisti dell’Archidiocesi. Ai molti presenti è stato illustrato il nuovo percorso catechetico, “Una iniziazione cristiana agile e bella”, che si avvia in tutte le parrocchie in questo anno pastorale 2017-2018 ad iniziare dai bambini della terza elementare. È il frutto di quanto chiesto dall’Assemblea sinodale celebrata nell’anno pastorale 2016-2017 e dai preti durante la loro Assemblea a Roccaporena nel giugno 2017; il documento è stato redatto da un’apposita commissione nominata dall’Arcivescovo, che ha raccolto le istanze dei sinodali.

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Essa, riunitasi più volte nel corso dell’estate 2017, era composta da: don Canzio Scarabottini direttore dell’ufficio catechistico diocesano e parroco di Baiano di Spoleto; don Luciano Avenati vicario episcopale per la formazione e parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci; don Vito Stramaccia priore di Montefalco; Luca Gentili (seminarista) e Sabrina Guerrini in rappresentanza dei catechisti.

Le parole di don Canzio Scarabottini. «Siete numerosi e anche ringiovaniti», ha detto don Canzio nel saluto iniziale. «Questo nuovo percorso ha bisogno di agilità mentale e di non guardare sempre indietro. I tempi sono cambiati e bisogna rinnovarsi e mettersi in gioco. Siamo chiamati a vivere questa nuova fase con gioia, amore e rispetto dei nostri giovani».

Le parole dell’Arcivescovo. L’arcivescovo Renato Boccardo ha ricordato che la catechesi è un servizio alla Chiesa ed ha indicato tre tratti che il catechista dovrebbe avere per non diventare un professionista ma per essere annunciatore di ciò che ha visto, toccato e udito (Gesù). «Deve essere gioioso perché ha trovato qualcuno, Gesù. Non bisogna mai – ha detto – considerarsi arrivati, ma camminare sempre per scorgere orizzonti inediti; la novità del Vangelo spinge sempre in avanti». Poi per il Presule il catechista «deve avere il desiderio della totalità, cioè per annunciare non deve trattenere nulla per sé, deve vivere senza compromessi, mettere in pratica senza riserve il Vangelo». Infine, il Presidente dei Vescovi umbri ha indicato nella serietà il terzo tratto: «Il catechista deve guardare al mondo con lucidità, sapendo che la sua è un’impresa esigente in una società non più completamente cristiana; quindi – ha detto – vedere il bene anche dove all’apparenza sembra non esserci, trasmettere fiducia e non ansia o depressione». Entrando poi nello specifico del nuovo percorso, mons. Boccardo ha ricordato come «la catechesi è un mal di pancia che tormenta la Chiesa da tempo. I nostri percorsi sono buoni, ma vanno ripensati e aggiornati altrimenti ci ritroveremo sempre a dire: ma cos’è che non funziona? Perché i ragazzi dopo la cresima se ne vanno? In tante Diocesi italiane si stanno sperimentando nuove forme di catechesi con l’obiettivo di intercettare meglio cosa desiderano i ragazzi. È quanto tenteremo di fare anche noi».

Nel concreto? Si cercherà, come richiesto dall’Assemblea sinodale, di rendere la catechesi più agile e bella, meno pesante nei tempi e nei contenuti, e più gioiosa. Oggi i ragazzi per i quali i genitori chiedono i sacramenti hanno un’ampia conoscenza delle cose (internet) e soprattutto hanno esperienze precoci con le relazioni (mondo affettivo e sessuale e la pluralità spesso contrapposta dei modi di vedere la vita e le sue scelte): tutto ciò avviene in un contesto di grande fragilità, insicurezza e paura, dove purtroppo tante famiglie sono ferite dal fallimento del matrimonio («con loro – ha raccomandato mons. Boccardo – ci vuole vicinanza e non giudizio); per questo non ha senso collocare troppo in avanti i sacramenti della Iniziazione Cristiana. Infatti, se essi comunicano la grazia per la vita, è bene che siano ricevuti al momento giusto. Allora è emersa l’opportunità-possibilità di anticipare gradualmente verso la fine delle scuole elementari il completamento dell’Iniziazione Cristiana con la Cresima e l’Eucaristia, ristabilendo così anche il giusto ordine dei due sacramenti (nel file allegato è illustrato il nuovo percorso, che a Cannaiola è stato spiegato da don Luciano Avenati e da don Vito Stramaccia). La catechesi sarà basata su un metodo esperienziale, il centro di tutto dovrà essere l’Eucaristia domenicale, il clima dovrà trasmettere bellezza, snellezza, simpatia, familiarità. L’obiettivo è far avere ai bambini la nostalgia del bello che li porterà a rimanere nella comunità parrocchiale anche nell’età adolescenziale (negli oratori) in maniera libera e non costretti dal ricatto “vieni, altrimenti niente cresima”. Occorre dunque coraggio nuovo per ripensare e progettare una proposta condivisa, che sarà comunque sempre imperfetta, bisognosa di ulteriori correzioni e accomodamenti. Per questo i catechisti sono invitati a scrivere nell’ultima pagina della scheda dove è illustrato cosa fare in ogni incontro suggerimenti, eventuali modifiche, altre attività pensate ecc… L’Ufficio catechistico diocesano ne farà tesoro prima di stampare la versione definitiva del nuovo percorso di catechesi.    

Allegati:
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